Disastri industriali
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Kyštym nel 1957, con il deposito di scorie esploso e diecimila evacuati in segreto; la colata di fango di Kiev del 1961 con le vittime nascoste; l’antrace di Sverdlovsk del 1979, fuoriuscito da una fabbrica di armi biologiche e attribuito alla carne; Chernobyl; i due treni bruciati dal gas a Ufa nel 1989 con 575 morti: i disastri industriali sovietici avevano in comune la fretta, la norma da rispettare e il segreto, con i giornali che non ne parlavano e le famiglie che non sapevano. La glasnost li rivelò; la Russia li ripete con le stesse cause.
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Il segreto come sistema
In URSS gli incidenti non avvenivano: la stampa non riportava le esplosioni, gli incendi e i crolli, i morti erano un segreto militare quando riguardavano l’industria strategica e un segreto di Stato quando riguardavano il resto, e le inchieste finivano con la fucilazione o la condanna dei tecnici come «sabotatori» negli anni Trenta e con i licenziamenti dopo. Il sistema premiava la quantità e puniva chi fermava la produzione per la sicurezza; le norme esistevano ed erano aggirate per il piano, e i cittadini vicini agli impianti apprendevano dalle voci e dalle radio straniere.
Gli anni Cinquanta e Sessanta
Il 29 settembre 1957 a Majak, nei pressi di Kyštym, un serbatoio di scorie liquide esplose e contaminò 20.000 chilometri quadrati, con oltre diecimila persone evacuate in silenzio da villaggi cancellati dalle carte: fu rivelato da Medvedev nel 1976 e ammesso nel 1989. Il 13 marzo 1961 a Kiev la diga di fango di un impianto di riempimento della gola di Babij Jar cedette e una colata di dieci metri travolse il quartiere di Kurenivka, con 145 morti ufficiali e forse 1.500 secondo le stime, con i funerali vietati e la notizia in poche righe. Nel 1960 il disastro di Nedelin a Baikonur; nel 1962 e nel 1963 gli incidenti nucleari dei sottomarini.
Sverdlovsk 1979
Nell’aprile 1979 a Sverdlovsk una nube di spore di antrace uscì dalla fabbrica militare numero 19, l’impianto di armi biologiche del programma segreto che l’URSS negava di avere, e uccise almeno 66 persone nei quartieri sottovento, con le vittime portate in ospedali militari e le cartelle sequestrate dal KGB; il regime attribuì l’epidemia alla carne infetta, e la verità fu confermata da El’cin nel 1992 e dalle ricerche americane. Fu la prova che il programma biologico, vietato dalla convenzione del 1972 firmata da Mosca, esisteva e uccideva i sovietici.
Gli anni Ottanta
Il 26 aprile 1986 Chernobyl fu il disastro che il segreto non riuscì a contenere, con la Svezia che rilevò la nube e Mosca che tacque per tre giorni; il 4 giugno 1988 ad Arzamas un treno carico di esplosivi saltò in aria vicino alla stazione, con 91 morti e un quartiere raso al suolo; il 4 giugno 1989 presso Ufa, nella Baschiria, una perdita di gas da un gasdotto riempì una valle e la scintilla di due treni passeggeri che si incrociavano provocò l’esplosione: 575 morti, tra cui 181 bambini, il peggior disastro ferroviario dell’Unione, raccontato dalla televisione della glasnost con Gorbačëv sul posto. Gli incidenti erano gli stessi di sempre; la differenza era che si sapeva.
Dopo il 1991
La Russia ha ereditato gli impianti, la fretta e la cultura del segreto senza il monopolio dell’informazione: la diga di Sajano-Šušenskaja nel 2009 con 75 morti, le miniere del Kuzbass con le esplosioni, la perdita di gasolio di Noril’sk del 2020 nell’Artico, il centro commerciale di Kemerovo del 2018, gli incendi degli ospedali e i crolli, con le condanne ai tecnici e le cause mai rimosse; in Ucraina la guerra ha aggiunto la diga di Kachovka fatta saltare nel 2023 e i bombardamenti degli impianti chimici. Il modello dell’incidente sovietico è sopravvissuto all’Unione.
Curiosità
- Dopo il disastro di Kyštym del 1957 il regime creò la «riserva naturale degli Urali orientali» sulla zona contaminata, per giustificare il divieto di accesso senza nominare la radioattività: la riserva esiste ancora.
- La colata di fango di Kurenivka, a Kiev, il 13 marzo 1961, fu causata dal riempimento della gola di Babij Jar con i fanghi di una fabbrica di mattoni, per cancellare il luogo del massacro: la tragedia colpì il quartiere costruito sopra.
- L’antrace di Sverdlovsk del 1979 fu attribuito dal regime alla carne infetta venduta al mercato; nel 1992 El’cin ammise che la causa era la fabbrica di armi biologiche, e uno studio americano ricostruì la nube seguendo il vento del 2 aprile.
- Nel disastro ferroviario di Ufa del 4 giugno 1989 due treni con 1.300 passeggeri, molti bambini diretti alle colonie estive, furono investiti dall’esplosione di una nube di gas: la fiammata fu vista a cento chilometri e i morti furono 575.
Valutazione critica
I disastri industriali sovietici sono la contabilità nascosta del piano: ogni tonnellata in più fu pagata con le norme aggirate, e ogni catastrofe con il segreto che impediva di imparare, dai villaggi cancellati di Kyštym alla carne infetta di Sverdlovsk. Il sistema non era più pericoloso degli altri per tecnologia; lo era per il silenzio, che moltiplicava le vittime e ripeteva le cause.
Ufa nel 1989 fu raccontata e Sajano-Šušenskaja nel 2009 giudicata con la stessa formula, l’errore umano dei tecnici: la Russia ha ereditato gli impianti e la spiegazione, e non ha cambiato né gli uni né l’altra.
FAQ – Domande frequenti
Quali furono i peggiori disastri industriali sovietici? Kyštym nel 1957 con le scorie nucleari esplose, la colata di fango di Kiev del 1961, l’antrace di Sverdlovsk del 1979, Chernobyl nel 1986, l’esplosione di Arzamas del 1988 e il disastro ferroviario del gas di Ufa nel 1989 con 575 morti.
Perché erano tenuti segreti? Perché la stampa era dello Stato, gli impianti erano strategici e ammettere un incidente significava ammettere il fallimento del piano: le notizie erano vietate, le vittime nascoste e le cause attribuite a sabotatori o a errori individuali.
Che cosa accadde a Sverdlovsk nel 1979? Una fuga di spore di antrace dalla fabbrica militare di armi biologiche uccise almeno 66 persone; il regime incolpò la carne infetta e la verità fu ammessa da El’cin nel 1992, provando l’esistenza del programma biologico segreto.
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