Taškent
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Con oltre due milioni di abitanti nel 1989, Taškent era la quarta città dell’URSS e la metropoli dell’Asia centrale: rasa al suolo dal terremoto del 1966 e ricostruita in quattro anni da squadre di tutte le repubbliche, con la prima metropolitana della regione, i viali e i palazzi modernisti che ne fanno un museo dell’architettura sovietica tarda. Fu «città del pane» per i profughi della guerra e sede del vertice indo-pakistano del 1966.
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Prima del 1966
Conquistata dai russi nel 1865, Taškent fu capitale del Turkestan coloniale, con una città russa a scacchiera accanto alla città vecchia uzbeka di fango e vicoli. Nel 1930 divenne capitale dell’Uzbekistan sovietico al posto di Samarcanda. Durante la guerra accolse centinaia di migliaia di sfollati, fabbriche evacuate e decine di migliaia di orfani, guadagnandosi il nome di «città del pane» già titolo di un romanzo degli anni Venti. Nel gennaio 1966 vi si tenne il vertice tra India e Pakistan mediato da Kosygin: il primo ministro indiano Shastri morì in città la notte dopo la firma.
Il terremoto
Il 26 aprile 1966, alle 5.23 del mattino, un terremoto con epicentro sotto il centro distrusse la città vecchia e gran parte di quella russa: pochi morti, ma trecentomila senzatetto. Brežnev e Kosygin arrivarono il giorno dopo e la ricostruzione fu presentata come impresa di tutta l’Unione: squadre di operai da Mosca, Leningrado, Kiev, Minsk e dalle altre repubbliche costruirono in pochi anni interi quartieri, che portano ancora i loro nomi. Taškent uscì dal terremoto come una città nuova.
La metropoli sovietica
Gli anni Settanta e Ottanta le diedero il volto attuale: la metropolitana del 1977, la prima dell’Asia centrale, con stazioni decorate di ceramiche e mosaici; l’albergo Uzbekistan del 1974, il palazzo dell’amicizia dei popoli, il grande bazar coperto di Chorsu con la cupola azzurra, le sedi modernistiche che reinterpretavano i motivi islamici in cemento. La città arrivò a 2,1 milioni di abitanti, per metà uzbeki e per un terzo russi, ed era la capitale scientifica e industriale della regione.
Il 1991
L’Uzbekistan dichiarò l’indipendenza il 1° settembre 1991 senza scosse; nel 1992 la statua di Lenin sulla piazza centrale fu sostituita da un globo con la mappa del paese e nel 1993 quella di Marx dalla statua equestre di Tamerlano, il nuovo eroe nazionale. Nel febbraio 1999 una serie di attentati scosse la città e servì al regime di Karimov per stringere il controllo.
Taškent oggi
Con quasi tre milioni di abitanti, Taškent è la città più grande dell’Asia centrale, in piena espansione edilizia: molti edifici sovietici, dai cinema ai palazzi, sono stati demoliti negli ultimi anni per far posto a torri e centri commerciali, nonostante le proteste di chi li considera un patrimonio. La metropolitana, aperta ai fotografi solo dal 2018, resta la sua attrazione più visitata.
Curiosità
- Le stazioni della metropolitana di Taškent, come Kosmonavtlar con i ritratti dei cosmonauti in ceramica, furono vietate alle fotografie fino al 2018 perché considerate rifugi antiaerei.
- La ricostruzione dopo il 1966 lasciò in città interi quartieri chiamati Mosca, Leningrado, Kiev, Minsk, Tbilisi, dal nome delle squadre che li costruirono.
- Il romanzo «Taškent, città del pane» di Neverov, del 1923, racconta un ragazzo in fuga dalla carestia del Volga verso la città dove si trovava da mangiare.
- Dal 1993 la piazza centrale è dedicata a Tamerlano, il conquistatore del Trecento che l’URSS presentava come tiranno sanguinario.
Valutazione critica
Taškent è la città che il sistema sovietico ricostruì meglio, e per questo la più utile per capirlo: il terremoto del 1966 fu l’occasione per dimostrare che l’Unione poteva fare in quattro anni ciò che altrove richiedeva decenni, ma i quartieri nuovi furono abitati in gran parte da russi, e la città vecchia uzbeka non fu mai ricostruita.
La sostituzione di Marx con Tamerlano e la demolizione degli edifici sovietici mostrano un paese che sceglie di dimenticare, mentre il turismo internazionale riscopre proprio la Taškent degli anni Settanta.
FAQ – Domande frequenti
Quanto è grande Taškent? Circa 2,1 milioni di abitanti nel 1989, quarta città dell’URSS; oggi quasi tre milioni, la più grande dell’Asia centrale.
Che cosa accadde nel 1966? Il 26 aprile un terremoto distrusse gran parte della città; la ricostruzione, condotta da squadre di tutte le repubbliche, la trasformò in una metropoli moderna.
Perché la metropolitana è famosa? Perché fu la prima dell’Asia centrale, aperta nel 1977, e per le stazioni decorate con ceramiche, mosaici e lampadari, a lungo vietate alle fotografie.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.