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Ateismo di Stato

Approfondimento storico in una prospettiva critica

L’URSS fu il primo Stato della storia ad avere l’ateismo come dottrina ufficiale: la religione era «oppio del popolo», la Lega dei senza-Dio contava milioni di iscritti, il piano quinquennale del 1932 prometteva di eliminare ogni fede entro il 1937, i musei dell’ateismo occupavano le cattedrali e la scuola insegnava l’ateismo scientifico. Il censimento del 1937 rivelò che metà del paese credeva ancora; nel 1988 lo Stato rinunciò, e la Russia di oggi ha fatto il percorso inverso.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Ateismo di Stato
Demolizione del campanile di una chiesa negli anni Trenta: gru, operai e folla.

La dottrina

Per il marxismo-leninismo la religione era il riflesso dell’oppressione, destinata a scomparire con essa: il decreto del gennaio 1918 separò la Chiesa dallo Stato e la scuola dalla Chiesa, e la Costituzione garantì la libertà di «propaganda antireligiosa» accanto alla libertà di culto, un’asimmetria mantenuta fino al 1990. Lenin, per il quale «ogni idea di Dio è una turpitudine indicibile», fece della lotta alla religione un compito del partito, che negli anni Venti la delegò alla stampa e alle organizzazioni di massa.

La Lega dei senza-Dio

Fondata nel 1925 e guidata da Emel’jan Jaroslavskij, la Lega dei senza-Dio militanti arrivò nel 1932 a tre milioni e mezzo di iscritti, con il giornale «Bezbožnik», le riviste satiriche con i preti grassi e i rabbini avidi, le conferenze, i «Natali del Komsomol» con i falò delle icone e i carnevali blasfemi. Nel 1932 lanciò il «piano quinquennale dei senza-Dio», che prometteva la scomparsa di ogni religione entro il 1937; le cattedrali di Kazan’ a Leningrado e di molte città divennero musei dell’ateismo, con le reliquie esposte come frodi. La Lega fu sciolta nel 1947, dopo il compromesso di guerra.

Il censimento del 1937

Stalin volle nel censimento del 1937 una domanda sulla religione: il 57 per cento degli adulti si dichiarò credente, due terzi nelle campagne, dopo vent’anni di propaganda e di persecuzione. Il risultato contribuì alla cancellazione del censimento e alla fucilazione dei suoi responsabili, e mostrò al regime che l’ateismo era rimasto una dottrina di Stato senza popolo; la persecuzione del 1937-38 fu anche la risposta a quel numero.

L’ateismo scientifico

Dopo il 1943 il potere sostituì la lotta con la pedagogia: la società «Znanie» dal 1947, la rivista «Scienza e religione» dal 1959, i corsi obbligatori di ateismo scientifico nelle università dal 1959, le cattedre negli istituti, i riti civili come alternativa ai sacramenti, dai palazzi dei matrimoni alle «cerimonie del nome» per i neonati. Chruščëv riprese anche la repressione, con la chiusura di metà delle chiese; Brežnev lasciò la religione ai vecchi e alle campagne, con il KGB a sorvegliare e la propaganda a ripetere che sarebbe scomparsa da sola.

La fine

Nel 1988, con il millennio del battesimo della Rus’, il regime rinunciò all’ateismo: Gorbačëv ricevette il patriarca, la stampa scoprì la religione, la legge del 1990 abolì la propaganda antireligiosa di Stato e i corsi di ateismo. La Russia di oggi ha compiuto il percorso inverso, con la Chiesa ortodossa di fatto religione di Stato, la legge del 2013 sull’offesa ai sentimenti religiosi e la teologia nelle università; i sondaggi indicano però che la pratica religiosa resta tra le più basse d’Europa, forse l’eredità più duratura dei senza-Dio.

Curiosità

  • La frase «sono stato nello spazio e non ho visto Dio», attribuita a Gagarin, fu in realtà pronunciata da Chruščëv in un comizio; Gagarin era battezzato e, secondo i familiari, credente.
  • La cattedrale di Kazan’ a Leningrado ospitò dal 1932 al 1991 il Museo di storia della religione e dell’ateismo, con le reliquie dei santi esposte come falsi: è tornata cattedrale nel 1991.
  • Il «piano quinquennale dei senza-Dio» del 1932 prevedeva che nel 1937 il nome di Dio fosse dimenticato in tutta l’URSS: il censimento di quell’anno trovò 55 milioni di credenti.
  • Le «cerimonie del nome», i battesimi civili inventati negli anni Sessanta, non attecchirono mai: i battesimi religiosi clandestini continuarono per tutto il periodo sovietico.

Valutazione critica

L’ateismo di Stato fu l’unica dottrina sovietica applicata con coerenza per settant’anni, e fallì: la persecuzione produsse martiri, la propaganda credenti nascosti, e il censimento del 1937 fu la confessione del fallimento, punita con la fucilazione dei contabili. Il regime scoprì che si può chiudere una chiesa e non si può abolire una fede, e dal 1943 si accontentò di controllarla.

Il rovesciamento della Russia attuale, con la religione di Stato al posto dell’ateismo di Stato, ha conservato la cosa essenziale: uno Stato che decide che cosa i cittadini devono credere.

FAQ – Domande frequenti

L’URSS era uno Stato ateo? Sì, il primo della storia: l’ateismo era parte dell’ideologia ufficiale, la propaganda antireligiosa era garantita dalla Costituzione e insegnata nelle scuole, mentre la propaganda religiosa era vietata.

Che cos’era la Lega dei senza-Dio? L’organizzazione di massa per la propaganda antireligiosa, fondata nel 1925, con milioni di iscritti negli anni Trenta; organizzò campagne, giornali, musei dell’ateismo e il «piano quinquennale dei senza-Dio».

Quanti sovietici erano credenti? Il censimento del 1937 registrò il 57 per cento di credenti tra gli adulti; negli anni Ottanta le stime indicavano tra un quarto e un terzo della popolazione, con forti differenze tra repubbliche.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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