Treni, ferrovie e trasporti
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In un paese di undici fusi orari senza automobili, i trasporti erano lo Stato in movimento: le ferrovie a scartamento largo con metà del traffico merci del mondo, i treni con il platskart e il tè della provodnica, la Transiberiana e la BAM costruita dal Gulag e dal Komsomol, le metropolitane-palazzo di Mosca e delle altre dodici città, i tram e i filobus a tre e quattro copechi, le poche automobili ottenute con la lista d’attesa, l’Aeroflot più grande e meno sicura del mondo, gli aliscafi e i rompighiaccio atomici. Questa sezione racconta come si muoveva l’Unione Sovietica.
Il filo comune è il trasporto pubblico come servizio reale e come strumento di controllo: tariffe che chiunque poteva pagare, reti costruite anche dai detenuti, e la libertà di movimento limitata dalla propiska, dai permessi e dalla penuria di tutto ciò che era privato. Molte di queste infrastrutture sono ancora l’ossatura dei quindici Stati eredi.
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Come leggere questa sezione
Ogni articolo distingue il contesto storico dai miti propagandistici. Quando il tema lo richiede, i contenuti collegano repressione, disuguaglianze, limiti delle libertà e risultati materiali dichiarati dal sistema.