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Ucraina

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Seconda repubblica dell’Unione per popolazione, 52 milioni di abitanti nel 1989, granaio e bacino industriale dell’URSS, l’Ucraina ne fu anche la vittima più colpita: la carestia del 1932-33, il Grande terrore contro la sua intellighenzia, l’occupazione nazista, Chernobyl. Il 1° dicembre 1991 il 90 per cento dei suoi cittadini votò per l’indipendenza, e l’Unione finì una settimana dopo.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Ucraina
Kiev, il viale Kreščatik negli anni Settanta: facciate neoclassiche, castagni, filobus.

Dalla rivoluzione alla repubblica

Nel 1917-20 l’Ucraina tentò l’indipendenza con la Repubblica popolare, travolta dalla guerra civile: nel 1922 la Repubblica sovietica ucraina, riconquistata dall’Armata Rossa, fu tra i quattro fondatori dell’Unione. Negli anni Venti la politica di «ucrainizzazione» promosse lingua, scuola e cultura nazionali; dal 1930 il vento cambiò e i protagonisti di quella stagione, scrittori, storici, dirigenti, furono arrestati e fucilati: il «rinascimento fucilato», sepolto in gran parte a Sandarmoch nel 1937.

La carestia e il terrore

La collettivizzazione e le requisizioni provocarono nel 1932-33 l’Holodomor, con circa quattro milioni di morti, accompagnato dal divieto di lasciare la repubblica e dalla liquidazione dei quadri ucraini del partito; Chruščëv, arrivato nel 1938 come primo segretario, completò la purga. L’annessione della Galizia polacca nel 1939 e della Bucovina nel 1940 portò dentro l’URSS milioni di ucraini occidentali, subito colpiti da deportazioni.

La guerra

L’Ucraina fu interamente occupata dai tedeschi tra il 1941 e il 1944: a Babij Jar, presso Kiev, nel settembre 1941 furono fucilati in due giorni oltre 33.000 ebrei, primo atto di una Shoah che uccise nel paese circa un milione e mezzo di persone; milioni di ucraini furono deportati al lavoro in Germania o morirono come soldati e civili. In Galizia l’Esercito insurrezionale ucraino, l’UPA, combatté contro i tedeschi, contro i polacchi, con massacri di civili in Volinia, e contro i sovietici, che lo schiacciarono solo nei primi anni Cinquanta con deportazioni di massa.

La repubblica sovietica

Nel dopoguerra l’Ucraina fu la seconda economia dell’Unione: il carbone del Donbass, l’acciaio di Krivoj Rog e del Dnepr, il grano, gli aerei Antonov, i missili della Južmaš di Dnepropetrovsk, che fu anche la fucina di Brežnev e della sua «mafia». Nel 1945 ottenne, come la Bielorussia, un seggio all’ONU; nel 1954 ricevette la Crimea. La russificazione avanzò nelle città e nelle scuole, i dissidenti degli anni Sessanta e Settanta, da Stus a Čornovil, finirono nei campi. Nel 1986 Chernobyl, a cento chilometri da Kiev, cambiò il rapporto tra il paese e Mosca.

L’indipendenza

Il movimento Ruch, nato nel 1989, l’ammissione della carestia, le elezioni del 1990 e la dichiarazione di sovranità del 16 luglio 1990 prepararono la rottura; il 24 agosto 1991, tre giorni dopo il golpe di Mosca, il parlamento dichiarò l’indipendenza, confermata il 1° dicembre dal referendum con il 90,3 per cento dei sì, compresa la maggioranza in Crimea e nel Donbass. Kravčuk firmò a Belaveža la fine dell’Unione. Nel 1994 l’Ucraina rinunciò al terzo arsenale nucleare del mondo in cambio di garanzie di sicurezza da Russia, Stati Uniti e Regno Unito, violate nel 2014 con l’annessione della Crimea e nel 2022 con l’invasione.

Curiosità

  • L’Ucraina e la Bielorussia furono membri fondatori dell’ONU nel 1945, con seggi separati da quello dell’URSS: Stalin le aveva chieste per avere tre voti.
  • La Crimea passò all’Ucraina nel 1954, nel trecentesimo anniversario del trattato di Perejaslav con cui i cosacchi si erano sottomessi allo zar.
  • Due segretari generali su sette, Chruščëv e Brežnev, fecero carriera in Ucraina, e Brežnev vi era nato.
  • Nel 1991 l’Ucraina ereditò circa 1.900 testate nucleari strategiche: più di Regno Unito, Francia e Cina messi insieme.

Valutazione critica

Nessuna repubblica pagò all’Unione un prezzo più alto dell’Ucraina, e nessuna vi contribuì di più: la carestia e il terrore la privarono della sua élite e di milioni di contadini, la guerra la devastò, la russificazione ne erose la lingua. Che il sistema sovietico abbia potuto reggere anche grazie all’acciaio, al grano e ai quadri ucraini è un paradosso che spiega la doppia memoria del paese.

Il voto del dicembre 1991, con la maggioranza per l’indipendenza in ogni regione, Crimea compresa, è il dato che la propaganda russa deve negare per giustificare la guerra attuale: l’Ucraina non fu un’invenzione, ma una scelta.

FAQ – Domande frequenti

Quanti abitanti aveva l’Ucraina sovietica? Circa 51,7 milioni nel 1989, di cui il 73 per cento ucraini e il 22 per cento russi; era la seconda repubblica dopo la Russia.

Perché l’Ucraina aveva un seggio all’ONU? Perché nel 1945 Stalin ottenne che Ucraina e Bielorussia fossero ammesse come membri fondatori, in cambio del ritiro della richiesta di seggi per tutte le repubbliche.

Come divenne indipendente? Con la dichiarazione del parlamento del 24 agosto 1991 e il referendum del 1° dicembre 1991, approvato dal 90,3 per cento dei votanti.

L’Ucraina aveva armi nucleari? Sì, il terzo arsenale del mondo per numero di testate, ereditato dall’URSS; lo cedette alla Russia tra il 1994 e il 1996 con il memorandum di Budapest.

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