Comecon
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Il Consiglio di mutua assistenza economica, Comecon, fu il mercato comune dei paesi socialisti senza mercato: fondato da Stalin nel 1949 contro il piano Marshall, riunì l’URSS, l’Europa orientale, la Mongolia, Cuba e il Vietnam in un sistema di baratti bilaterali, di specializzazioni decise a Mosca e di una moneta, il rublo trasferibile, che nessuno poteva spendere. L’URSS vendeva il petrolio sotto prezzo e comprava gli Ikarus e le lavatrici: si sciolse nel giugno 1991, tre mesi prima dell’Unione.
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La fondazione
Nel gennaio 1949 a Mosca l’URSS, la Bulgaria, la Cecoslovacchia, l’Ungheria, la Polonia e la Romania crearono il Consiglio come risposta al piano Marshall che Stalin aveva vietato ai satelliti di accettare; l’Albania aderì in febbraio e uscì di fatto nel 1961, la Germania Est entrò nel 1950, la Mongolia nel 1962, Cuba nel 1972 e il Vietnam nel 1978, con la Jugoslavia associata dal 1964 e la Cina, la Corea del Nord e altri come osservatori. Per un decennio fu quasi inattivo: Stalin preferiva i rapporti bilaterali con ogni satellite, e il Comecon era una sigla.
L’integrazione
Con Chruščëv il Consiglio si diede una struttura, la sede a Mosca, il segretariato, le commissioni e dal 1962 i «principi della divisione internazionale socialista del lavoro»: ogni paese si specializzava, l’Ungheria negli autobus Ikarus e nei farmaci, la Germania Est nell’ottica e nelle macchine utensili, la Cecoslovacchia nei tram e nei trattori, la Bulgaria nei carrelli elevatori e nei computer, la Polonia nelle navi e nel carbone, la Romania nel petrolio, con l’URSS a fornire le materie prime; la Romania rifiutò nel 1964 il ruolo agricolo assegnatole. Il programma complessivo del 1971 promise un’integrazione mai realizzata, e i «piani coordinati» restarono somme di piani nazionali.
Il rublo trasferibile
Dal 1964 la Banca internazionale di cooperazione economica di Mosca regolava gli scambi con il rublo trasferibile, un’unità di conto che esisteva solo nei registri: i paesi commerciavano con accordi bilaterali a quantità fisse, i prezzi erano fissati ogni cinque anni sulla media dei prezzi mondiali, e i crediti in rubli trasferibili non potevano essere spesi in un terzo paese né convertiti. Ne risultava il baratto, con i beni «duri», vendibili in Occidente, tenuti da parte e quelli «molli», invendibili altrove, scaricati sui fratelli, e con le imprese che preferivano ogni contratto in valuta occidentale.
Il petrolio e i sussidi
L’URSS forniva petrolio e gas attraverso l’oleodotto Družba, aperto nel 1964, e i gasdotti, a prezzi che dopo la crisi del 1973 restarono molto sotto quelli mondiali grazie alla formula di Bucarest del 1975 con la media quinquennale: un sussidio ai satelliti stimato in decine di miliardi di dollari negli anni Settanta e Ottanta, il prezzo della fedeltà, che la Polonia e l’Ungheria integravano con i debiti in Occidente. Negli anni Ottanta l’URSS ridusse le forniture e chiese merci migliori, i satelliti si indebitarono, e il Comecon divenne il luogo in cui tutti volevano vendere all’altro ciò che l’altro non voleva.
La fine
Nel 1990 i paesi dell’Est passarono ai prezzi mondiali e ai pagamenti in dollari, per volontà sovietica, e gli scambi crollarono di metà in un anno; il 28 giugno 1991 a Budapest i membri sciolsero il Consiglio, e i satelliti si rivolsero alla Comunità europea, che li avrebbe assorbiti tra il 2004 e il 2013. L’edificio della sede sul Novyj Arbat, il «libro aperto», ospita oggi il municipio di Mosca; l’Unione economica eurasiatica di Putin del 2015, con il Kazakistan e la Bielorussia, è il tentativo di rifare il Comecon senza gli europei.
Curiosità
- La sede del Comecon a Mosca, il grattacielo a forma di libro aperto sul Novyj Arbat costruito nel 1969, fu il primo edificio moderno del centro; è dal 1992 la sede del municipio, e i moscoviti lo chiamano ancora «il libro».
- Gli autobus Ikarus ungheresi, i tram Tatra cecoslovacchi, le macchine fotografiche Praktica della Germania Est, i carrelli elevatori bulgari e le arance cubane: la specializzazione decise per trent’anni che cosa ogni paese potesse vendere agli altri, e i cittadini sovietici conoscevano i paesi fratelli dai loro prodotti.
- Il rublo trasferibile non ebbe mai una banconota né una moneta: esisteva dal 1964 nei registri della banca di Mosca, e nessun cittadino dei paesi membri ne vide mai uno.
- Alla riunione finale del 28 giugno 1991 a Budapest i ministri sciolsero il Comecon in un’ora e si dispersero; il Patto di Varsavia fu sciolto tre giorni dopo a Praga.
Valutazione critica
Il Comecon fu un impero economico gestito con la contabilità e senza il mercato: l’URSS pagava con il petrolio sotto prezzo la fedeltà dei satelliti e riceveva merci che non avrebbe potuto vendere altrove, e i satelliti pagavano con la dipendenza la protezione dalla concorrenza. Nessuno dei suoi membri diventò ricco, e tutti corsero verso l’Europa appena poterono.
L’ Unione eurasiatica di Putin e il petrolio ceduto oggi alla Bielorussia sono il ritorno del metodo: comprare la fedeltà con l’energia, con meno paesi disposti a venderla.
FAQ – Domande frequenti
Che cos’era il Comecon? Il Consiglio di mutua assistenza economica, l’organizzazione economica dei paesi socialisti fondata dall’URSS nel 1949 contro il piano Marshall, con l’Europa orientale, la Mongolia, Cuba e il Vietnam; sciolta nel giugno 1991.
Come funzionavano gli scambi? Con accordi bilaterali a quantità fisse, prezzi fissati ogni cinque anni sulla media mondiale e il rublo trasferibile come unità di conto non spendibile: un baratto organizzato, con il petrolio sovietico sotto prezzo.
Perché si sciolse? Perché nel 1990 l’URSS passò ai prezzi mondiali e ai dollari, gli scambi crollarono e i paesi dell’Est, dopo le rivoluzioni del 1989, scelsero l’Europa occidentale; lo scioglimento fu deciso a Budapest il 28 giugno 1991.
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