Guerra d’inverno
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Il 30 novembre 1939 l’Unione Sovietica attaccò la Finlandia, quattro milioni di abitanti, con quasi mezzo milione di soldati, convinta di entrare a Helsinki in due settimane: la guerra d’inverno durò 105 giorni, costò all’Armata Rossa oltre 126.000 morti contro i 25.000 finlandesi, mostrò al mondo e a Hitler la debolezza dell’esercito decimato dalle purghe, e finì con la Finlandia che cedeva la Carelia ma restava indipendente.
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Le cause
Il protocollo segreto del patto Molotov-Ribbentrop assegnava la Finlandia alla sfera sovietica: nell’ottobre 1939 Stalin chiese lo spostamento del confine a settanta chilometri da Leningrado, la cessione di isole nel golfo e una base a Hanko, offrendo in cambio terre in Carelia. La Finlandia rifiutò; il 26 novembre l’artiglieria sovietica bombardò il proprio villaggio di Mainila e ne accusò i finlandesi, e il 30 novembre l’Armata Rossa attraversò il confine mentre gli aerei bombardavano Helsinki. A Terijoki fu insediato un governo finlandese «popolare» guidato dal comunista Kuusinen, che doveva chiedere l’annessione.
La guerra
L’Armata Rossa, 450.000 uomini con migliaia di carri armati contro un esercito finlandese di 300.000 riservisti, si arrestò davanti alla linea Mannerheim sull’istmo di Carelia e fu fatta a pezzi nelle foreste del nord: a Suomussalmi e sulla strada di Raate, tra dicembre e gennaio, due divisioni sovietiche furono distrutte da reparti finlandesi sugli sci che colpivano le colonne bloccate nella neve a quaranta gradi sotto zero, i «motti». La purga aveva tolto all’esercito i comandanti, i soldati non avevano equipaggiamento invernale e le tattiche erano quelle del 1920. In febbraio Timošenko, con rinforzi massicci e artiglieria, sfondò la linea Mannerheim e la Finlandia, senza aiuti, dovette trattare.
La pace di Mosca
Il trattato del 12 marzo 1940 tolse alla Finlandia l’istmo di Carelia con Vyborg, la seconda città del paese, le rive del Ladoga e la base di Hanko, l’11 per cento del territorio: 400.000 finlandesi lasciarono le case per non diventare sovietici. Il governo di Kuusinen fu sciolto e la Carelia annessa formò la Repubblica carelo-finlandese, sedicesima dell’Unione, senza finlandesi. L’URSS, espulsa dalla Società delle Nazioni il 14 dicembre 1939 come aggressore, aveva ottenuto il confine e perso la reputazione.
Le conseguenze
Le perdite sovietiche, riconosciute solo nel 1993, furono di oltre 126.000 morti e dispersi e 265.000 feriti e congelati, contro 25.000 caduti finlandesi; Hitler ne trasse la convinzione che l’Armata Rossa fosse «un colosso di argilla» e accelerò i piani per il 1941. Stalin riformò l’esercito con Timošenko e Žukov, restituì i gradi e la disciplina e riabilitò migliaia di ufficiali dai campi; la Finlandia, per riprendere la Carelia, si unì all’attacco tedesco nel giugno 1941 nella «guerra di continuazione», fino al 1944.
La memoria
In Finlandia la guerra d’inverno è il momento fondativo, con lo «spirito» dell’unità nazionale e Mannerheim eroe; in URSS fu una guerra imbarazzante, presentata come una campagna difensiva per proteggere Leningrado, e i suoi morti non ebbero monumenti. La Russia di oggi ha ripreso la versione sovietica, e nel 2022 la Finlandia, con la memoria del 1939, ha chiesto l’ingresso nella NATO.
Curiosità
- Il «cocktail Molotov», la bottiglia incendiaria usata dai finlandesi contro i carri armati, prese il nome dal ministro degli esteri sovietico che sosteneva di lanciare sulla Finlandia non bombe ma «cesti di pane»: le bombe a grappolo furono ribattezzate «cesti di pane di Molotov» e le bottiglie «cocktail per Molotov».
- A Suomussalmi la 44ª divisione sovietica, arrivata dall’Ucraina senza sci né equipaggiamento invernale, fu annientata sulla strada di Raate: i finlandesi catturarono decine di carri e cannoni e i suoi comandanti furono fucilati dai sovietici.
- Il cecchino finlandese Simo Häyhä, «la morte bianca», è accreditato di oltre cinquecento uccisioni in cento giorni, con un fucile senza ottica; ferito al volto nel marzo 1940, visse fino al 2002.
- La Repubblica carelo-finlandese creata nel 1940 per ospitare una Finlandia annessa che non arrivò mai fu retrocessa a regione della Russia nel 1956.
Valutazione critica
La guerra d’inverno fu un’aggressione preparata con una provocazione falsa e un governo fantoccio, secondo il copione che Stalin aveva appena applicato in Polonia: la Finlandia fu l’unico paese del protocollo segreto a resistere, e la sua resistenza salvò l’indipendenza al prezzo della Carelia. Il costo per l’Armata Rossa fu il conto delle purghe, pagato dai soldati mandati nella neve senza comandanti.
La versione sovietica della guerra difensiva, ripresa dalla Russia attuale, non regge davanti a Mainila e a Terijoki; il fatto che la Finlandia abbia scelto la NATO nel 2022 ricordando il 1939 dice quanto quella memoria sia viva.
FAQ – Domande frequenti
Quanto durò la guerra d’inverno? 105 giorni, dal 30 novembre 1939 al 13 marzo 1940, quando entrò in vigore il trattato di Mosca.
Quante furono le perdite? Oltre 126.000 morti e dispersi sovietici, secondo i dati resi noti nel 1993, contro circa 25.000 finlandesi; i feriti e i congelati sovietici furono oltre 265.000.
Che cosa perse la Finlandia? L’istmo di Carelia con Vyborg, le rive del Ladoga e la base di Hanko, l’11 per cento del territorio, con 400.000 profughi; mantenne l’indipendenza.
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