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Kirghizistan

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Terra di nomadi e di montagne tra il Kazakistan e la Cina, il Kirghizistan entrò nell’orbita russa nell’Ottocento, perse un quinto della popolazione nella rivolta del 1916 e divenne repubblica sovietica nel 1936. Fu la più russificata delle repubbliche dell’Asia centrale e, dopo il 1991, l’unica a sperimentare la democrazia, con tre rivoluzioni e due esplosioni di violenza etnica a Oš.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Kirghizistan
Frunze, viale alberato con edifici sovietici e montagne innevate a ridosso della città.

Dalla rivolta del 1916 alla repubblica

Nel 1916 la coscrizione per il lavoro di guerra provocò la rivolta dei nomadi kirghisi contro i coloni russi: la repressione zarista e la fuga attraverso le montagne verso la Cina, l’Ürkün, costarono più di centomila morti, forse un quinto del popolo. Il potere sovietico creò nel 1924 una regione autonoma, nel 1926 una repubblica autonoma e nel dicembre 1936 la Repubblica socialista sovietica kirghisa, con capitale Frunze. La collettivizzazione sedentarizzò i nomadi e il terrore del 1937-38 eliminò i dirigenti nazionali.

La repubblica sovietica

Piccola e povera, la repubblica visse di allevamento, di miniere e delle fabbriche evacuate durante la guerra; le rive del lago Issyk-Kul’ ospitarono sanatori e una base per i test dei siluri. L’immigrazione russa fu massiccia: nel 1989 i kirghisi erano appena il 52 per cento dei 4,3 milioni di abitanti, con il 21 per cento di russi, concentrati nella capitale, e il 13 per cento di uzbeki nel sud. La cultura nazionale ebbe una voce mondiale nello scrittore Čingiz Ajtmatov, che scriveva in russo e in kirghiso.

Il 1990 e l’indipendenza

Nel giugno 1990 a Oš, nella valle di Fergana, scontri tra kirghisi e uzbeki per la terra fecero centinaia di morti prima dell’intervento dell’esercito. Nell’ottobre 1990 il parlamento elesse presidente il fisico Askar Akaev, un outsider, e il 31 agosto 1991 il paese dichiarò l’indipendenza. Negli anni Novanta il Kirghizistan fu chiamato «l’isola della democrazia» dell’Asia centrale, con stampa libera e un’economia aperta ma povera, dipendente dalla miniera d’oro di Kumtor e dalle rimesse.

Le rivoluzioni

Akaev, diventato autoritario, fu cacciato dalla Rivoluzione dei tulipani nel marzo 2005; il successore Bakiev fuggì nell’aprile 2010 dopo una rivolta con oltre ottanta morti a Biškek, seguita a giugno da nuovi massacri tra kirghisi e uzbeki a Oš, con centinaia di vittime e centomila profughi. Una terza sollevazione nell’ottobre 2020 ha portato al potere Sadyr Žaparov, che ha rafforzato la presidenza. Il paese ospita dal 2003 una base aerea russa a Kant e ha ospitato fino al 2014 quella americana di Manas.

Il Kirghizistan oggi

Con sette milioni di abitanti, un milione dei quali lavora in Russia, il Kirghizistan resta dipendente da Mosca per le rimesse e la sicurezza e dalla Cina per i prestiti. I russi sono scesi a meno del 5 per cento della popolazione; il kirghiso è tornato lingua di Stato, il russo resta ufficiale. La memoria dell’Ürkün, riconosciuta ufficialmente nel 2016, è il nodo con la Russia; l’epica di Manas è il fondamento dell’identità.

Curiosità

  • L’epica di Manas, con oltre mezzo milione di versi, è venti volte più lunga dell’Iliade e dell’Odissea messe insieme: nel 1995 il paese ne celebrò i presunti mille anni.
  • Il lago Issyk-Kul’, il secondo lago alpino del mondo, non gela mai e ospitava una base sovietica per la prova dei siluri, ancora usata dalla Russia.
  • Čingiz Ajtmatov, autore di «Il primo maestro» e «Il giorno che durò più di un secolo», fu ambasciatore dell’URSS e poi del Kirghizistan in Europa.
  • Nel 1916 decine di migliaia di kirghisi morirono attraversando i passi del Tien Shan in inverno per sfuggire alla repressione zarista.

Valutazione critica

Il Kirghizistan sovietico fu una periferia di allevatori sedentarizzati e di immigrati russi, dove l’identità nazionale sopravvisse nell’epica e nella lingua più che nelle istituzioni. La sua eccezione post-sovietica, tre presidenti cacciati dalla piazza, è insieme una prova di vitalità democratica e di instabilità, e le violenze di Oš mostrano che i confini tracciati nel 1924 nella valle di Fergana non hanno smesso di uccidere.

La dipendenza da Mosca per le rimesse e la sicurezza spiega perché anche l’unica democrazia dell’Asia centrale non abbia potuto allontanarsi dalla Russia.

FAQ – Domande frequenti

Quando nacque il Kirghizistan sovietico? Come regione autonoma nel 1924, repubblica autonoma nel 1926 e repubblica federata il 5 dicembre 1936; l’indipendenza è del 31 agosto 1991.

Che cosa fu l’Ürkün? La fuga di massa dei kirghisi verso la Cina dopo la rivolta del 1916 contro la coscrizione zarista: oltre centomila morti tra repressione, fame e freddo sui passi di montagna.

Perché il Kirghizistan ha avuto tre rivoluzioni? Perché è l’unico paese dell’Asia centrale con una società civile e una stampa relativamente libere, in cui i presidenti che hanno tentato di consolidare il potere sono stati rovesciati dalla piazza nel 2005, nel 2010 e nel 2020.

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