Kiev
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Capitale dell’Ucraina sovietica dal 1934, Kiev fu distrutta due volte nel Novecento, dalle demolizioni staliniane delle chiese e dalla guerra, e ricostruita come città-modello dello stile sovietico, con il Chreščatyk monumentale, la metropolitana, la Madre Patria con la spada. È la città di Babij Jar, della parata sotto la nube di Chernobyl e delle folle del 1991; oggi, capitale di un paese in guerra.
In questa pagina
Capitale dal 1934
Dopo la guerra civile la capitale della repubblica fu Char’kov, città industriale e più russa; solo nel 1934 il governo tornò a Kiev, l’antica capitale della Rus’. La città pagò subito il prezzo: il monastero di San Michele dalle cupole d’oro, del XII secolo, fu demolito nel 1934-36 per far posto a un centro governativo mai completato, insieme a decine di altre chiese. Negli stessi anni gli arresti del Grande terrore svuotarono le redazioni, le accademie e i teatri della città.
La guerra
Il 19 settembre 1941 i tedeschi entrarono a Kiev dopo un accerchiamento che catturò oltre 600.000 soldati sovietici, la più grande sconfitta dell’Armata Rossa. Pochi giorni dopo le mine lasciate dall’NKVD fecero saltare il Chreščatyk con gli uffici tedeschi, e la rappresaglia fu Babij Jar: il 29 e 30 settembre 33.771 ebrei furono fucilati nel burrone alla periferia della città, seguiti da decine di migliaia di altre vittime nei due anni successivi. Kiev fu liberata il 6 novembre 1943, in rovina, con un terzo degli abitanti di prima.
La ricostruzione sovietica
Il Chreščatyk fu ricostruito negli anni Cinquanta come viale monumentale in stile staliniano, con i palazzi color crema che ne fanno ancora oggi il centro. Nel 1960 aprì la metropolitana, la terza dell’Unione; nel 1961 la città ricevette il titolo di città eroina. Le rive del Dnepr si riempirono di quartieri nuovi e di ponti; nel 1981, per il quarantennale della guerra, fu inaugurata la Madre Patria, 102 metri di acciaio con la spada, sul museo della guerra, e nel 1982 l’Arco dell’amicizia dei popoli, dedicato all’Unione con la Russia. Nel 1989 la città aveva 2,6 milioni di abitanti.
Chernobyl e la fine dell’Unione
Il 1° maggio 1986, cinque giorni dopo l’esplosione del reattore a cento chilometri, la parata si tenne regolarmente sul Chreščatyk mentre i dirigenti mettevano al sicuro le proprie famiglie: fu il momento in cui la fiducia si spezzò. Kiev divenne il centro del movimento Ruch, delle manifestazioni studentesche del 1990 e della dichiarazione di indipendenza del 24 agosto 1991.
Kiev oggi
La città ha vissuto le rivoluzioni del 2004 e del 2013-14 sul Majdan, la piazza dell’Indipendenza, e dal febbraio 2022 gli attacchi russi. La memoria sovietica è stata rivista: l’Arco dell’amicizia dei popoli è stato smontato nel 2022, lo stemma sovietico sullo scudo della Madre Patria sostituito con il tridente nel 2023, le vie intitolate ai dirigenti sovietici rinominate, il monastero di San Michele ricostruito già nel 1999. La metropolitana, con le stazioni più profonde del mondo, è tornata a fare da rifugio antiaereo.
Curiosità
- La stazione Arsenal’na della metropolitana di Kiev, a 105 metri di profondità, è la più profonda del mondo.
- Il Chreščatyk fu fatto saltare nel settembre 1941 da mine radiocomandate a distanza dall’NKVD: fu il primo uso di questo tipo in guerra.
- La Madre Patria di Kiev, con i suoi 102 metri comprensivi di piedistallo, è più alta di quella di Volgograd.
- L’Arco dell’amicizia dei popoli, in titanio, era chiamato dai kieviani «il giogo»; è stato rimosso tre mesi dopo l’inizio dell’invasione del 2022.
Valutazione critica
Kiev sovietica fu costruita sulle macerie di Kiev antica e di Kiev ebraica: le chiese demolite negli anni Trenta e i morti di Babij Jar, taciuti per decenni come «cittadini sovietici pacifici», sono le due ferite che la città ha potuto nominare solo dopo il 1991. La ricostruzione staliniana e i monumenti brežneviani sono belli e ingombranti, e la città sta decidendo pezzo per pezzo che cosa tenerne.
La parata del 1° maggio 1986 resta il simbolo del rapporto tra il potere sovietico e i suoi cittadini: una città esposta alle radiazioni perché il calendario delle celebrazioni non poteva cambiare.
FAQ – Domande frequenti
Da quando Kiev è capitale dell’Ucraina? Dal 1934 per la repubblica sovietica, dopo quindici anni di Char’kov; dal 1991 dello Stato indipendente.
Che cosa fu Babij Jar? Il burrone alla periferia di Kiev dove il 29-30 settembre 1941 i tedeschi fucilarono 33.771 ebrei e, fino al 1943, decine di migliaia di altre persone: uno dei più grandi massacri della Shoah.
Che cosa resta di sovietico a Kiev? Il Chreščatyk staliniano, la metropolitana, i quartieri di prefabbricati, la Madre Patria; l’Arco dell’amicizia dei popoli e lo stemma sovietico sulla statua sono stati rimossi dopo il 2022.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.