Chișinău
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Kišinëv per i sovietici, Chișinău per i romeni: la capitale della Moldavia fu una città di provincia dell’impero zarista, poi della Romania, e dal 1940 una capitale sovietica ricostruita dopo la guerra dall’architetto che aveva disegnato il mausoleo di Lenin. Sulla sua piazza centrale, nell’agosto 1989, trecentomila persone chiesero la lingua e l’alfabeto: fu l’inizio dell’indipendenza.
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Prima del 1940
Capoluogo della Bessarabia russa dal 1818, Chișinău era all’inizio del Novecento una città multietnica con una grande comunità ebraica, quasi la metà degli abitanti, colpita nel 1903 da un pogrom che fece quarantanove morti e indignò il mondo. Romena dal 1918, con il monumento a Stefano il Grande del 1927 davanti al parco centrale, fu occupata dall’Armata Rossa nel giugno 1940 e divenne capitale della nuova repubblica sovietica.
La guerra e la ricostruzione
Il terremoto del 1940, i bombardamenti del 1941, l’occupazione romeno-tedesca con il ghetto e le deportazioni degli ebrei, i combattimenti del 1944 distrussero circa il 70 per cento della città. Il piano di ricostruzione fu affidato ad Aleksej Ščusev, nato a Chișinău, l’architetto del mausoleo di Lenin: il centro fu rifatto in stile staliniano, con il viale principale, il Palazzo del governo e i palazzi in pietra calcarea locale che danno alla città il suo colore chiaro.
La capitale sovietica
Nel dopoguerra Chișinău crebbe da 100.000 a 665.000 abitanti, con l’immigrazione russa e ucraina e l’industrializzazione: elettronica, tessili, conserve, il vino delle cantine di Cricova e Mileștii Mici alle porte della città. Sorsero i quartieri di prefabbricati di Botanica, Rîșcani e Ciocana, il circo, il palazzo dell’Opera, le «porte della città», i grandi condomini curvi degli anni Ottanta che accolgono chi arriva dall’aeroporto. Il terremoto del 1977 e quello del 1986 danneggiarono di nuovo il centro.
Il 1989
Il 27 agosto 1989 la Grande assemblea nazionale, convocata dal Fronte popolare nella piazza della Vittoria, oggi piazza della Grande assemblea nazionale, riunì oltre trecentomila persone per chiedere che il romeno tornasse lingua di Stato con l’alfabeto latino: la legge passò pochi giorni dopo e la data divenne la festa dell’indipendenza, proclamata nel 1991 nello stesso giorno. La statua di Lenin davanti al governo fu rimossa nel 1991 e sostituita, in mezzo alla piazza, dal tricolore.
Chișinău oggi
La città ha perso abitanti con l’emigrazione, ma è rimasta il centro di tutto il paese: politica, università, affari, e il luogo dove si decide l’orientamento tra Est e Ovest. Il centro staliniano di Ščusev convive con i monumenti romeni restaurati, con la Cattedrale ortodossa ricostruita e con i cartelli in romeno che hanno sostituito il cirillico; il russo resta la lingua di una parte consistente degli abitanti.
Curiosità
- Aleksej Ščusev, nato a Chișinău nel 1873, progettò il mausoleo di Lenin, la stazione Kazanskij di Mosca e il piano di ricostruzione della sua città natale.
- Il monumento a Stefano il Grande del 1927 fu nascosto durante la guerra e sopravvisse al periodo sovietico, diventando il luogo delle manifestazioni del 1989.
- Le «porte della città», i grandi palazzi curvi degli anni Ottanta all’ingresso da sud, sono il simbolo dell’urbanistica sovietica tarda di Chișinău.
- Il pogrom del 1903 spinse l’emigrazione ebraica dalla Bessarabia verso l’America e la Palestina e ispirò la poesia «Nella città del massacro» di Bialik.
Valutazione critica
Chișinău è una città che ha cambiato bandiera cinque volte in un secolo e ne porta i segni: il pogrom zarista, il centro staliniano, i quartieri sovietici, i simboli romeni restaurati. La ricostruzione di Ščusev le diede un volto dignitoso, ma l’immigrazione e la russificazione la resero per decenni una capitale in cui la lingua della campagna circostante era quella dei poveri.
La piazza del 1989 resta il luogo dove la Moldavia ha recuperato la parola; la statua di Lenin che vi stava davanti è finita in un deposito, senza rimpianti.
FAQ – Domande frequenti
Come si chiama la città, Kišinëv o Chișinău? Chișinău è il nome romeno ufficiale dal 1991; Kišinëv è la forma russa usata in epoca zarista e sovietica, ancora corrente tra i russofoni.
Quanti abitanti ha? Circa 665.000 nel 1989; oggi intorno ai 650.000 nei confini urbani, in calo per l’emigrazione.
Che cosa resta di sovietico? Il centro ricostruito da Ščusev negli anni Cinquanta, i quartieri di prefabbricati, il circo, le «porte della città» e molti monumenti; la statua di Lenin è stata rimossa nel 1991.
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