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Ferrovie

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Le ferrovie erano il sistema nervoso dell’Unione: 147.000 chilometri di binari a scartamento largo, la rete elettrificata più lunga del mondo, metà del traffico merci ferroviario del pianeta, due milioni di ferrovieri in divisa con i gradi militari. Costruite dagli zar, dai deportati e dal Komsomol, portarono il grano, il carbone, i soldati e i detenuti; il treno era il modo in cui i sovietici viaggiavano e il ministero delle ferrovie uno Stato nello Stato.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Ferrovie
Treno passeggeri con vagoni verdi attraversa la taiga innevata sulla Transiberiana.

La rete

L’impero aveva lasciato 70.000 chilometri di linee, con lo scartamento di 1.524 millimetri più largo di quello europeo, scelto dagli zar e mantenuto dai sovietici come barriera; il primo piano quinquennale aggiunse la Turksib del 1930 tra la Siberia e l’Asia centrale e le linee dei combinati industriali, il Gulag costruì la Pečora fino a Vorkuta e tentò il Bajkal-Amur, il dopoguerra portò la rete a 147.500 chilometri nel 1990, seconda al mondo dopo quella americana e prima per traffico. L’elettrificazione, iniziata negli anni Trenta, coprì oltre 54.000 chilometri: la più estesa del pianeta.

Il traffico

Le ferrovie sovietiche trasportavano negli anni Ottanta oltre 3.700 miliardi di tonnellate-chilometro di merci l’anno, circa metà del totale mondiale, con treni di carbone, minerale, petrolio, legname e grano che percorrevano migliaia di chilometri su una rete satura: la geografia dell’Unione, con le risorse in Siberia e le fabbriche in Europa, faceva della ferrovia l’unico trasporto possibile, e il piano non prevedeva alternative. I passeggeri erano quattro miliardi l’anno, con le tariffe politiche e i treni pieni.

Il ministero

Il Ministero delle vie di comunicazione, MPS, era un impero con oltre due milioni di dipendenti, divise, gradi, tribunali propri fino agli anni Cinquanta, scuole, ospedali e città ferroviarie; Kaganovič, il «ferroviere di ferro», lo guidò negli anni Trenta con le fucilazioni dei «sabotatori» e la disciplina militare. I ferrovieri avevano privilegi e responsabilità penali: un ritardo o un incidente potevano finire davanti al tribunale. Le truppe ferroviarie, un corpo dell’esercito, costruivano e riparavano le linee.

La guerra

Nel 1941-42 le ferrovie trasferirono a est millecinquecento fabbriche e sedici milioni di persone, portarono al fronte le divisioni siberiane e nel 1943-45 seguirono l’Armata Rossa fino a Berlino riparando i binari distrutti e convertendo lo scartamento; la ferrovia della Pečora rifornì Leningrado assediata. La vittoria sovietica fu anche una vittoria logistica, e la rete ne uscì distrutta per 65.000 chilometri, ricostruiti in cinque anni.

Dopo il 1991

La rete fu divisa tra quindici Stati, con i treni che si fermavano ai nuovi confini e il traffico merci dimezzato; in Russia il ministero è diventato nel 2003 la società di Stato RŽD, che ha modernizzato le linee principali, introdotto i Sapsan tedeschi e conservato la struttura sovietica, con un milione di dipendenti. Le ferrovie ucraine hanno evacuato milioni di persone nel 2022 sotto le bombe; quelle russe portano al fronte i soldati e il carbone verso la Cina, sulla BAM.

Curiosità

  • Lo scartamento sovietico di 1.520 millimetri, ereditato dagli zar, obbliga ancora oggi a cambiare i carrelli o i treni ai confini con l’Europa: i vagoni sono sollevati con i cric a Brest e a Čop.
  • Le ferrovie sovietiche movimentavano negli anni Ottanta circa metà delle tonnellate-chilometro ferroviarie del mondo, con una rete che era un decimo di quella mondiale.
  • Kaganovič, commissario alle ferrovie dal 1935, fece fucilare centinaia di dirigenti per «sabotaggio» e diede il nome alla metropolitana di Mosca; il treno «Kaganovič» circolò fino al 1957.
  • I ferrovieri sovietici avevano gradi e divise come i militari, dal 1943, e un ritardo poteva costare un processo: la ferrovia era considerata un fronte.

Valutazione critica

Le ferrovie sovietiche furono l’unica infrastruttura all’altezza delle dimensioni del paese, e il piano le usò fino al limite: portarono la guerra alla vittoria e l’economia a saturazione, con una disciplina militare che compensava la mancanza di investimenti. Costruite in parte dai detenuti, servirono anche a trasportarli, nei vagoni merci che il ministero contava come traffico.

L’eredità è la spina dorsale di quindici Stati, con lo scartamento che li separa dall’Europa e li lega tra loro: nel 2022 le ferrovie ucraine hanno salvato milioni di persone e quelle russe hanno portato i carri, sugli stessi binari.

FAQ – Domande frequenti

Quanto era estesa la rete ferroviaria sovietica? 147.500 chilometri nel 1990, seconda al mondo dopo quella americana, con oltre 54.000 chilometri elettrificati, il primato mondiale.

Perché lo scartamento è diverso da quello europeo? Perché l’impero russo scelse nell’Ottocento 1.524 millimetri, poi 1.520, contro i 1.435 europei: una scelta tecnica diventata barriera militare, che obbliga ancora a cambiare i carrelli ai confini.

Quante persone lavoravano nelle ferrovie? Oltre due milioni nel Ministero delle vie di comunicazione, con divise e gradi militari: la più grande azienda dell’Unione dopo l’esercito.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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