Tecnologia
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Il paese che mandò il primo uomo nello spazio e costruì il primo reattore civile non riusciva a produrre un frigorifero decente: la tecnologia sovietica fu eccellente dove lo Stato la voleva, nel nucleare, nei missili, nei laser e nella fusione, e arretrata dove i cittadini l’avrebbero usata, con i computer copiati dall’IBM e le automobili copiate dalla Fiat. La scienza fu grande, con i Nobel di Landau, Kapica e Basov, e fu incatenata, con Lysenko che vietò la genetica e la cibernetica dichiarata pseudoscienza.
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Il sistema
La ricerca sovietica era organizzata dall’Accademia delle scienze, con centinaia di istituti separati dalle università, dai ministeri di settore con i propri istituti applicati e dal complesso militare con i laboratori delle città chiuse: un sistema gerarchico e finanziato senza limiti nelle priorità di Stato, dove gli scienziati erano privilegiati, sorvegliati e isolati dal mondo. Akademgorodok a Novosibirsk, del 1957, fu la città della scienza pura; Dubna quella della fisica nucleare; Zelenograd quella dell’elettronica; i «šaraški» degli anni Trenta e Quaranta le prigioni in cui Tupolev e Korolëv progettavano da detenuti.
I successi
Nel nucleare, nello spazio e nella fisica l’URSS fu tra i primi: la centrale di Obninsk del 1954, il primo reattore civile del mondo, il tokamak per la fusione degli anni Cinquanta e Sessanta, ancora la base dei reattori sperimentali, il laser e il maser di Basov e Prochorov, premiati con il Nobel nel 1964 con Townes, la superfluidità di Kapica e la fisica teorica di Landau, entrambi Nobel, la matematica di Kolmogorov, i missili di Korolëv, i rompighiaccio atomici, gli ekranoplani. Erano risultati di gruppi di élite in settori militari o di prestigio, con risorse illimitate e con il segreto.
I fallimenti
Dove serviva il mercato la tecnologia sovietica mancava: l’elettronica di consumo copiava con dieci anni di ritardo, i computer dal 1969 clonavano gli IBM 360, le automobili le Fiat, le macchine utensili erano comprate in Occidente o rubate con lo spionaggio industriale, e i prodotti civili derivati dal militare, dai televisori ai frigoriferi, erano pesanti e guasti. Il piano premiava la quantità e puniva il rischio, l’innovazione non pagava chi la faceva, e le restrizioni occidentali del COCOM sull’esportazione di tecnologia colpirono un sistema che non sapeva più inventare.
La scienza incatenata
L’ideologia decideva che cosa fosse scienza: nel 1948 Trofim Lysenko, con l’appoggio di Stalin, fece vietare la genetica come «borghese», con i genetisti licenziati, imprigionati e, come Vavilov nel 1943, morti in carcere, e il divieto durò fino al 1964; la cibernetica fu «pseudoscienza reazionaria» all’inizio degli anni Cinquanta, con un ritardo che l’informatica sovietica non recuperò; la psicologia, la sociologia e l’economia furono sterilizzate dal marxismo-leninismo. Gli scienziati non potevano viaggiare, pubblicare all’estero, leggere le riviste occidentali senza permesso.
Dopo il 1991
Il crollo dei finanziamenti negli anni Novanta mandò all’estero decine di migliaia di scienziati, e la scuola matematica e fisica sovietica vive oggi in gran parte nelle università americane ed europee; la Russia ha conservato il nucleare con Rosatom, lo spazio in declino e l’industria militare, e ha perso il resto. Le sanzioni del 2022 hanno chiuso l’accesso ai chip e alle macchine occidentali, riportando il paese alla condizione del COCOM: la tecnologia sovietica, con i suoi primati e i suoi buchi, è tornata la tecnologia russa.
Curiosità
- L’URSS vinse in settant’anni sette premi Nobel per la fisica, da Čerenkov, Frank e Tamm nel 1958 a Landau, Basov, Prochorov e Kapica, e nessuno per la chimica dopo Semënov nel 1956: la scienza di Stato premiava la fisica.
- Nikolaj Vavilov, il più grande genetista del mondo, che aveva raccolto la maggiore collezione di semi, fu arrestato nel 1940 su denuncia di Lysenko e morì di fame in carcere a Saratov nel 1943; fu riabilitato nel 1955.
- La cibernetica fu definita nel 1954 dal Dizionario filosofico sovietico «pseudoscienza reazionaria»; nel 1958 la stessa parola era il titolo di un istituto di Kiev.
- Il tokamak, la «camera toroidale con bobine magnetiche» inventata a Mosca negli anni Cinquanta da Tamm e Sacharov, è il disegno del reattore a fusione ITER in costruzione in Francia.
Valutazione critica
La tecnologia sovietica dimostra che uno Stato può ottenere risultati straordinari nei settori in cui concentra tutto e fallire in tutti gli altri: lo Sputnik e la centrale di Obninsk stavano nello stesso paese dei frigoriferi che non chiudevano e dei computer copiati, e la genetica vietata per sedici anni costò più di ogni sanzione occidentale. Il sistema produceva scienziati eccellenti e li impediva di fare ciò che il mercato o la libertà avrebbero permesso.
La diaspora scientifica dopo il 1991 è il giudizio degli interessati; le sanzioni del 2022 hanno riportato la Russia al punto in cui l’Unione era finita.
FAQ – Domande frequenti
In che cosa eccelleva la tecnologia sovietica? Nel nucleare, nei missili e nello spazio, nella fisica teorica, nei laser e nella fusione, nei rompighiaccio e nelle armi: i settori militari e di prestigio con risorse illimitate.
In che cosa era arretrata? Nell’elettronica di consumo, nei computer, nelle automobili, nelle macchine utensili e in tutti i prodotti civili, copiati dall’Occidente con anni di ritardo per la mancanza di incentivi e di mercato.
Che cosa fu il lysenkismo? La dottrina pseudoscientifica di Trofim Lysenko, imposta da Stalin nel 1948, che negava la genetica: i genetisti furono perseguitati e la ricerca vietata fino al 1964, con danni all’agricoltura e alla biologia.
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