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BAM

Approfondimento storico in una prospettiva critica

La Bajkal-Amur, 4.300 chilometri di ferrovia a nord della Transiberiana attraverso la taiga, il permafrost e sette catene montuose, fu tentata dal Gulag negli anni Trenta e costruita dal Komsomol tra il 1974 e il 1984 come «cantiere del secolo»: la più costosa opera dell’epoca di Brežnev, celebrata da canzoni e francobolli e rimasta per decenni una linea senza traffico. Dagli anni Duemila porta il carbone alla Cina, e la Russia la sta raddoppiando.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
BAM
Treno passeggeri con vagoni verdi attraversa la taiga innevata sulla Transiberiana.

Il Gulag

L’idea di una seconda linea siberiana lontana dal confine cinese risale agli anni Trenta: nel 1932 fu creato il Bamlag, il complesso di campi che con oltre 200.000 detenuti costruì i primi tratti e il raccordo con la Transiberiana, tra Tajšet e Bratsk e nell’Amur, con una mortalità altissima; la guerra fermò i lavori e i binari furono smontati per le linee di Stalingrado. Negli anni Cinquanta i detenuti dell’Ozerlag completarono il tratto fino a Ust’-Kut, e poi il progetto fu accantonato.

Il cantiere del secolo

Nel 1974 Brežnev annunciò al congresso del Komsomol la ripresa della BAM come «cantiere del secolo»: decine di migliaia di giovani volontari, attirati dai salari, dagli alloggi promessi e dalla propaganda, arrivarono nelle stazioni della taiga, ciascuna affidata a una repubblica o a una città che vi costruì il proprio stile, con Tynda capitale della linea; i reparti delle truppe ferroviarie fecero il tratto orientale. Il 29 settembre 1984 a Balbuchta fu posato il «raccordo d’oro» tra i due cantieri, e nel 1989 la linea fu dichiarata aperta.

La linea

Da Tajšet a Sovetskaja Gavan’ sul Pacifico, 4.324 chilometri con 2.230 ponti, dieci gallerie e sette catene di montagne, il permafrost che deforma i binari e temperature a sessanta gradi sotto zero; la galleria del Severomujsk, 15 chilometri, fu finita solo nel 2003 dopo ventisei anni di lavori e decine di morti, e fino ad allora i treni passavano su una variante a tornanti. Costò ufficialmente 18 miliardi di rubli, in realtà molto di più, e fu progettata per il petrolio e il legname di una Siberia che non si sviluppò come previsto.

La strada verso il nulla

Negli anni Novanta la BAM era una linea con pochi treni al giorno, le città di frontiera che si svuotavano, gli alloggi promessi mai costruiti e i volontari del 1974 rimasti nelle baracche «temporanee» di Tynda: fu chiamata la «strada verso il nulla», il monumento allo spreco dell’era Brežnev, con il costo che nessun traffico avrebbe ripagato. La generazione della BAM, cresciuta con le canzoni del cantiere, si ritrovò con una ferrovia inutile e una pensione da Nord.

Il ritorno

Dagli anni Duemila il carbone del Kuzbass e della Jacuzia verso i porti del Pacifico e la Cina ha saturato la Transiberiana e riportato la BAM al centro: la Russia ha avviato il raddoppio, la «BAM-2», con i lavori affidati anche alle truppe ferroviarie e, dal 2023, ai detenuti, in un ritorno al 1932 che nessuno ha commentato. La linea che doveva aprire la Siberia serve oggi a esportare le materie prime verso est, con le sanzioni che hanno chiuso l’ovest.

Curiosità

  • Le stazioni della BAM furono costruite ciascuna da una repubblica o città sovietica nel proprio stile: quella di Tynda dai moscoviti, altre dagli armeni, dai georgiani, dai lettoni e dai lituani, che vi lasciarono cornici e mosaici.
  • La galleria del Severomujsk, 15,3 chilometri, fu iniziata nel 1977 e aperta nel 2003: la più lunga della Russia e una delle più difficili del mondo, con le falde d’acqua calda e i crolli che uccisero decine di operai.
  • Il «raccordo d’oro» del 29 settembre 1984 fu celebrato in tutta l’Unione, ma la linea fu percorribile per intero solo nel 1989 e la galleria del Severomujsk mancava ancora.
  • Nel 2023 la Russia ha annunciato l’impiego di detenuti nei cantieri del raddoppio della BAM: la ferrovia iniziata dal Bamlag nel 1932 torna a essere costruita da prigionieri.

Valutazione critica

La BAM fu il cantiere in cui l’URSS di Brežnev mostrò ciò che sapeva fare, mobilitare una generazione per un’opera gigantesca, e ciò che non sapeva fare, chiedersi a che cosa servisse: la ferrovia costruita dal Gulag e finita dal Komsomol restò per vent’anni un monumento allo spreco, con i volontari invecchiati nelle baracche. La sua rinascita come corridoio del carbone verso la Cina non è una riabilitazione ma un’altra funzione.

Il ritorno dei detenuti sui cantieri della BAM-2 chiude il cerchio con il 1932, e mostra quanto poco la Russia abbia cambiato il modo di costruire la Siberia.

FAQ – Domande frequenti

Quanto è lunga la BAM? 4.324 chilometri da Tajšet, sulla Transiberiana, a Sovetskaja Gavan’ sul Pacifico, con oltre 2.000 ponti e dieci gallerie, tra cui quella del Severomujsk di 15 chilometri.

Chi la costruì? I detenuti del Bamlag negli anni Trenta e dell’Ozerlag negli anni Cinquanta per i primi tratti, i volontari del Komsomol e le truppe ferroviarie tra il 1974 e il 1984 per il resto.

A che cosa serve oggi? A trasportare il carbone e le materie prime della Siberia verso i porti del Pacifico e la Cina; la Russia ne sta raddoppiando i binari, anche con il lavoro dei detenuti.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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