Comunismo in Europa e rapporti con il PCI
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Per settant’anni i partiti comunisti dell’Europa occidentale furono le sezioni di un movimento con il centro a Mosca, nati dalle ventuno condizioni del Comintern, disciplinati dal Cominform, pagati con il fondo del Comitato centrale e divisi dal 1956, dal 1968 e dall’eurocomunismo: questa sezione racconta gli strumenti, dal Comintern ai finanziamenti e all’esportazione della rivoluzione, e i partiti uno per uno, con il PCI di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, il più grande dell’Occidente, i francesi, gli spagnoli, i portoghesi, i greci, i tedeschi, i britannici e gli altri, e i rapporti tra l’URSS e l’Italia.
Il filo comune è la doppia natura di questi partiti, di Mosca e dei propri paesi, con l’oro negato per decenni e le lotte reali degli operai e degli antifascisti; il 1991 li sciolse o li trasformò, e l’Italia, con il PCI, il Don, la Fiat e il gas, resta il caso in cui il rapporto con l’Unione fu più profondo e più ambiguo.
Organizzazioni e strategie
- Partiti comunisti europei
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- Cominform
- Esportazione della rivoluzione
- Finanziamenti sovietici
- Eurocomunismo
Italia
Altri partiti e paesi europei
- Partito Comunista Francese
- Partito Comunista Spagnolo
- Partito Comunista Portoghese
- Partito Comunista Greco
- Comunisti tedeschi
- Partito Comunista Britannico
- Altri partiti comunisti europei
Come leggere questa sezione
Ogni articolo distingue il contesto storico dai miti propagandistici. Quando il tema lo richiede, i contenuti collegano repressione, disuguaglianze, limiti delle libertà e risultati materiali dichiarati dal sistema.