Religioni e rapporto con le Chiese
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Il primo Stato ateo della storia governò un paese di credenti: ortodossi, cattolici, protestanti, musulmani, ebrei e buddhisti, perseguitati tutti tra il 1918 e il 1941, controllati dal 1943 attraverso gerarchie nominate dallo Stato, perseguitati di nuovo da Chruščëv e sorvegliati fino al 1990. Questa sezione racconta le singole confessioni, dalla Chiesa ortodossa con il suo patto con Stalin alla Chiesa greco-cattolica sciolta per decreto, dall’islam delle direzioni spirituali all’ebraismo della quinta riga e al buddhismo cancellato, i rapporti tra l’URSS e il Vaticano, l’ateismo di Stato e il bilancio delle persecuzioni.
Il filo comune è il rapporto tra fede e potere: uno Stato che volle abolire la religione, scoprì nel 1937 che metà del paese credeva ancora, e scelse di controllarla. La Russia di oggi, con la Chiesa ortodossa di fatto religione di Stato e le minoranze di nuovo limitate, è l’ultimo capitolo di quella storia.
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Ogni articolo distingue il contesto storico dai miti propagandistici. Quando il tema lo richiede, i contenuti collegano repressione, disuguaglianze, limiti delle libertà e risultati materiali dichiarati dal sistema.