Guerra fredda
Approfondimento storico in una prospettiva critica
La Guerra fredda fu il confronto globale tra Unione Sovietica e Stati Uniti, e tra i rispettivi blocchi, dal 1947 al 1991: una rivalità politica, militare, economica e ideologica che non divenne mai guerra diretta tra le due superpotenze, ma produsse la corsa agli armamenti nucleari, decine di conflitti per procura e la divisione dell’Europa. Questa pagina la ricostruisce dal punto di vista sovietico.
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Le origini
L’alleanza contro Hitler si dissolse con la vittoria. A Jalta e Potsdam, nel 1945, l’URSS ottenne il riconoscimento di fatto della propria sfera d’influenza sull’Europa orientale, dove tra il 1945 e il 1948 impose governi comunisti. Nel 1946 Churchill parlò a Fulton di una «cortina di ferro» calata sul continente; nel 1947 la dottrina Truman promise sostegno ai paesi minacciati dal comunismo e il piano Marshall offrì aiuti alla ricostruzione, che Mosca rifiutò e proibì ai satelliti. Il colpo di Praga del febbraio 1948, il blocco di Berlino del 1948-49, la nascita della NATO nell’aprile 1949 e la prima bomba atomica sovietica nell’agosto dello stesso anno fissarono i termini dello scontro.
Le fasi
La guerra di Corea (1950-53) fu il primo conflitto armato tra i blocchi, combattuto per procura. Dopo la morte di Stalin, Chruščëv proclamò la «coesistenza pacifica», ma gli anni tra il 1956 e il 1962 furono i più pericolosi: Ungheria, Sputnik, la crisi di Berlino con la costruzione del Muro nel 1961, i missili a Cuba nell’ottobre 1962. Seguì la distensione degli anni Settanta, con il trattato di non proliferazione, gli accordi SALT del 1972 e l’Atto di Helsinki del 1975, interrotta dall’invasione sovietica dell’Afghanistan nel dicembre 1979. La «seconda Guerra fredda» dei primi anni Ottanta, con gli euromissili, l’«impero del male» di Reagan e l’esercitazione Able Archer del novembre 1983, fu chiusa da Gorbačëv: il trattato INF del 1987, il ritiro dall’Afghanistan, le rivoluzioni del 1989 e il vertice di Malta, dove nel dicembre 1989 Bush e Gorbačëv dichiararono conclusa la contrapposizione.
Gli strumenti
La corsa agli armamenti portò gli arsenali nucleari delle due potenze a circa 70.000 testate a metà degli anni Ottanta, abbastanza per distruggere il pianeta molte volte. Le guerre per procura, dal Vietnam all’Angola, dall’Etiopia al Nicaragua, costarono milioni di vite fuori dall’Europa. Spionaggio, propaganda, radio transfrontaliere e relativi disturbatori, gare sportive, scacchi e spazio furono altrettanti campi di battaglia. In URSS la Guerra fredda giustificò la militarizzazione dell’economia, il segreto di Stato e la repressione del dissenso come «arma del nemico».
Il peso sull’URSS
L’ Unione Sovietica sostenne il confronto con un’economia che era una frazione di quella americana: la spesa militare assorbiva, secondo le stime occidentali, tra il 15 e il 25 per cento del prodotto nazionale, a spese dei consumi e della tecnologia civile. Il controllo dei satelliti costò interventi armati e sussidi crescenti; l’Afghanistan divenne una ferita aperta. Quando negli anni Ottanta il prezzo del petrolio crollò e la nuova corsa tecnologica americana si fece sentire, il sistema non ebbe più i mezzi per reggere.
La fine
Il «nuovo pensiero» di Gorbačëv rinunciò alla lotta di classe come principio di politica estera e al controllo dell’Europa orientale. Il crollo del Muro, la riunificazione tedesca nella NATO nel 1990, il trattato sulle forze convenzionali in Europa e la Carta di Parigi dello stesso anno, il trattato START del luglio 1991 chiusero il conflitto; la dissoluzione dell’URSS nel dicembre 1991 ne fu l’epilogo. Nessuna delle due potenze aveva mai sparato direttamente sull’altra.
Curiosità
- L’espressione «guerra fredda» fu usata da George Orwell in un saggio del 1945, prima di essere diffusa nel 1947 dal giornalista Walter Lippmann.
- La «linea rossa» tra Mosca e Washington, istituita dopo la crisi di Cuba nel 1963, non era un telefono rosso ma una telescrivente.
- Il 26 settembre 1983 l’ufficiale sovietico Stanislav Petrov giudicò falso l’allarme di un attacco missilistico americano, evitando forse una guerra nucleare; fu rimproverato per le irregolarità nel rapporto.
- L’«Orologio dell’Apocalisse» del Bollettino degli scienziati atomici, creato nel 1947, segnò due minuti a mezzanotte nel 1953, dopo i primi test termonucleari.
Valutazione critica
La responsabilità della Guerra fredda è divisa dagli storici tra le due potenze, ma l’imposizione con la forza di regimi comunisti sull’Europa orientale e la natura chiusa del sistema sovietico furono il terreno su cui il conflitto crebbe. Per i cittadini sovietici la Guerra fredda significò decenni di sacrifici economici, isolamento e sorveglianza in nome di una minaccia esterna che il regime aveva bisogno di mantenere viva.
L’URSS non fu sconfitta sul campo: implose sotto il peso dei propri problemi, accelerati dalla competizione. La fine del confronto senza una guerra diretta resta il risultato più importante, e non era scontato.
FAQ – Domande frequenti
Quando cominciò e quando finì? Convenzionalmente dal 1947, con la dottrina Truman e il rifiuto sovietico del piano Marshall, al 1991, con la dissoluzione dell’URSS; il vertice di Malta del dicembre 1989 ne segnò la fine politica.
Perché «fredda»? Perché le due superpotenze non si combatterono mai direttamente. La guerra fu «calda» nei conflitti per procura in Asia, Africa e America Latina.
Chi vinse? L’ Unione Sovietica cessò di esistere e i suoi satelliti entrarono nella NATO: nei fatti prevalse l’Occidente. Gli storici discutono però quanto contarono la pressione esterna e quanto le cause interne del crollo.
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