Riga
Approfondimento storico in una prospettiva critica
La più grande città del Baltico, capitale della Lettonia, fu sotto i sovietici una metropoli industriale russificata: quasi un milione di abitanti nel 1989, di cui solo un terzo lettoni, la torre staliniana dell’Accademia delle scienze, le fabbriche di radio e minibus, la Casa d’angolo del KGB. Nel gennaio 1991 le sue barricate fermarono i reparti sovietici; nel 2022 ha demolito il monumento alla Vittoria.
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La città prima del 1940
Porto anseatico, terza città dell’impero russo alla fine dell’Ottocento, Riga fu tra il 1918 e il 1940 la capitale di una repubblica indipendente, con il centro liberty più esteso d’Europa e una popolazione mista di lettoni, russi, tedeschi ed ebrei. Il monumento alla Libertà, inaugurato nel 1935 al centro della città, ne era il simbolo.
La guerra
Occupata dai sovietici nel 1940, Riga vide le deportazioni del giugno 1941 e, con l’arrivo dei tedeschi, lo sterminio degli ebrei della città: nel ghetto e nella foresta di Rumbula, tra il 30 novembre e l’8 dicembre 1941, ne furono fucilati venticinquemila, insieme a ebrei deportati dalla Germania. La città fu ripresa dall’Armata Rossa nell’ottobre 1944, mentre parte della popolazione fuggiva verso ovest.
La metropoli sovietica
Riga divenne la capitale industriale del Baltico: le radio e i telefoni della VEF, i minibus RAF, le carrozze ferroviarie, i cantieri, il porto e la base navale. La popolazione crebbe fino a 915.000 abitanti, per la maggior parte immigrati dalla Russia e dalle altre repubbliche, alloggiati nei quartieri prefabbricati oltre il fiume. Nel 1958 fu completata la torre dell’Accademia delle scienze, unica «sorella» staliniana fuori da Mosca e Varsavia; nel 1986 la torre della televisione, la più alta del Baltico; nel 1985 il monumento alla Vittoria. Il monumento alla Libertà non fu abbattuto, ma deporvi fiori poteva costare l’arresto.
Il 1991
Dopo la strage di Vilnius del 13 gennaio 1991 i cittadini di Riga costruirono barricate di camion, tronchi e blocchi di cemento intorno al parlamento, alla radio e ai ponti, presidiandole giorno e notte; il 20 gennaio l’OMON, il reparto speciale del ministero dell’interno sovietico, assaltò il ministero dell’interno lettone uccidendo cinque persone, tra cui due operatori cinematografici. Il 21 agosto, mentre il golpe di Mosca falliva, il parlamento proclamò l’indipendenza piena e l’OMON lasciò la città.
Riga oggi
Il centro storico e i quartieri liberty sono patrimonio UNESCO dal 1997; la Casa d’angolo, sede del KGB, è un museo con le celle intatte; il quartiere di Moscova conserva la memoria del ghetto. Nell’agosto 2022 il monumento alla Vittoria, luogo di ritrovo dei russofoni il 9 maggio, è stato demolito. La città ha perso quasi un terzo degli abitanti dal 1989 e resta divisa dalla lingua, con i lettoni oggi maggioranza relativa.
Curiosità
- La torre dell’Accademia delle scienze, soprannominata «la torta di compleanno di Stalin», fu costruita con i fondi raccolti tra i kolchoz lettoni e completata solo dopo la morte del dittatore.
- Secondo una leggenda mai confermata, il monumento alla Libertà fu salvato dalla demolizione grazie all’intervento di Vera Muchina, la scultrice dell’«Operaio e kolchoziana», nata a Riga.
- La torre della televisione di Riga, 368 metri, è la struttura più alta dei paesi baltici e dell’Unione europea dopo quelle di Mosca e Kiev.
- Nel museo della Casa d’angolo si visita la stanza in cui, negli anni Quaranta, venivano eseguite le condanne a morte.
Valutazione critica
Riga sovietica fu costruita per essere russa: l’immigrazione pianificata trasformò la capitale lettone in una città in cui i lettoni erano minoranza, e le fabbriche che la fecero grande erano legate a un mercato che nel 1991 svanì. La città ha pagato la fine dell’URSS con un terzo della popolazione e ha ereditato una divisione linguistica che la demolizione del monumento del 2022 non ha risolto.
Le barricate del gennaio 1991, difese da lettoni e da molti russi della città, restano il momento in cui Riga scelse la propria strada, e vanno ricordate insieme a Rumbula e alla Casa d’angolo.
FAQ – Domande frequenti
Quanti abitanti aveva Riga? Circa 915.000 nel 1989, di cui il 36 per cento lettoni; oggi intorno ai 600.000, con i lettoni in maggioranza relativa.
Che cosa accadde nel gennaio 1991? I cittadini eressero barricate a difesa delle istituzioni; il 20 gennaio l’OMON sovietico attaccò il ministero dell’interno uccidendo cinque persone. Le barricate sono ricordate da un museo.
Perché è stato demolito il monumento alla Vittoria? Perché era diventato il simbolo della lettura sovietica del 1944 come liberazione e il luogo delle celebrazioni filorusse del 9 maggio; il parlamento ne decise la rimozione dopo l’invasione dell’Ucraina.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.