Transnistria
Approfondimento storico in una prospettiva critica
La Transnistria è una striscia di terra lungo la riva sinistra del Dnestr, fra Moldavia e Ucraina, che dal 1990 si è separata dalla Moldavia e vive da allora come Stato non riconosciuto, con bandiera con falce e martello, statue di Lenin, una moneta propria e millecinquecento soldati russi. È il più sovietico dei conflitti congelati nati dal crollo dell’URSS.
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Che cos’è
Circa 4.000 chilometri quadrati e meno di mezzo milione di abitanti, divisi quasi in parti uguali tra moldavi, russi e ucraini, con capitale Tiraspol. Nel 1924 la regione, allora sovietica mentre la Bessarabia era romena, divenne la Repubblica autonoma moldava dentro l’Ucraina, il nucleo da cui nel 1940 nacque la Repubblica moldava dopo l’annessione della Bessarabia. Nel periodo sovietico vi si concentrarono l’industria, la centrale elettrica di Cuciurgan, l’acciaieria di Rîbnița, e una popolazione russofona di quadri e operai.
La rottura
Nel 1989 la Moldavia sovietica adottò il moldavo in alfabeto latino come lingua di Stato e una parte del paese guardò alla Romania; la regione russofona reagì con scioperi e il 2 settembre 1990 proclamò una propria repubblica sovietica, che dopo il golpe dell’agosto 1991 divenne dichiarazione di indipendenza. La guerra della primavera-estate del 1992, con l’intervento della 14ª Armata russa comandata da Lebed’, fissò la linea del cessate il fuoco lungo il fiume, con Bender sulla riva destra in mano ai separatisti.
Uno Stato che non esiste
Nessun membro dell’ONU riconosce la Transnistria, nemmeno la Russia, che però la finanzia con il gas mai pagato, con le pensioni e con la presenza militare. Ha un presidente, un parlamento, un esercito, una banca centrale, passaporti validi solo al proprio interno, e un’economia dominata dal conglomerato Sheriff, fondato negli anni Novanta da due ex funzionari della polizia sovietica, che possiede supermercati, la squadra di calcio, la televisione e la rete telefonica. Il referendum del 2006, non riconosciuto, diede il 97 per cento all’indipendenza e all’Unione con la Russia. Paradossalmente i suoi prodotti vanno soprattutto nell’Unione europea, grazie all’accordo di associazione della Moldavia del 2016.
Dal 2022
La guerra in Ucraina ha chiuso il confine orientale e ha tolto alla Transnistria il retroterra russo; nell’aprile 2022 esplosioni mai chiarite colpirono Tiraspol. Nel gennaio 2025, con la fine del transito del gas russo attraverso l’Ucraina, la regione è rimasta senza riscaldamento e con la corrente razionata per settimane, e la centrale di Cuciurgan ha smesso di rifornire la Moldavia. Il deposito di munizioni sovietiche di Cobasna, con circa ventimila tonnellate di esplosivo, resta un pericolo per tutti.
I simboli
La Transnistria ha conservato la bandiera della Repubblica moldava sovietica, con falce e martello, lo stemma con la spiga e l’uva, la statua di Lenin davanti al parlamento e la parata del 2 settembre. Non è comunismo: è un’identità costruita sul rifiuto della Moldavia e sulla fedeltà all’URSS come garante dei russofoni, che il mercato e il potere di Sheriff hanno riempito di contenuti molto diversi.
Curiosità
- È l’unico territorio al mondo la cui bandiera ufficiale porta ancora falce e martello.
- La squadra di calcio dello Sheriff Tiraspol ha battuto il Real Madrid al Bernabéu nel 2021, in Champions League, giocando con licenza moldava.
- Le monete transnistriane in plastica, introdotte nel 2014, sono le uniche del genere in circolazione.
- Il debito per il gas russo consumato e mai pagato supera i nove miliardi di dollari ed è formalmente a carico della Moldavia.
Valutazione critica
La Transnistria è un frammento dell’URSS rimasto acceso: nato dalla paura dei russofoni di finire in Romania, sopravvissuto grazie all’esercito e al gas russi, governato da un monopolio economico. Non è né uno Stato né una parte funzionante della Moldavia, e la sua gente paga la sospensione con l’emigrazione e l’isolamento.
Per la Russia è stato per trent’anni uno strumento di pressione su Chișinău; dal 2022 è diventato un peso che non sa più come sostenere. Il modo in cui finirà, se finirà, dirà molto dell’ordine post-sovietico.
FAQ – Domande frequenti
La Transnistria è uno Stato? No: nessun paese membro dell’ONU la riconosce. Ha però tutte le istituzioni di uno Stato e controlla il proprio territorio dal 1992.
Quanti abitanti ha? Circa 465.000 secondo il censimento locale del 2015, contro i 680.000 del 1989: emigrazione e calo demografico l’hanno svuotata.
Ci sono soldati russi? Sì, circa 1.500 tra forze di pace e reparti che sorvegliano il deposito di Cobasna, eredi della 14ª Armata.
Si può visitare? Sì, dalla Moldavia, con un permesso di soggiorno rilasciato al confine interno. Le regole possono cambiare rapidamente.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.