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Dušanbe

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Un villaggio di mercato del lunedì, questo significa il nome, trasformato dal 1924 in capitale: Dušanbe, che fu Stalinabad dal 1929 al 1961, è la città sovietica costruita da zero per dare al Tagikistan un centro. Nel 1990 vi scoppiò la prima rivolta, nel 1992 la guerra civile vi arrivò con le milizie; oggi è la capitale di Rahmon, con il pennone più alto del mondo e i palazzi sui viali che furono di Lenin.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Dušanbe
Dušanbe, lungo viale di platani con palazzi color pastello e montagne nella foschia.

Dal villaggio alla capitale

Nel 1920 Dušanbe era un villaggio dell’emirato di Buchara dove l’ultimo emiro si rifugiò in fuga dall’Armata Rossa. Nel 1924 fu scelto come capitale della repubblica autonoma tagika, nel 1925 divenne città e nel 1929 fu ribattezzato Stalinabad: la ferrovia arrivò lo stesso anno, e con essa architetti, operai e funzionari russi che costruirono una capitale di viali, teatri e uffici dove non c’era nulla.

La città sovietica

Il teatro dell’opera Ajni del 1946, il viale Lenin con i palazzi neoclassici color pastello, l’università, l’accademia delle scienze, il palazzo dei sindacati e le fabbriche tessili fecero di Stalinabad, tornata Dušanbe nel 1961, una piccola capitale ordinata; le case di mattoni furono costruite basse per i terremoti. Nel 1989 la città aveva 600.000 abitanti, per il 40 per cento tagiki e per un terzo russi, ed era l’unico luogo della repubblica dove si parlava soprattutto russo.

Il 1990 e la guerra

Nel febbraio 1990 la voce che i profughi armeni del Karabach avrebbero ricevuto appartamenti scatenò una rivolta con saccheggi e venticinque morti, repressa dalle truppe. Nel 1992 le manifestazioni contrapposte sulla piazza Šahidon e sulla piazza Ozodi, per settimane, precipitarono nella guerra civile: le milizie del Fronte popolare presero la città alla fine dell’anno, e i russi e gli ebrei se ne andarono in massa. Dušanbe perse in pochi anni la sua popolazione europea.

La capitale di Rahmon

Il regime ha ridisegnato il centro: il monumento a Ismoil Somoni del 1999 sulla piazza dell’Amicizia, il pennone di 165 metri innalzato nel 2011, allora il più alto del mondo, il palazzo delle Nazioni, la Biblioteca nazionale, la più grande dell’Asia centrale, e la demolizione di gran parte degli edifici sovietici, compreso il teatro Majakovskij. Il viale Lenin si chiama Rudaki, dal poeta persiano, e Lenin è sparito dalle piazze.

Dušanbe oggi

Con circa un milione di abitanti, quasi tutti tagiki, la città è cresciuta con le rimesse e i prestiti cinesi, tra torri di vetro e quartieri nuovi; il bazar Verde, i parchi e i viali di platani restano il volto quotidiano. Il ricordo di Stalinabad sopravvive negli anziani e nell’architettura superstite, mentre la giovane generazione è cresciuta con Somoni e Rahmon.

Curiosità

  • Il nome Dušanbe significa «lunedì» in tagiko: era il giorno del mercato del villaggio.
  • Il pennone di 165 metri della piazza dell’Amicizia, inaugurato nel 2011, ha tenuto il primato mondiale fino al 2014, quando è stato superato da quello di Gedda.
  • Il teatro Majakovskij, del 1939, primo teatro drammatico russo della città, è stato demolito nel 2016 tra le proteste degli abitanti.
  • L’ultimo emiro di Buchara, Alim Khan, fuggì nel 1920 da Dušanbe verso l’Afghanistan, dove morì nel 1944.

Valutazione critica

Dušanbe è una capitale che il potere sovietico creò dal nulla e che il potere post-sovietico ha ricreato allo stesso modo, sostituendo Lenin con Somoni e i palazzi staliniani con quelli di vetro: due regimi che hanno pensato la città come rappresentazione di sé. Nel mezzo, la guerra civile ne ha cambiato gli abitanti più di qualsiasi piano regolatore.

La demolizione della Dušanbe sovietica cancella un capitolo scomodo, la città russa in terra tagika, senza aver ancora scritto il proprio.

FAQ – Domande frequenti

Perché la città si chiamava Stalinabad? Fu ribattezzata in onore di Stalin nel 1929, quando divenne capitale della nuova repubblica; riprese il nome Dušanbe nel 1961, con la destalinizzazione.

Quanti abitanti ha? Circa 600.000 nel 1989, oggi intorno al milione; la quota di russi è scesa da un terzo a pochi punti percentuali con la guerra civile.

Che cosa resta di sovietico? Il teatro dell’opera, parte del viale Rudaki con i palazzi neoclassici, l’università e i quartieri residenziali; molti edifici pubblici sovietici sono stati demoliti negli ultimi anni.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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