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Tbilisi

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Tiflis fino al 1936, Tbilisi è la capitale della Georgia e fu per settant’anni una delle città più vivaci e meno disciplinate dell’URSS: il viale Rustaveli con i suoi teatri, i bagni sulfurei, il mercato nero, la Dinamo campione d’Europa. Fu anche il luogo delle manifestazioni del marzo 1956 in difesa di Stalin, di quelle del 1978 per la lingua e della strage del 9 aprile 1989.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Tbilisi
Tbilisi, case con balconi di legno sulla collina sopra il fiume Kura.

Da Tiflis a Tbilisi

Capitale del vicereame russo del Caucaso, Tiflis era nel 1917 una città cosmopolita di georgiani, armeni, russi, ebrei e persiani, sede del governo menscevico indipendente dal 1918. L’Armata Rossa vi entrò il 25 febbraio 1921. Nel 1936 il nome ufficiale divenne Tbilisi, quello georgiano, mentre la città si riempiva di statue di Stalin, che qui era cresciuto nel seminario, e Berija ne guidava il partito e la polizia.

La città sovietica

Tbilisi crebbe da 300.000 abitanti negli anni Venti a 1,26 milioni nel 1989, con i quartieri nuovi sulle colline e le fabbriche lungo il fiume Kura, ma conservò il centro ottocentesco con i balconi di legno e il viale Rustaveli. Nel 1958 fu inaugurata sulla collina la statua della Madre Georgia, con la spada e la coppa di vino; nel 1966 la metropolitana, la prima del Caucaso; nel 1975 il palazzo del ministero delle strade, un capolavoro brutalista a moduli sospesi. La città era famosa in tutta l’Unione per la cucina, l’ospitalità e un’economia sommersa che permetteva un tenore di vita superiore a quello ufficiale.

Le proteste

Nel marzo 1956, dopo il rapporto segreto di Chruščëv, migliaia di giovani manifestarono per giorni in difesa di Stalin, in una protesta che divenne nazionale: il 9 marzo l’esercito sparò sulla folla, con decine di morti. Il 14 aprile 1978 decine di migliaia di persone scesero sul viale Rustaveli contro il progetto di togliere al georgiano lo status di lingua ufficiale nella nuova costituzione, e Mosca cedette: unico caso di ritirata del Cremlino davanti a una piazza. Il 9 aprile 1989 l’esercito disperse con badili e gas un sit-in pacifico davanti al palazzo del governo, uccidendo venti persone.

Il 1991-92

L’indipendenza fu proclamata il 9 aprile 1991, nel secondo anniversario della strage. Nel dicembre 1991 il conflitto tra il presidente Gamsachurdia e l’opposizione armata si trasformò in una battaglia nel centro della città: per due settimane il viale Rustaveli fu un campo di battaglia, con oltre cento morti, il parlamento e l’albergo Tbilisi in fiamme. Seguirono anni di criminalità e blackout, e il ritorno di Ševardnadze.

Tbilisi oggi

La Rivoluzione delle rose del 2003 partì dal viale Rustaveli; dal 2024 le stesse strade ospitano le manifestazioni contro il governo accusato di riportare il paese verso Mosca. La città, con 1,2 milioni di abitanti, ha restaurato il centro storico, costruito ponti e palazzi di vetro, e conserva la Madre Georgia, la metropolitana, i quartieri sovietici e il museo dell’occupazione al Museo nazionale, dedicato agli anni 1921-91.

Curiosità

  • La Dinamo Tbilisi vinse nel 1981 la Coppa delle Coppe, battendo il Carl Zeiss Jena nella finale di Düsseldorf: fu una delle poche squadre sovietiche a vincere un trofeo europeo.
  • Il palazzo del ministero delle strade del 1975, con i suoi blocchi sospesi tra gli alberi, è oggi la sede di una banca e uno degli edifici sovietici più fotografati.
  • La statua di Stalin nel centro di Tbilisi fu rimossa durante la destalinizzazione, tra il 1956 e il 1961; quella di Gori resistette fino al 2010.
  • Gli storici bagni sulfurei del quartiere di Abanotubani, cantati da Puškin, restarono aperti per tutto il periodo sovietico.

Valutazione critica

Tbilisi è la città che difese Stalin nel 1956 e fu massacrata dai suoi eredi nel 1989: il paradosso georgiano in una piazza. Nel mezzo, decenni di una vita urbana che il sistema tollerava perché non sapeva controllarla, fatta di feste, contrabbando e orgoglio nazionale, che spiegano sia il benessere relativo sia la debolezza delle istituzioni dopo il 1991.

Il viale Rustaveli, da teatro dell’esercito nel 1989 a campo di battaglia nel 1991 a piazza delle rivoluzioni pacifiche del 2003 e del 2024, è il luogo dove la Georgia decide da tre decenni che cosa vuole essere.

FAQ – Domande frequenti

Perché la città si chiamava Tiflis? Tiflis era la forma russa e internazionale del nome georgiano Tbilisi, «luogo caldo», per le sorgenti sulfuree; il nome georgiano fu reso ufficiale nel 1936.

Quanti abitanti ha? Circa 1,26 milioni nel 1989 e 1,2 milioni oggi, un terzo della popolazione della Georgia.

Che cosa accadde nel 1978? Decine di migliaia di georgiani protestarono contro la cancellazione del georgiano come lingua ufficiale dalla nuova costituzione; Mosca rinunciò. Il 14 aprile è oggi la giornata della lingua georgiana.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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