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Tallinn

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Città anseatica con la cinta muraria medievale intatta, Tallinn fu per cinquant’anni la capitale dell’Estonia sovietica: bombardata nel 1944, riempita di quartieri prefabbricati e di immigrati russi, sede delle regate olimpiche del 1980 e, nel 1988, della rivoluzione cantata. La sua torre della televisione fu difesa dai cittadini nell’agosto 1991; il Soldato di bronzo, spostato nel 2007, è ancora un nodo con Mosca.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Tallinn
Tallinn vista dal porto: torri medievali e navi mercantili sovietiche sotto un cielo baltico.

La guerra

Occupata dai sovietici nel 1940 e dai tedeschi nel 1941, Tallinn fu bombardata dall’aviazione sovietica la notte del 9 marzo 1944: oltre cinquecento morti, migliaia di case distrutte, una parte del centro storico in fiamme. Le truppe sovietiche rientrarono in settembre, mentre decine di migliaia di estoni fuggivano via mare verso la Svezia e la Germania.

La città sovietica

Nel dopoguerra la capitale crebbe con l’industria e l’immigrazione: la fabbrica di macchine Dvigatel’, i cantieri, il porto militare, e i quartieri di prefabbricati di Mustamäe, Õismäe e Lasnamäe, dove si insediarono in gran parte operai russi. Nel 1989 la città aveva 480.000 abitanti, per metà non estoni. Le Olimpiadi di Mosca del 1980 portarono le regate a Pirita, con il centro velico, l’albergo Olümpia, la torre della televisione alta 314 metri e la Linnahall, l’enorme sala concerti sul mare. Il centro medievale fu conservato, anche come vetrina per i turisti finlandesi.

La rivoluzione cantata

La spianata del festival del canto, a nord del centro, fu il cuore del 1988: nelle notti di giugno decine di migliaia di persone cantarono canzoni patriottiche vietate, e l’11 settembre trecentomila ascoltarono i discorsi che chiedevano l’indipendenza. Nell’albergo Viru, dove alloggiavano gli stranieri, il KGB ascoltava dal ventitreesimo piano, oggi museo. Il 20 agosto 1991, mentre i carri sovietici erano alle porte, il parlamento dichiarò l’indipendenza e i cittadini circondarono la torre della televisione per impedire ai paracadutisti di occuparla.

Il Soldato di bronzo

Nell’aprile 2007 il governo spostò dal centro al cimitero militare il monumento sovietico ai caduti del 1944, il Soldato di bronzo, con le tombe che lo accompagnavano. La comunità russofona protestò: due notti di scontri, un morto, oltre mille arresti, e un attacco informatico contro banche, ministeri e giornali estoni, attribuito alla Russia. Fu il primo caso di guerra cibernetica contro uno Stato e portò a Tallinn il centro di eccellenza della NATO per la difesa informatica.

Tallinn oggi

Il centro storico è patrimonio UNESCO dal 1997 e la città è cresciuta come capitale digitale, con i quartieri sovietici che restano la casa di gran parte dei russofoni. La prigione di Patarei e il museo Vabamu raccontano le occupazioni; la Linnahall, in rovina, aspetta un destino; i monumenti sovietici rimasti sono stati rimossi dopo il 2022. A Narva, sulla frontiera russa, la città più russa dell’Unione europea, la questione della memoria resta aperta.

Curiosità

  • Al ventitreesimo piano dell’albergo Viru, ufficialmente inesistente, il KGB ascoltava le camere degli ospiti stranieri: le apparecchiature sono rimaste dove furono abbandonate nel 1991.
  • Per le regate olimpiche del 1980 fu costruita in tre anni tutta la Tallinn moderna: torre televisiva, albergo, centro velico, aeroporto e la Linnahall, inaugurata dal Comitato olimpico.
  • L’11 settembre 1988, alla spianata del festival, Trivimi Velliste pronunciò per la prima volta in pubblico la richiesta di indipendenza dell’Estonia.
  • Nel bombardamento sovietico del 9 marzo 1944 andarono distrutte 1.500 case e il teatro Estonia, ricostruito nel dopoguerra.

Valutazione critica

Tallinn è due città: quella medievale e digitale del centro, patrimonio dell’umanità e vetrina dell’Estonia europea, e quella dei prefabbricati di Lasnamäe, dove vive la popolazione russofona arrivata con l’URSS. Il Soldato di bronzo ha mostrato che la memoria dell’occupazione e quella della «liberazione» non possono stare sulla stessa piazza.

Dal ventitreesimo piano del Viru alla torre della televisione difesa nel 1991, la città racconta con precisione che cosa fu il controllo sovietico e come finì: senza un colpo, per stanchezza di chi doveva sparare e determinazione di chi cantava.

FAQ – Domande frequenti

Quanti abitanti aveva Tallinn nel periodo sovietico? Circa 480.000 nel 1989, di cui meno della metà estoni; oggi supera i 450.000 con una quota di russofoni intorno al 40 per cento.

Che cos’è il Soldato di bronzo? Il monumento sovietico ai caduti del 1944, spostato nel 2007 dal centro al cimitero militare: la decisione provocò scontri e il primo attacco cibernetico contro uno Stato.

Che cosa resta di sovietico a Tallinn? I quartieri di Mustamäe, Õismäe e Lasnamäe, la torre della televisione, la Linnahall e le strutture olimpiche del 1980; i monumenti politici sono stati rimossi.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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