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Treni

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Il treno sovietico è la cuccetta del platskart con le lenzuola noleggiate, il tè nel bicchiere con il portabicchiere di metallo servito dalla provodnica, i tre giorni di viaggio con le uova sode e il pollo nel giornale, la Freccia rossa Mosca-Leningrado, l’električka dei pendolari e delle dacie: un mondo con le sue regole e i suoi riti, in cui la distanza si misurava in notti. Le locomotive a vapore durarono fino agli anni Settanta; l’ER200 toccò i 200 all’ora nel 1984.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Treni
Treno passeggeri con vagoni verdi attraversa la taiga innevata sulla Transiberiana.

Le classi

I vagoni sovietici avevano tre classi e una mezza: l’SV con due cuccette per scompartimento, riservato ai funzionari e a chi pagava il doppio, il kupé con quattro cuccette e la porta, il platskart con cinquantaquattro cuccette aperte lungo il corridoio, dove viaggiava il paese, e l’obščij, i sedili senza cuccette dei treni locali. Il biglietto costava una frazione dello stipendio, Mosca-Vladivostok in platskart una settantina di rubli negli anni Ottanta, e si comprava con giorni di coda alle casse o con la conoscenza della cassiera.

La provodnica

Ogni vagone aveva la sua provodnica, la cuccettista in divisa che controllava i biglietti, distribuiva le lenzuola in cambio di un rublo, accendeva il titan, la caldaia a carbone in fondo al vagone, e serviva il tè nei bicchieri con il portabicchiere di metallo traforato, il podstakannik, che tintinnava a ogni scambio; chiudeva le toilette alle fermate, svegliava i passeggeri prima della stazione e sorvegliava l’ordine con un’autorità che i viaggiatori temevano. Il vagone-ristorante, quando c’era, aveva il menù di sempre e la vodka fino a quando la campagna del 1985 non la tolse.

I riti del viaggio

Un viaggio di tre giorni era una convivenza: le tute da ginnastica e le pantofole indossate appena partiti, i cestini con le uova sode, il pollo arrosto nel giornale, i cetrioli e la vodka condivisi con gli sconosciuti dello scompartimento, le carte, le confidenze che si fanno solo a chi non si rivedrà, le fermate di venti minuti con le babuške sulle banchine che vendevano pirožki e pesce affumicato. La finestra mostrava la stessa betulla per un giorno intero; i bambini imparavano la geografia dai nomi delle stazioni.

I treni

Le locomotive a vapore, dalle serie E dell’impero alle P36 del dopoguerra, trainarono i treni sovietici fino agli anni Settanta, sostituite dalle diesel TE3 e TEP60 e dalle elettriche VL; i vagoni verdi a corridoio, prodotti a Kalinin e in Germania Est, furono per decenni gli stessi. La «Krasnaja strela», la Freccia rossa Mosca-Leningrado del 1931, era il treno di prestigio con i vagoni rossi e la partenza a mezzanotte; l’«Aurora» del 1963 e l’ER200 del 1984, primo treno sovietico a 200 chilometri l’ora, tentarono l’alta velocità. L’električka, il treno suburbano elettrico, portava ogni giorno milioni di pendolari e nel fine settimana le famiglie alle dacie.

Dopo il 1991

I treni sovietici hanno continuato a circolare per trent’anni, con le stesse provodnicy e gli stessi podstakanniki, mentre le ferrovie russe introducevano i Sapsan di Siemens sulla Mosca-Pietroburgo nel 2009 e i vagoni con l’aria condizionata; il platskart, che si voleva abolire, è sopravvissuto per la domanda. In Ucraina i treni notturni sono stati nel 2022 il mezzo con cui milioni di persone sono fuggite e con cui i capi di Stato sono arrivati a Kiev.

Curiosità

  • Il podstakannik, il portabicchiere di metallo con il bicchiere di vetro sfaccettato, è ancora l’oggetto simbolo del treno russo: le ferrovie ne usano milioni e ne vendono ai turisti.
  • La «Krasnaja strela», dal 1931, parte da Mosca e da Leningrado alle 23.55 con l’inno della città: il minuto prima di mezzanotte serviva ai funzionari per ottenere il rimborso di un giorno in più di trasferta.
  • Le ferrovie per bambini, con locomotive vere in scala ridotta gestite da pionieri, esistevano in decine di città sovietiche dal 1935; molte funzionano ancora.
  • Il platskart, la carrozza a cuccette aperte da 54 posti, doveva essere abolito più volte: nel 2020 le ferrovie russe hanno rinunciato, perché trasporta ancora due terzi dei passeggeri a lunga percorrenza.

Valutazione critica

Il treno era l’URSS nella sua versione più umana: un luogo dove la penuria produceva condivisione, dove la provodnica era l’unica autorità e il viaggio di tre giorni una sospensione della vita sorvegliata. Era anche il segno di un paese in cui l’aereo era raro e l’automobile un privilegio, e in cui le distanze si vincevano con la pazienza.

Che il platskart e il podstakannik siano sopravvissuti a tutto, e che i treni notturni ucraini siano diventati nel 2022 un simbolo di resistenza, dice che questa eredità appartiene ai passeggeri più che allo Stato.

FAQ – Domande frequenti

Come erano i treni sovietici? Vagoni a cuccette in tre classi, dal platskart aperto al kupé e all’SV, con una cuccettista per vagone, il tè con il portabicchiere di metallo e viaggi di giorni a tariffe molto basse.

Quanto costava un biglietto? Poco: negli anni Ottanta Mosca-Vladivostok in platskart costava una settantina di rubli, meno di metà di uno stipendio mensile, per una settimana di viaggio.

Esistevano treni veloci? La Freccia rossa Mosca-Leningrado dal 1931, l’Aurora dal 1963 a 160 km/h e l’ER200 dal 1984 a 200 km/h, unico caso di alta velocità sovietica; il resto viaggiava a 60-90 chilometri l’ora.

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