Moldavia
Approfondimento storico in una prospettiva critica
La Repubblica sovietica moldava nacque nel 1940 dall’annessione della Bessarabia romena, prevista dal patto Molotov-Ribbentrop, e da una striscia di territorio oltre il Dnestr. Per cinquant’anni Mosca ne fece una nazione «moldava» distinta dalla Romania, scritta in cirillico; deportazioni, carestia e russificazione ne segnarono la storia, e la secessione della Transnistria nel 1990-92 ne accompagnò l’indipendenza.
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L’annessione
La Bessarabia, russa dal 1812 al 1918 e poi romena, fu occupata dall’Armata Rossa nel giugno 1940 in base al protocollo segreto del patto con Hitler; il 2 agosto 1940 fu creata la Repubblica sovietica moldava unendo la maggior parte della Bessarabia alla Repubblica autonoma moldava esistente dal 1924 oltre il Dnestr, mentre le coste del Mar Nero e la Bucovina settentrionale andarono all’Ucraina. Il 13 giugno 1941, una settimana prima dell’attacco tedesco, migliaia di famiglie furono deportate in Siberia e in Kazakistan.
Guerra, carestia, deportazioni
Riconquistata dalla Romania alleata di Hitler nel 1941 e ripresa dai sovietici nel 1944, la Moldavia visse nel 1946-47 la carestia più letale del dopoguerra sovietico, con oltre centomila morti su meno di tre milioni di abitanti, aggravata dalle requisizioni. Nella notte tra il 5 e il 6 luglio 1949 l’operazione «Sud» deportò oltre trentacinquemila persone, undicimila famiglie di «kulaki» e «collaborazionisti»; seguì la collettivizzazione forzata. Una terza ondata colpì nel 1951 i testimoni di Geova.
La nazione inventata
Il regime sostenne che i moldavi fossero un popolo distinto dai romeni, con una lingua propria scritta in cirillico, e fabbricò dizionari e grammatiche per dimostrarlo; la storia fu riscritta in chiave antiromena. Intanto le città si russificarono con l’immigrazione di quadri e operai dall’Ucraina e dalla Russia, concentrati soprattutto nella Transnistria industriale e a Chișinău. La campagna, moldava e povera, fornì all’Unione vino, frutta, tabacco e conserve: la Moldavia era il giardino dell’URSS e una delle sue repubbliche più arretrate.
L’indipendenza
Nel 1989 la legge che restituiva alla lingua l’alfabeto latino e la dichiarava «moldava-romena» scatenò il conflitto con la Transnistria e con la Gagauzia, la regione dei gagauzi turcofoni cristiani nel sud. La sovranità fu proclamata nel giugno 1990, l’indipendenza il 27 agosto 1991, anniversario della grande assemblea nazionale del 1989. La guerra del 1992 fissò la separazione della Transnistria; la Gagauzia ottenne nel 1994 un’autonomia che ha evitato un secondo conflitto.
La Moldavia oggi
Con i suoi tre milioni di abitanti, un terzo dei quali emigrati, la Moldavia è rimasta a lungo il paese più povero d’Europa, sospesa tra Bucarest, Mosca e Bruxelles: il dibattito sull’Unione con la Romania non si è mai chiuso, un quarto dei cittadini ha il passaporto romeno, la Transnistria è un’ipoteca russa. Dal 2020, con la presidenza di Maia Sandu, il paese ha scelto l’Unione europea, di cui è candidato dal 2022, confermando la scelta con il referendum del 2024, vinto di misura tra accuse di interferenze russe.
Curiosità
- La «lingua moldava» in cirillico fu abolita nel 1989; nel 2023 il parlamento ha stabilito che la lingua ufficiale si chiama romeno.
- Le cantine di Cricova, scavate nel calcare vicino a Chișinău, si estendono per 120 chilometri di gallerie e furono il vanto dell’enologia sovietica.
- I gagauzi, popolo turcofono di religione ortodossa, sono l’unica minoranza dell’ex URSS ad aver ottenuto un’autonomia negoziata senza guerra.
- La deportazione del luglio 1949 fu compiuta in una sola notte con trenta treni: gli ultimi deportati tornarono solo negli anni Sessanta.
Valutazione critica
La Moldavia è il caso più netto di nazione costruita a tavolino: un territorio preso con il patto Molotov-Ribbentrop, una lingua scritta con l’alfabeto sbagliato per separarla dalla Romania, una carestia e tre deportazioni per piegare le campagne, e infine una secessione alimentata dall’esterno per tenere il paese in sospeso. Ne è uscito uno Stato povero e diviso, che paga ancora le scelte di Mosca.
La scelta europea degli ultimi anni è fragile, ma è la prima decisione sul proprio futuro che la Moldavia prende da sola dal 1940.
FAQ – Domande frequenti
Da quando esiste la Moldavia sovietica? Dal 2 agosto 1940, dopo l’annessione della Bessarabia romena in base al patto Molotov-Ribbentrop; la repubblica autonoma oltre il Dnestr esisteva dal 1924.
Il moldavo è una lingua diversa dal romeno? No. La «lingua moldava» in cirillico fu una costruzione politica sovietica; dal 1989 la Moldavia usa l’alfabeto latino e dal 2023 chiama ufficialmente la lingua romeno.
Quanti furono i deportati? Oltre sessantamila persone nelle tre ondate del 1941, 1949 e 1951, oltre alle vittime della carestia del 1946-47, più di centomila.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.