Patto di Varsavia e paesi del blocco orientale
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Dal 1945 al 1989 l’Unione Sovietica governò l’Europa orientale attraverso i partiti fratelli, il Patto di Varsavia e il Comecon, con la cortina di ferro a tenere dentro i cittadini e la dottrina Brežnev a tenere in riga i governi: questa sezione racconta i paesi satelliti uno per uno, dalla Cecoslovacchia alla Germania Est, dall’Ungheria alla Polonia, dalla Romania alla Bulgaria e all’Albania di Hoxha, e la Jugoslavia di Tito come eretica e confronto; e le crisi che scandirono il blocco, Budapest 1956, Praga 1968, il Muro, la Stasi, Solidarność e le rivoluzioni del 1989.
Il filo comune è la sovranità limitata: regimi che si reggevano sulla garanzia dei carri sovietici e che caddero in sei mesi quando Gorbačëv la ritirò. I paesi che la conobbero sono oggi nella NATO e nell’Unione europea, e leggono la Russia con la memoria di quegli anni.
Organizzazioni e relazioni
Schede dei paesi
Caso distinto e di confronto
Crisi e trasformazioni
- Primavera di Praga
- Rivoluzione ungherese del 1956
- Muro di Berlino
- Stasi
- Solidarność
- Rivoluzioni del 1989
Come leggere questa sezione
Ogni articolo distingue il contesto storico dai miti propagandistici. Quando il tema lo richiede, i contenuti collegano repressione, disuguaglianze, limiti delle libertà e risultati materiali dichiarati dal sistema.