Volgogrado
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Caricyn fino al 1925, Stalingrado fino al 1961, Volgograd da allora: la città sul Volga porta nel nome la propria storia sovietica e nel Mamaev Kurgan, con la Madre Patria di 85 metri, il memoriale più grande della battaglia che cambiò la guerra. Ricostruita dal nulla dopo il 1943, è oggi il luogo dove la Russia celebra la vittoria e discute se tornare a chiamarsi con il nome del dittatore.
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Caricyn e Stalingrado
Fondata nel 1589 come fortezza sul Volga, Caricyn era all’inizio del Novecento una città industriale di legname e petrolio. Nel 1918 Stalin vi diresse la difesa contro i bianchi, un episodio che la propaganda trasformò in epopea: il 10 aprile 1925 la città prese il suo nome. Il primo piano quinquennale vi costruì la fabbrica di trattori, inaugurata nel 1930 con l’aiuto americano, e la centrale elettrica; nel 1939 Stalingrado aveva 445.000 abitanti.
La battaglia
Tra l’agosto 1942 e il febbraio 1943 la città fu distrutta dal bombardamento tedesco del 23 agosto e da cinque mesi di combattimenti casa per casa, dal Mamaev Kurgan alle fabbriche: alla resa della 6ª Armata restavano poche migliaia di civili tra le macerie. La battaglia, con oltre un milione di caduti tra le due parti, fu la svolta della guerra e il fondamento del mito sovietico della Grande guerra patriottica.
La ricostruzione
Stalingrado fu ricostruita come città-monumento: il centro staliniano con il viale della Pace, la scalinata sul Volga, il planetario, il canale Volga-Don del 1952 con la statua di Stalin all’imbocco e la centrale idroelettrica del 1961, allora la più grande d’Europa. Sul Mamaev Kurgan, dal 1959 al 1967, sorse il memoriale con la Madre Patria che chiama, 52 metri di statua e 33 di spada, la sala della gloria militare e le fosse dei caduti. Nel 1989 la città arrivò a un milione di abitanti.
Volgograd
Il 10 novembre 1961, con la destalinizzazione, Stalingrado divenne Volgograd, senza consultare nessuno; la statua di Stalin del canale fu rimossa e sostituita nel 1973 da un Lenin di 57 metri, la più grande statua al mondo di una persona reale. Il nome della battaglia sopravvisse nel titolo di città eroina, nel memoriale e nelle stazioni della metropolitana di mezza Europa, a cominciare da Parigi.
La città oggi
Volgograd ha perso abitanti dal 1991 e la sua industria, dalla fabbrica di trattori alle acciaierie, si è ridotta; il Mamaev Kurgan resta la meta del turismo patriottico e il palcoscenico del 9 maggio. Dal 2013, per decisione del consiglio comunale, la città si chiama ufficialmente Stalingrado in sei date commemorative all’anno, e le proposte di ripristinare il nome per sempre tornano a ogni anniversario, sostenute da veterani e comunisti e usate dal Cremlino come strumento politico.
Curiosità
- La statua di Lenin all’imbocco del canale Volga-Don, 57 metri con il piedistallo, è iscritta nel Guinness dei primati come la più grande dedicata a una persona realmente esistita.
- Il mulino Gerhardt, un edificio in mattoni sventrato dalla battaglia, è stato conservato in rovina accanto al museo Panorama come testimone dei combattimenti.
- La Madre Patria del Mamaev Kurgan pesa 8.000 tonnellate e la spada, di 33 metri, fu sostituita nel 1972 perché la prima oscillava al vento.
- La stazione della metropolitana parigina Stalingrad, inaugurata nel 1946, ha conservato il nome della battaglia mentre la città l’ha perso nel 1961.
Valutazione critica
Volgograd è la città in cui il mito sovietico della guerra ha la sua cattedrale, e in cui la memoria dei caduti si confonde con quella del dittatore che diede il nome alla battaglia. La ricostruzione monumentale del dopoguerra fu una scelta politica, e la statua di Lenin di 57 metri sul canale scavato dai detenuti del Gulag ne è il simbolo più sincero.
Il ritorno del nome di Stalingrado in sei giorni all’anno mostra come la Russia di oggi usi la vittoria del 1943 per riabilitare, un giorno alla volta, chi la comandava.
FAQ – Domande frequenti
Quanti nomi ha avuto la città? Tre: Caricyn dalla fondazione nel 1589 al 1925, Stalingrado dal 1925 al 1961 e Volgograd dal 10 novembre 1961.
Che cos’è il Mamaev Kurgan? La collina che dominava la battaglia, trasformata tra il 1959 e il 1967 nel memoriale con la statua della Madre Patria, alta 85 metri, e le tombe dei caduti.
La città tornerà a chiamarsi Stalingrado? Dal 2013 lo è ufficialmente in sei date commemorative all’anno; il ripristino permanente è proposto a ogni anniversario ma non è mai stato deciso.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.