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Frunze

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Frunze fu dal 1926 al 1991 il nome di Biškek, capitale del Kirghizistan, dedicata al generale bolscevico che vi era nato: una città a scacchiera di viali alberati e case basse ai piedi del Tien Shan, costruita dai russi e abitata in maggioranza da russi fino alla fine dell’URSS. Sulla sua piazza centrale Lenin è stato spostato, non abbattuto, e Manas ha preso il suo posto.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Frunze
Frunze, viale alberato con edifici sovietici e montagne innevate a ridosso della città.

Da Pišpek a Frunze

Il forte di Pišpek, costruito dal khanato di Kokand nel 1825, fu preso dai russi nel 1862 e divenne nel 1878 una cittadina di coloni sulla strada per Taškent, con un reticolo di strade alberate contro il caldo. Nel 1885 vi nacque Michail Frunze, figlio di un paramedico moldavo, futuro comandante dell’Armata Rossa: nel 1926, un anno dopo la sua morte, la città prese il suo nome e divenne la capitale della repubblica autonoma kirghisa.

La capitale sovietica

Frunze crebbe con le fabbriche evacuate durante la guerra e con l’immigrazione: nel 1989 aveva 620.000 abitanti, per oltre metà russi, con i kirghisi intorno al 20 per cento. La città sovietica è tutta lì: la piazza Lenin con il palazzo del governo, il museo Lenin, oggi museo storico, il palazzo dei congressi, l’università, il circo, gli edifici bassi antisismici e i pioppi che ne fanno una delle capitali più verdi dell’Asia centrale, con le montagne innevate a chiudere ogni strada verso sud.

Biškek

Il 5 febbraio 1991 il parlamento restituì alla città il nome kirghiso, Biškek. La statua di Lenin sulla piazza principale, ribattezzata Ala-Too, «le montagne», è rimasta fino al 2003 ed è stata poi spostata dietro il museo, dove si trova ancora; al suo posto è stata collocata nel 2011 la statua equestre di Manas. La città ha visto le tre rivoluzioni: la Casa Bianca del governo assaltata nel marzo 2005, i morti dell’aprile 2010 sotto il fuoco delle guardie, le folle dell’ottobre 2020.

La città oggi

Biškek ha superato il milione di abitanti, con l’arrivo dei kirghisi dalle province e la partenza dei russi, scesi a meno di un quinto; è cresciuta in periferia con quartieri informali e nel centro con centri commerciali e moschee, tra cui la grande moschea centrale finanziata dalla Turchia. I mercati di Oš e Dordoj, il più grande bazar dell’Asia centrale, la rendono il centro commerciale della regione; i pioppi e le montagne restano.

Frunze e Biškek

Il nome sovietico sopravvive nella memoria degli abitanti più anziani, nella casa-museo del generale e nel viale principale, ex Lenin, oggi Čuj. È una delle poche capitali post-sovietiche in cui il passato non è stato né celebrato né cancellato, ma spostato di qualche decina di metri.

Curiosità

  • Il nome Biškek deriverebbe dal bastone di legno con cui si mescola il kumys, il latte di giumenta fermentato, bevanda nazionale kirghisa.
  • Michail Frunze, nato in città nel 1885, morì nel 1925 sotto i ferri in un intervento chirurgico imposto dal partito: la morte è oggetto di sospetti da un secolo.
  • La statua di Lenin di Ala-Too è una delle poche in Asia centrale rimaste in piedi: fu spostata nel 2003 dietro il museo, dove guarda ancora verso il palazzo del governo.
  • Il bazar di Dordoj, alla periferia della città, è un mercato di container cinesi da cui parte gran parte del commercio dell’Asia centrale.

Valutazione critica

Frunze fu una città russa in territorio kirghiso, come dice il suo nome, e la capitale della repubblica più russificata dell’Asia centrale: i kirghisi ne divennero maggioranza solo dopo il 1991. La decisione di spostare Lenin invece di abbatterlo racconta un paese che ha scelto di non scegliere tra le proprie memorie, e forse per questo ha potuto permettersi tre rivoluzioni senza guerra civile.

La Biškek di oggi, con i bazar cinesi e i lavoratori partiti per la Russia, mostra dove sta l’Asia centrale post-sovietica: tra due potenze, con poca autonomia.

FAQ – Domande frequenti

Perché la città si chiamava Frunze? In onore di Michail Frunze, comandante bolscevico della guerra civile nato in città nel 1885 e morto nel 1925; il nome fu adottato nel 1926 e sostituito da Biškek nel 1991.

Quanti abitanti aveva? Circa 620.000 nel 1989, oltre metà russi; oggi Biškek supera il milione, con i kirghisi in maggioranza.

Che fine ha fatto la statua di Lenin? È stata spostata nel 2003 dalla piazza principale al retro del museo storico, dove si trova ancora; sulla piazza c’è dal 2011 la statua di Manas.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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