Scuola
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Nel 1917 quattro russi su cinque non sapevano leggere; nel 1939 quasi nove su dieci. La scuola sovietica fu il risultato più solido del sistema e il suo strumento più capillare: gratuita, uniforme dall’Estonia alla Kamčatka, con lo stesso manuale e la stessa divisa, forte in matematica e scienze, cieca in storia, con le ore di addestramento militare e i pionieri in classe. Le sue eredità, buone e cattive, sono ancora nelle scuole dell’ex Unione.
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L’alfabetizzazione
Il decreto del 1919 sulla «liquidazione dell’analfabetismo» obbligò tutti i cittadini tra gli 8 e i 50 anni a imparare a leggere: milioni di adulti frequentarono i corsi serali, i «punti di liquidazione», e la campagna, insieme alla scuola elementare obbligatoria dal 1930, portò l’alfabetizzazione dal 21 per cento del censimento del 1897 all’87 di quello del 1939 e alla quasi totalità nel dopoguerra. Fu un risultato reale, ottenuto anche per dare al regime lettori della sua propaganda.
La struttura
La scuola sovietica era unica e statale: elementari dai 7 ai 10 anni, scuola incompleta fino agli 8 anni di studio, obbligatoria dal 1958, scuola completa di dieci anni, obbligatoria di fatto dagli anni Settanta, con le classi numerate dalla prima alla decima. Programmi, manuali e orari erano identici in tutta l’Unione, con la lingua della repubblica o il russo come lingua di insegnamento; le scuole tecniche e professionali assorbivano chi non proseguiva. I voti andavano da uno a cinque, la divisa era obbligatoria, l’anno cominciava il 1° settembre con i fiori per la maestra.
Che cosa si insegnava
Matematica, fisica e chimica avevano un peso e un rigore che il resto del mondo invidiava, con le scuole speciali per i talenti come quella fondata da Kolmogorov nel 1963; la letteratura russa era il cuore delle materie umanistiche, con Puškin e Tolstoj accanto a Gor’kij e Šolochov. La storia era la versione ufficiale, riscritta a ogni cambio di vertice, e le «scienze sociali» insegnavano il marxismo-leninismo; dal 1968 gli ultimi due anni comprendevano l’addestramento militare di base, con lo smontaggio del Kalašnikov. Il lavoro «socialmente utile», dal raccolto delle patate alla raccolta di carta straccia, faceva parte del programma.
Gli insegnanti e la disciplina
Gli insegnanti erano per tre quarti donne, formate negli istituti pedagogici e pagate meno degli operai; nelle campagne mancavano, e le scuole rurali spesso avevano una sola maestra per più classi. La disciplina era severa, i genitori convocati dal collettivo, la classe responsabile del comportamento di ciascuno; il pedagogista Makarenko, con le sue colonie per i bambini di strada degli anni Venti, aveva fornito il modello del collettivo educante. La riforma di Chruščëv del 1958, che allungava la scuola a undici anni con l’obbligo di lavoro in fabbrica, fu abbandonata nel 1964.
Dopo il 1991
I quindici Stati hanno ereditato la struttura e l’hanno cambiata in modo diverso: i paesi baltici l’hanno europeizzata, l’Asia centrale l’ha nazionalizzata, la Russia ha reintrodotto la storia di Stato e, dal 2022, l’addestramento militare e le «lezioni di cose importanti». La qualità in matematica e scienze è rimasta alta ovunque le risorse lo hanno permesso; la scuola sovietica, con la sua uniformità, la divisa e il 1° settembre, sopravvive nei ricordi di tre generazioni.
Curiosità
- La divisa scolastica sovietica del dopoguerra, il vestito marrone con il grembiule nero, bianco nei giorni di festa, per le ragazze e il completo blu per i ragazzi, riprendeva quella dei ginnasi zaristi.
- Il 1° settembre, «giorno del sapere», è festa nazionale dal 1984: i bambini della prima classe arrivano con i fiori e una campanella suonata da un’alunna sulle spalle di un compagno dell’ultimo anno.
- Nel giugno 1988, in piena glasnost, gli esami di storia furono annullati in tutta l’URSS perché i manuali erano stati riconosciuti falsi.
- Le scuole speciali di matematica, come la numero 57 di Mosca o il liceo Kolmogorov, hanno formato una parte dei matematici e degli informatici russi che lavorano oggi in tutto il mondo.
Valutazione critica
La scuola sovietica alfabetizzò un continente e produsse scienziati di primo livello, e nello stesso tempo insegnò a tre generazioni una storia inventata e la disciplina del collettivo: il suo successo e il suo limite sono la stessa cosa, l’uniformità imposta dallo Stato. Non c’era spazio per l’alternativa, e chi la cercava lo faceva in casa.
Il ritorno della storia di Stato e dell’addestramento militare nelle scuole russe di oggi mostra che il modello non è stato archiviato: la scuola è di nuovo uno strumento di inquadramento, senza i risultati scientifici di allora.
FAQ – Domande frequenti
Quanti anni durava la scuola sovietica? Dieci, dai 7 ai 17 anni, con l’obbligo fissato prima a quattro anni, poi a otto dal 1958 e di fatto a dieci dagli anni Settanta; alcune repubbliche avevano undici classi.
La scuola era gratuita? Sì, a tutti i livelli, libri compresi; le rette per le scuole superiori introdotte nel 1940 furono abolite nel 1956.
Quali erano i punti di forza? Matematica, fisica, chimica e letteratura russa, con un livello alto e uniforme; le scuole speciali per i talenti scientifici formarono generazioni di ricercatori.
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