Laika
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Una cagnetta randagia raccolta per le strade di Mosca, scelta perché piccola e docile, chiusa in una capsula senza sistema di rientro e lanciata il 3 novembre 1957 per il quarantennale della rivoluzione: Laika fu il primo essere vivente in orbita e morì dopo poche ore, per il calore, come l’URSS ammise solo nel 2002 dopo aver raccontato per decenni una settimana di vita e una morte indolore. Il suo volo commosse il mondo e diede all’America la certezza che i sovietici potevano mandare un uomo.
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I cani dello spazio
Dal 1951 i missili sovietici portavano cani in volo suborbitale, scelti tra i randagi di Mosca perché abituati alla fame e al freddo, femmine perché più facili da sistemare nella capsula, piccoli e con il pelo chiaro per le telecamere; il gruppo dell’istituto di medicina aeronautica, con il medico Oleg Gazenko, li addestrava alla centrifuga, al rumore e alla gabbia stretta. Laika, «abbaiatrice», era stata Kudrjavka, «ricciolina», tre anni e sei chili, tranquilla: fu scelta con due riserve, Al’bina e Muška.
Il volo
Dopo lo Sputnik Chruščëv volle un secondo lancio per il 7 novembre e Korolëv ebbe un mese per costruire lo Sputnik 2, di 508 chili, con una cabina per il cane, il cibo in gel e i sensori: non c’era tempo per un sistema di rientro, e Laika sarebbe morta comunque. Fu chiusa nella capsula tre giorni prima del lancio; il 3 novembre 1957 il razzo la portò in orbita, e i sensori registrarono il battito triplicato e poi, tra le cinque e le sette ore, la morte per il calore, perché l’isolamento termico aveva ceduto. La capsula bruciò nell’atmosfera nell’aprile 1958.
La menzogna
L’URSS annunciò che Laika era viva, poi che era morta dopo una settimana per l’esaurimento dell’ossigeno o per un’eutanasia con il cibo avvelenato, e le riviste sovietiche ne fecero un’eroina; la verità, la morte in poche ore per il surriscaldamento, fu rivelata nel 2002 da Dimitrij Malašenkov, uno degli scienziati, a un congresso a Houston. Nel 1998 Gazenko aveva detto che il volo non aveva insegnato abbastanza per giustificare la morte del cane, e che più il tempo passava più gli dispiaceva.
Le proteste e la fama
In Occidente il lancio provocò le prime proteste per i diritti degli animali, con i picchetti davanti alle ambasciate sovietiche e le lettere all’ONU, e insieme una commozione universale: Laika finì sui francobolli di decine di paesi, sulle sigarette e sui cioccolatini sovietici, nei fumetti e nelle canzoni, e il suo nome divenne il primo che il mondo associava allo spazio dopo Sputnik. Per il programma sovietico fu la prova che un organismo poteva sopravvivere al lancio e all’assenza di peso, e la strada verso Gagarin.
Dopo Laika
Nell’agosto 1960 Belka e Strelka furono i primi animali a tornare vivi dall’orbita, e un cucciolo di Strelka fu regalato da Chruščëv a Jacqueline Kennedy; una cinquantina di cani volarono in tutto, e i cosmonauti guardarono i loro voli come le prove generali dei propri. Il monumento a Laika, con il cane sul razzo, è stato inaugurato a Mosca nel 2008 davanti all’istituto che l’aveva addestrata; il suo nome è in tutte le lingue, e la sua storia vera è più corta di quella raccontata.
Curiosità
- Laika si chiamava Kudrjavka, «ricciolina», ed era stata raccolta randagia per le strade di Mosca: i cani di strada erano preferiti perché più resistenti di quelli di razza.
- Prima del lancio uno degli scienziati, Vladimir Jazdovskij, portò Laika a casa per un giorno a giocare con i suoi figli: «volevo fare qualcosa di bello per lei, aveva così poco da vivere», raccontò.
- La verità sulla morte di Laika in poche ore fu rivelata solo nel 2002, quarantacinque anni dopo, a un congresso scientifico in Texas: per decenni la versione ufficiale parlò di una settimana di vita.
- Strelka, tornata viva dall’orbita nel 1960, ebbe sei cuccioli: uno, Pušinka, fu regalato da Chruščëv a Jacqueline Kennedy e i suoi discendenti vivono ancora negli Stati Uniti.
Valutazione critica
Laika è la storia dello spazio sovietico in miniatura: un primato deciso per una data politica, ottenuto con un mese di lavoro e una vita sacrificata senza possibilità di ritorno, raccontato con una menzogna durata quarantacinque anni. La commozione del mondo era giustificata; il regime la usò e nascose la verità che l’avrebbe trasformata in indignazione.
Le parole di Gazenko del 1998, il rimpianto per un sacrificio che non valeva la conoscenza ottenuta, sono la cosa più onesta che il programma spaziale sovietico abbia mai detto di se stesso.
FAQ – Domande frequenti
Chi era Laika? Una cagnetta randagia di Mosca, di tre anni e sei chili, addestrata dall’istituto di medicina aeronautica e lanciata il 3 novembre 1957 sullo Sputnik 2: il primo essere vivente in orbita.
Come morì Laika? Per il surriscaldamento della capsula, tra le cinque e le sette ore dopo il lancio; l’URSS raccontò per decenni una settimana di vita e una morte indolore, e ammise la verità solo nel 2002.
Perché non tornò a Terra? Perché lo Sputnik 2 fu costruito in un mese per l’anniversario della rivoluzione e non aveva un sistema di rientro: il primo ritorno dall’orbita fu quello di Belka e Strelka nel 1960.
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