Erevan
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Nel 1920 Erevan era una cittadina di fango e tufo con trentamila abitanti; nel 1989 una capitale di 1,2 milioni, costruita in pietra rosa secondo il piano di Aleksandr Tamanjan, con l’Ararat all’orizzonte. Fu la vetrina dell’Armenia sovietica, la città del memoriale del genocidio e, nel 1988, della più grande mobilitazione nazionale dell’Unione, sulla piazza dell’Opera.
In questa pagina
La città di Tamanjan
Capitale della prima repubblica armena dal 1918, Erevan fu ripensata dal 1924 dall’architetto Aleksandr Tamanjan, che disegnò una città a pianta radiale, con la piazza centrale, l’anello di viali e l’Opera, tutto rivestito del tufo rosa e arancio delle cave locali. Il piano, realizzato per decenni, diede alla capitale un’unità stilistica rara nell’URSS, dove l’architettura neoarmena convisse con quella staliniana.
La capitale sovietica
La città crebbe con l’industria chimica, meccanica ed elettronica e con l’afflusso dalle campagne e dalla diaspora, fino a 1,2 milioni di abitanti nel 1989. La statua di Stalin, alta cinquanta metri con il piedistallo, dominò la collina dal 1950 al 1962; nel 1967 fu sostituita dalla Madre Armenia con la spada. Nello stesso anno, sulla collina di Tsitsernakaberd, fu inaugurato il memoriale del genocidio, ottenuto dopo le manifestazioni del 1965. Nel 1981 aprì la metropolitana; negli anni Ottanta iniziò la Cascata, la scalinata monumentale che collega il centro alla collina, completata solo nel 2009.
Il 1988
Dal febbraio 1988 la piazza davanti all’Opera, oggi piazza della Libertà, divenne il luogo di raduni quotidiani per il Karabach con centinaia di migliaia di persone, guidati dal comitato Karabach di cui faceva parte il futuro presidente Ter-Petrosjan; le forze sovietiche imposero il coprifuoco, i leader furono arrestati alla fine dell’anno e liberati nel 1989. Il terremoto del dicembre 1988 risparmiò la capitale ma la riempì di sfollati.
Il 1991 e dopo
La statua di Lenin sulla piazza centrale fu smontata nel 1991 e la piazza prese il nome di piazza della Repubblica. Gli anni Novanta furono per Erevan «gli anni bui»: senza gas né elettricità per il blocco di Azerbaigian e Turchia, con gli alberi dei parchi bruciati per scaldarsi, la città perse abitanti verso la Russia e l’America. La Rivoluzione di velluto del 2018, con le folle sulla piazza della Repubblica, ha aperto una nuova stagione; i profughi del Karabach del 2023 sono in gran parte arrivati qui.
Erevan oggi
Con circa 1,1 milioni di abitanti, un terzo del paese, Erevan ha ristrutturato il centro di Tamanjan, completato la Cascata con il museo Cafesjian, aperto caffè e uffici informatici, e accolto dal 2022 decine di migliaia di russi in fuga dalla mobilitazione. Il memoriale di Tsitsernakaberd, la Madre Armenia e la metropolitana sono i lasciti sovietici che nessuno ha voluto rimuovere.
Curiosità
- La fortezza di Erebuni, alle porte della città, fu fondata nel 782 a.C.: nel 1968 Erevan celebrò i 2.750 anni, ventinove più di Roma.
- La statua di Stalin del 1950 era la più grande dell’URSS; durante lo smontaggio del 1962 un operaio morì, e il piedistallo fu riusato per la Madre Armenia.
- Il tufo rosa che colora la città viene dalle cave intorno all’Ararat e cambia tono con la luce del giorno.
- Il memoriale di Tsitsernakaberd ospita nel museo le lettere di chi, in tutto il mondo, ha riconosciuto il genocidio; la Turchia lo contesta ancora.
Valutazione critica
Erevan è la costruzione sovietica meglio riuscita nel Caucaso: una capitale nata dal nulla con uno stile proprio, opera di un architetto armeno e non di un piano moscovita. Il sistema le concesse ciò che negava altrove, un memoriale nazionale, perché la memoria del 1915 era rivolta contro la Turchia e non contro Mosca; quando nel 1988 la stessa memoria si rivolse al Karabach, il coprifuoco arrivò subito.
Gli anni bui del dopo 1991 e l’esodo del 2023 raccontano il costo di trent’anni di conflitto; la città che accoglie i profughi del Karabach e gli esuli russi è oggi il luogo dove si decide l’orientamento del paese.
FAQ – Domande frequenti
Quanti abitanti ha Erevan? Circa 1,2 milioni nel 1989 e 1,1 milioni oggi: un terzo della popolazione dell’Armenia.
Perché la città è rosa? Per il tufo vulcanico delle cave locali, imposto dal piano di Tamanjan come materiale di rivestimento del centro.
Che cosa accadde sulla piazza dell’Opera nel 1988? Dal febbraio 1988 vi si tennero raduni con centinaia di migliaia di persone per l’Unione del Karabach all’Armenia: la prima mobilitazione nazionale di massa della perestrojka.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.