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La guerra di Transnistria del 1992

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Tra il marzo e il luglio 1992 la Moldavia appena indipendente e i separatisti della Transnistria si combatterono lungo il Dnestr, con l’intervento decisivo della 14ª Armata russa. Circa mille morti, decine di migliaia di profughi, e un cessate il fuoco che ha congelato la linea del fronte per oltre trent’anni: fu la prima delle guerre post-sovietiche a stabilire il modello del conflitto irrisolto.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
La guerra di Transnistria del 1992
Piazza di una città post-sovietica: statua di bronzo su un piedistallo di granito, palazzi di cemento scoloriti, filobus.

Le cause

Il conflitto nacque dalla legge del 1989 che faceva del moldavo in alfabeto latino l’unica lingua di Stato e dalla prospettiva, agitata dal Fronte popolare di Chișinău, di un’ Unione con la Romania. La riva sinistra del Dnestr, industriale e russofona, rispose con scioperi e con la proclamazione di una propria repubblica nel settembre 1990. Dopo il golpe di Mosca dell’agosto 1991 e la dissoluzione dell’URSS, entrambe le parti si armarono: la Moldavia con la polizia e i volontari, la Transnistria con la guardia repubblicana, i cosacchi arrivati dalla Russia e le armi della 14ª Armata sovietica, di stanza a Tiraspol e passata sotto comando russo.

Lo scontro

I primi morti si erano avuti a Dubăsari nel novembre 1990. Il 2 marzo 1992, il giorno in cui la Moldavia entrava all’ONU, gli scontri intorno a Dubăsari e Cocieri si trasformarono in guerra aperta, con artiglieria e blindati lungo il fiume. Il momento decisivo arrivò il 19 giugno a Bender, città sulla riva destra: le forze moldave entrarono per riprenderla, i combattimenti nelle strade fecero centinaia di vittime tra i civili e il 21 giugno la 14ª Armata, comandata dal generale Aleksandr Lebed’, intervenne con l’artiglieria contro le posizioni moldave, chiudendo di fatto la partita.

Il cessate il fuoco

Il 21 luglio 1992 El’cin e il presidente moldavo Snegur firmarono a Mosca l’accordo che istituiva una zona di sicurezza lungo il Dnestr, una commissione di controllo congiunta e forze di pace russe, moldave e transnistriane. La linea del fronte è diventata la frontiera di fatto; Bender è rimasta ai separatisti. Le trattative nel formato «5+2», con OSCE, Russia, Ucraina, Stati Uniti e Unione europea, non hanno mai prodotto una soluzione.

Il ruolo della Russia

Ufficialmente neutrale, la Russia decise l’esito della guerra: la 14ª Armata fornì armi, ufficiali e infine il fuoco che fermò l’offensiva moldava. Lebed’, che aveva promesso di «fare colazione a Tiraspol, pranzo a Chișinău e cena a Bucarest», divenne un eroe dei separatisti e poi un politico nazionale russo. Il modello, forze «di pace» che proteggono una secessione favorevole a Mosca, fu ripetuto in Georgia e, con altre forme, nel Donbass.

Il bilancio

Le stime parlano di circa mille morti tra le due parti, molti dei quali civili di Bender, di migliaia di feriti e di decine di migliaia di sfollati. La guerra durò meno di cinque mesi ma ha prodotto trent’anni di separazione: due sistemi economici, due monete, due memorie. Ogni parte celebra i propri caduti e accusa l’altra dell’inizio.

Curiosità

  • La Moldavia fu ammessa all’ONU il 2 marzo 1992, lo stesso giorno in cui iniziò la guerra sul Dnestr.
  • Il generale Lebed’ divenne famoso in Russia con la guerra, arrivò terzo alle presidenziali del 1996 e negoziò la pace in Cecenia; morì in un incidente di elicottero nel 2002.
  • Volontari cosacchi arrivarono dalla Russia per combattere con i separatisti; da parte moldava combatterono anche volontari romeni.
  • La commissione congiunta creata nel 1992 si riunisce ancora, ed è uno degli organismi più longevi nati dalla dissoluzione dell’URSS.

Valutazione critica

La guerra di Transnistria fu la prima dimostrazione di come la Russia post-sovietica avrebbe gestito le periferie dell’ex impero: sostenendo secessioni russofone, congelandole con truppe «di pace» e usandole per condizionare gli Stati vicini. Le responsabilità dell’inizio sono condivise, con il nazionalismo del Fronte popolare da un lato e la paura montata ad arte dall’altro, ma l’esito fu deciso da un esercito straniero.

Trent’anni di conflitto congelato hanno mostrato che la sospensione non è una pace: la Transnistria si è svuotata, la Moldavia ha perso la sua industria e la Russia ha ottenuto un’ipoteca sul paese che nel 2022 ha cominciato a scadere.

FAQ – Domande frequenti

Quando fu combattuta la guerra? Dal 2 marzo al 21 luglio 1992, con i combattimenti più violenti a Bender tra il 19 e il 22 giugno.

Quante furono le vittime? Le stime più diffuse indicano circa mille morti tra militari e civili delle due parti, oltre a migliaia di feriti.

Che ruolo ebbe la Russia? Decisivo: la 14ª Armata, stanziata a Tiraspol, fornì armi ai separatisti e intervenne direttamente a Bender, poi garantì il cessate il fuoco con le proprie forze di pace.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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