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Alma-Ata

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Alma-Ata, «padre delle mele», fu dal 1929 al 1997 la capitale del Kazakistan: una città di viali alberati ai piedi del Tien Shan, dove Ejzenštejn girò «Ivan il Terribile» durante la guerra, dove la pista di ghiaccio di Medeo produsse decine di record mondiali e dove nel dicembre 1986 esplose la prima rivolta nazionale dell’era Gorbačëv. Nel dicembre 1991 vi fu firmato l’atto di nascita della Comunità degli Stati indipendenti.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Alma-Ata
Alma-Ata, viale di pioppi con le cime innevate del Tien Shan alle spalle della città.

Da Vernyj ad Alma-Ata

Fondata nel 1854 come forte russo con il nome di Vernyj, «fedele», la città fu distrutta dai terremoti del 1887 e del 1911 e ricostruita in legno. Nel 1921 prese il nome kazako e nel 1929, con l’arrivo della ferrovia Turksib, divenne capitale della repubblica al posto di Kzyl-Orda. Trockij vi trascorse in confino il 1928, prima dell’espulsione dall’URSS.

La città della guerra

Nel 1941 gli studi cinematografici di Mosca e Leningrado furono evacuati ad Alma-Ata, dove nacque lo studio unificato che produsse gran parte dei film sovietici di guerra: Ejzenštejn vi girò le due parti di «Ivan il Terribile». La città accolse fabbriche e centinaia di migliaia di sfollati e ne uscì trasformata in un centro industriale; nel dopoguerra la repubblica delle terre vergini le diede università, teatri e i quartieri nuovi verso le montagne.

La vetrina degli anni Settanta

Sotto Kunaev, primo segretario per quasi trent’anni, Alma-Ata fu una delle capitali meglio costruite dell’URSS: l’albergo Kazakhstan del 1977, il palazzo Lenin per i congressi, il circo, la moschea e la cattedrale conservate, e a Medeo, a 1.700 metri, la pista di pattinaggio all’aperto più alta del mondo, dove nel 1972-88 caddero decine di record. Nel 1978 la città ospitò la conferenza mondiale dell’OMS sulle cure primarie, che produsse la «Dichiarazione di Alma-Ata». Nel 1989 aveva 1,1 milioni di abitanti, per lo più russi.

Il dicembre 1986

Il 16 dicembre 1986 Gorbačëv sostituì Kunaev con Gennadij Kolbin, un russo estraneo alla repubblica. Il giorno dopo migliaia di studenti kazaki riempirono la piazza centrale; il 17 e il 18 la polizia e le truppe interne li dispersero con manganelli, cani e idranti, con almeno due morti ufficiali, centinaia di feriti e oltre ottomila fermati. La rivolta di dicembre, Želtoqsan, è oggi festa nazionale e fu il primo segnale che la perestrojka avrebbe risvegliato le nazioni.

Da Alma-Ata ad Almaty

Il 21 dicembre 1991 undici repubbliche firmarono ad Alma-Ata la dichiarazione che allargava la Comunità degli Stati indipendenti e chiudeva l’URSS. Nel 1993 la città prese il nome kazako Almaty; nel 1997 Nazarbaev spostò la capitale ad Astana, lontano dal confine cinese e dai terremoti. Almaty è rimasta la città più grande e più viva del paese, con due milioni di abitanti, la metropolitana dal 2011 e un’aria da capitale culturale; nel gennaio 2022 fu il centro delle rivolte, con l’aeroporto occupato e centinaia di morti nella repressione.

Curiosità

  • Le foreste di meli selvatici del Tien Shan intorno alla città sono l’origine genetica di tutte le mele coltivate: il nome della città lo dice.
  • A Medeo, per l’aria rarefatta e il ghiaccio prodotto con acqua di montagna, furono stabiliti oltre cento record mondiali di pattinaggio di velocità.
  • Ejzenštejn girò «Ivan il Terribile» negli studi di Alma-Ata di notte, quando la corrente non serviva alle fabbriche; la seconda parte fu proibita da Stalin.
  • La cattedrale dell’Ascensione, in legno, del 1907, sopravvisse al terremoto del 1911 e fu museo per tutto il periodo sovietico, prima di tornare al culto nel 1995.

Valutazione critica

Alma-Ata fu una capitale costruita dai russi per una repubblica in cui i kazaki erano minoranza, e per questo bella e straniera: la rivolta del 1986 fu la richiesta di una generazione di kazaki di essere padrona in casa propria, e la risposta di Mosca fu la stessa di sempre. La città che diede all’URSS i suoi film di guerra e i suoi record di pattinaggio fu anche quella dove l’Unione firmò la propria fine.

Almaty di oggi, con le proteste del 2022 e la memoria di Želtoqsan, resta la città in cui il Kazakistan discute il proprio rapporto con la Russia.

FAQ – Domande frequenti

Perché Alma-Ata non è più la capitale? Perché nel 1997 Nazarbaev spostò la capitale ad Astana, nel nord, per ragioni geopolitiche, demografiche e sismiche. Almaty resta la città più grande del paese.

Che cosa accadde nel dicembre 1986? La sostituzione del primo segretario kazako con un russo provocò manifestazioni di giovani kazaki, represse con violenza: fu la prima rivolta nazionale della perestrojka.

Che cos’è la Dichiarazione di Alma-Ata? Ce ne sono due: quella dell’OMS del 1978 sulle cure sanitarie primarie e quella del 21 dicembre 1991 con cui undici repubbliche sancirono la fine dell’URSS e la nascita della CSI.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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