Dissidenti
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Erano poche migliaia in un paese di duecentocinquanta milioni: fisici, scrittori, storici, credenti, nazionalisti, ebrei che chiedevano di emigrare. Il dissenso sovietico, nato nel 1965 con una manifestazione che chiedeva il rispetto della Costituzione, non rovesciò nulla ma tenne accesa per vent’anni l’idea che si potesse dire la verità, e pagò con i campi, la psichiatria e l’esilio. Sacharov, Solženicyn, Bukovskij, Ščaranskij ne sono i nomi noti; la «Cronaca degli avvenimenti correnti» il documento.
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La nascita
Il 5 dicembre 1965, giorno della Costituzione, un centinaio di persone si riunì sulla piazza Puškin a Mosca con i cartelli «Rispettate la Costituzione sovietica» per chiedere un processo pubblico agli scrittori Sinjavskij e Daniel’, arrestati per aver pubblicato all’estero sotto pseudonimo: fu la prima manifestazione politica indipendente dagli anni Venti, ideata dal matematico Aleksandr Esenin-Vol’pin. Il processo del febbraio 1966, con la condanna a sette e cinque anni, produsse la prima ondata di lettere di protesta firmate da intellettuali e il metodo del movimento: usare la legalità sovietica contro il potere sovietico.
Gli strumenti
Dal 1968 la «Cronaca degli avvenimenti correnti», un bollettino dattiloscritto uscito per quattordici anni, registrò arresti, processi, condizioni dei campi e proteste con un tono asciutto e verificato; il samizdat diffuse testi, petizioni e trascrizioni; le radio straniere li rilanciarono. Il 25 agosto 1968 otto persone si sedettero sulla Piazza Rossa contro l’invasione della Cecoslovacchia e furono arrestate in pochi minuti. Nel 1976 nacque il Gruppo di Mosca per il controllo degli accordi di Helsinki, che documentò le violazioni dei diritti umani firmati dall’URSS.
I protagonisti
Andrej Sacharov, il padre della bomba all’idrogeno sovietica, pubblicò nel 1968 le «Riflessioni sul progresso», ricevette il Nobel per la pace nel 1975 e fu confinato a Gor’kij dal 1980 al 1986. Solženicyn fu espulso nel 1974 dopo «Arcipelago Gulag». Vladimir Bukovskij, che aveva denunciato la psichiatria punitiva, fu scambiato nel 1976 con il comunista cileno Corvalán; Anatolij Ščaranskij, attivista ebreo, condannato nel 1978 a tredici anni, fu scambiato nel 1986. Accanto a loro Jurij Orlov, Ljudmila Alekseeva, Sergej Kovalëv, il generale Grigorenko, le famiglie che diffondevano la Cronaca.
I dissensi nazionali e religiosi
Il dissenso non fu solo moscovita: in Ucraina la generazione degli anni Sessanta, con Vasyl’ Stus, morto nel campo di Perm’-36 nel 1985, e Vjačeslav Čornovil; in Lituania la Chiesa cattolica e la sua Cronaca clandestina; i tatari di Crimea guidati da Mustafa Džemilev, che chiedevano il ritorno; gli ebrei «refusenik» che chiedevano di emigrare; i battisti e i pentecostali che rifiutavano la registrazione; i tedeschi sovietici. Erano movimenti più vasti e più radicati di quello dei diritti umani, e pagarono di più.
La repressione e l’esito
Il KGB di Andropov rispose con la Quinta direzione: colloqui di avvertimento, licenziamenti, articoli 70 e 190-1, campi di Mordovia e di Perm’, ospedali psichiatrici speciali, confino, espulsione. Alla fine del 1982 i gruppi di Helsinki erano smantellati e la Cronaca chiusa; il dissenso sembrava sconfitto. Nel dicembre 1986 Gorbačëv telefonò a Sacharov per liberarlo, nel 1987 i prigionieri politici furono amnistiati e nel 1989 Sacharov parlava al Congresso dei deputati davanti a duecento milioni di telespettatori. Molti dissidenti entrarono nella politica degli anni Novanta; la Russia attuale ha di nuovo centinaia di prigionieri politici.
Curiosità
- Esenin-Vol’pin, figlio del poeta Esenin, coniò il metodo del movimento: chiedere al potere di rispettare le proprie leggi, che nessuno prendeva sul serio, compresa la Costituzione.
- Gli otto della Piazza Rossa del 25 agosto 1968 restarono seduti con i cartelli per pochi minuti; Natal’ja Gorbanevskaja aveva con sé il figlio di tre mesi nella carrozzina.
- Lo scambio di Bukovskij con Corvalán, all’aeroporto di Zurigo nel dicembre 1976, ispirò una filastrocca sovietica: «hanno scambiato un teppista con Luis Corvalán».
- Sacharov, confinato a Gor’kij senza processo per sette anni, fu sorvegliato da agenti che vivevano nell’appartamento accanto e gli sottraevano i manoscritti.
Valutazione critica
I dissidenti furono una minoranza senza potere che il sistema trattò come una minaccia esistenziale, e aveva ragione: dimostravano che si poteva vivere senza mentire, e che la legalità sovietica non reggeva la prova di un cittadino che la prendeva sul serio. Il loro metodo, documentare e rendere pubblico, è la ragione per cui si sa ciò che si sa sull’URSS degli anni Settanta.
Che la perestrojka li abbia liberati e la Russia post-sovietica li abbia dimenticati, tornando a riempire le carceri di prigionieri politici, è la misura dell’incompiutezza di quella liberazione.
FAQ – Domande frequenti
Chi erano i dissidenti sovietici? Cittadini che dal 1965 chiesero pubblicamente il rispetto dei diritti garantiti dalla Costituzione e dagli accordi internazionali: scienziati, scrittori, credenti, nazionalisti delle repubbliche, ebrei che chiedevano di emigrare. Erano poche migliaia.
Che cos’era la Cronaca degli avvenimenti correnti? Un bollettino clandestino dattiloscritto, pubblicato dal 1968 al 1982, che registrava con precisione arresti, processi e violazioni dei diritti umani in tutta l’URSS.
Come furono repressi? Con processi per propaganda antisovietica, campi di lavoro, ospedali psichiatrici, confino, espulsione dal paese e pressioni sul lavoro; la Quinta direzione del KGB fu creata nel 1967 apposta.
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