Stampa, giornali, televisione e radio
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Ottomila giornali con una sola voce, un telegiornale seguito da duecento milioni di persone, la radio a filo che non si spegneva, un’agenzia che «era autorizzata a dichiarare» e, nell’ombra, la letteratura battuta a macchina con la carta carbone: questa sezione racconta come l’Unione Sovietica informava e non informava i suoi cittadini, con la stampa e i giornali dalla Pravda alle Izvestija e alle riviste, la televisione e la radio, Radio Mosca verso il mondo, la TASS e il samizdat.
Il filo comune è il monopolio dell’informazione e la sua crepa: la censura del Glavlit e la lettura tra le righe, il disturbo delle radio straniere e i milioni che le ascoltavano, la glasnost che in tre anni trasformò i media di Stato nel giornalismo più libero d’Europa, e la Russia di oggi che ha ripreso il controllo con altri mezzi.
Stampa ed editoria
Televisione, radio e agenzie
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Ogni articolo distingue il contesto storico dai miti propagandistici. Quando il tema lo richiede, i contenuti collegano repressione, disuguaglianze, limiti delle libertà e risultati materiali dichiarati dal sistema.