Solženicyn
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Capitano d’artiglieria arrestato al fronte nel 1945 per le lettere contro Stalin, otto anni tra la šaraška e il campo di Ekibastuz, il cancro, «Una giornata di Ivan Denisovič» pubblicata per volontà di Chruščëv nel 1962, il Nobel nel 1970, «Arcipelago Gulag» nel 1973 e l’espulsione del 1974: Aleksandr Solženicyn fu lo scrittore che raccontò al mondo i campi e che il regime non riuscì a zittire. Tornò nel 1994 dalla parte opposta della Russia, criticò El’cin, ricevette Putin e morì nel 2008; il suo «Arcipelago» è oggi nei programmi scolastici russi, tagliato.
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La guerra e l’arresto
Nato a Kislovodsk nel dicembre 1918, figlio postumo di un ufficiale, laureato in matematica a Rostov, Solženicyn comandò una batteria di artiglieria dal 1943 alla Prussia orientale; nel febbraio 1945 fu arrestato per le lettere a un amico in cui chiamava Stalin «il padrone» e criticava la conduzione della guerra, e condannato a otto anni. Li passò nei campi di Mosca, nella šaraška di Marfino, la prigione degli ingegneri del «Primo cerchio», e dal 1950 nel campo speciale di Ekibastuz, in Kazakistan, come muratore: la giornata di Ivan Denisovič è la sua. Liberato nel 1953, fu confinato in Kazakistan, operato per un cancro a Taškent e guarito.
Ivan Denisovič
Insegnante di fisica a Rjazan’, Solženicyn scrisse di nascosto e nel 1961 mandò a Tvardovskij, direttore del Novyj Mir, il racconto sulla giornata di un detenuto: Chruščëv lo lesse, lo fece approvare dal Presidium e lo usò per la destalinizzazione, e nel novembre 1962 «Una giornata di Ivan Denisovič» uscì con 95.000 copie andate a ruba, prima descrizione dei campi pubblicata in URSS. Il Premio Lenin gli fu negato nel 1964 e con la caduta di Chruščëv la porta si chiuse: «Il primo cerchio» e «Divisione cancro» uscirono all’estero nel 1968, il KGB sequestrò i manoscritti, e nel 1969 fu espulso dall’Unione degli scrittori.
Il Nobel e l’Arcipelago
Il Nobel del 1970 «per la forza etica con cui ha continuato la tradizione della letteratura russa» non fu ritirato, per il timore di non poter rientrare; intanto Solženicyn scriveva in segreto, con l’aiuto di decine di ex detenuti e di dattilografe, «Arcipelago Gulag», la storia dei campi dal 1918 al 1956 in tre volumi, con le testimonianze di 227 persone. Nell’agosto 1973 il KGB trovò una copia dalla dattilografa Voronjanskaja, che si impiccò dopo gli interrogatori, e l’autore ordinò la pubblicazione: il primo volume uscì a Parigi da YMCA-Press nel dicembre 1973, e la campagna della stampa sovietica contro il «traditore» durò due mesi.
L’espulsione
Il 12 febbraio 1974 Solženicyn fu arrestato a Mosca, accusato di tradimento, privato della cittadinanza e il giorno dopo messo su un aereo per Francoforte, con Heinrich Böll ad accoglierlo: il Politburo aveva discusso il campo e l’espulsione, e Andropov aveva scelto la seconda. Visse a Zurigo e dal 1976 a Cavendish, nel Vermont, chiuso nel recinto a scrivere «La ruota rossa», e nel discorso di Harvard del 1978 attaccò anche l’Occidente per la decadenza e il materialismo: gli americani scoprirono che l’anticomunista era un profeta ortodosso e nazionalista, e la sua stella in Occidente calò.
Il ritorno
La cittadinanza gli fu restituita nel 1990 e l’«Arcipelago» pubblicato sul Novyj Mir; tornò nel maggio 1994 da Vladivostok, attraversando la Russia in treno per due mesi per vedere il paese, parlò alla Duma contro gli oligarchi e la corruzione di El’cin, ebbe un programma televisivo chiuso per gli ascolti, rifiutò nel 1998 l’onorificenza di El’cin e accettò nel 2007 il Premio di Stato da Putin, che lo visitò a casa e di cui apprezzava il ritorno dello Stato forte. Morì il 3 agosto 2008; nel 2009 l’«Arcipelago» entrò nei programmi scolastici russi in versione ridotta, e nel 2022 l’Ucraina lo ha tolto dai propri per le posizioni sull’Ucraina.
Curiosità
- Nel campo di Ekibastuz Solženicyn componeva i versi a memoria e li ripeteva con un rosario di pane: quando uscì aveva in testa dodicimila versi, che trascrisse in Kazakistan.
- Chruščëv fece leggere «Ivan Denisovič» ai membri del Presidium e ne autorizzò la pubblicazione nel 1962 dicendo che c’era uno Stalin in ogni cellula del partito da estirpare: due anni dopo era deposto, e il libro fu tolto dalle biblioteche.
- La dattilografa Elizaveta Voronjanskaja rivelò al KGB, dopo cinque giorni di interrogatori, dove era nascosta una copia di «Arcipelago Gulag» e si impiccò il 23 agosto 1973: la sua morte decise la pubblicazione.
- Nel 1974 il Politburo discusse per ore se mandare Solženicyn in un campo o all’estero; Andropov propose l’espulsione, Brežnev acconsentì e la Germania di Brandt accettò di accoglierlo in ventiquattro ore.
Valutazione critica
Solženicyn è lo scrittore che ha vinto contro il regime: l’«Arcipelago Gulag» fu la prova documentaria che il sistema non poteva confutare e che ne cambiò la percezione in tutto il mondo, e l’espulsione del 1974 fu la confessione dell’impotenza. Fu anche un profeta ortodosso e imperiale, che criticò l’Occidente, non amò la democrazia liberale e negli ultimi anni apprezzò Putin: il nemico del comunismo non era un amico della libertà come l’Occidente la intende.
L’«Arcipelago» tagliato nelle scuole russe e tolto in quelle ucraine racconta la sua eredità doppia: la verità sui campi che la Russia ha assorbito nel proprio patriottismo, e il nazionalismo russo che l’Ucraina non gli perdona.
FAQ – Domande frequenti
Chi era Solženicyn? Aleksandr Solženicyn, nato nel 1918, ufficiale arrestato nel 1945 e detenuto per otto anni nei campi: autore di «Una giornata di Ivan Denisovič» del 1962 e di «Arcipelago Gulag» del 1973, Nobel nel 1970, espulso dall’URSS nel 1974, tornato in Russia nel 1994 e morto nel 2008.
Che cos’è «Arcipelago Gulag»? La storia dei campi sovietici dal 1918 al 1956 in tre volumi, scritta in segreto con le testimonianze di 227 ex detenuti e pubblicata a Parigi nel dicembre 1973: il libro che rivelò al mondo la dimensione del Gulag e provocò l’espulsione dell’autore.
Perché è discusso oggi? Per le posizioni nazionaliste e ortodosse, la critica all’Occidente, il giudizio sull’Ucraina e la vicinanza a Putin negli ultimi anni: l’«Arcipelago» è nei programmi russi, ma l’Ucraina lo ha rimosso dai propri nel 2022.
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