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Čeka

Approfondimento storico in una prospettiva critica

La Čeka, «Commissione straordinaria», fu la prima polizia politica sovietica: creata da Lenin il 20 dicembre 1917 e diretta da Feliks Dzeržinskij, in quattro anni di guerra civile fucilò decine di migliaia di persone senza processo, inventò gli ostaggi di classe e i campi di concentramento, e diede al sistema il suo modello. Le sigle cambiarono, GPU, NKVD, KGB; gli agenti si chiamarono «cekisti» fino al 1991, e in Russia si chiamano ancora così.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Čeka
Notte a Mosca: una Volga nera ferma davanti a un portone, due uomini in cappotto scuro.

La nascita

Il 20 dicembre 1917 (7 dicembre del vecchio calendario) il Consiglio dei commissari del popolo istituì la Commissione straordinaria panrussa per la lotta alla controrivoluzione e al sabotaggio, con poteri di indagine e, dal febbraio 1918, di fucilazione sommaria. La guidò Feliks Dzeržinskij, nobile polacco che aveva passato undici anni nelle prigioni zariste e che ne fece un ordine di rivoluzionari «dal cuore ardente, la testa fredda e le mani pulite». In pochi mesi la Commissione ebbe sezioni in ogni provincia, truppe proprie e decine di migliaia di agenti.

Il terrore rosso

Dopo l’attentato a Lenin del 30 agosto 1918 il decreto del 5 settembre proclamò il «terrore rosso»: fucilazione degli «elementi ostili», campi di concentramento per i sospetti, ostaggi da uccidere per rappresaglia. Martyn Lacis, uno dei dirigenti, scrisse che non serviva cercare prove: bastava chiedere a quale classe appartenesse l’imputato. Le stime delle esecuzioni della Čeka tra il 1918 e il 1922 vanno da alcune decine di migliaia a oltre centomila, senza contare le vittime della repressione delle rivolte contadine e di Kronštadt, in cui la Čeka operò con l’esercito.

I metodi

La Čeka introdusse tutto ciò che la polizia politica sovietica avrebbe usato per settant’anni: gli arresti notturni, l’interrogatorio senza avvocato, la rete di informatori, le condanne pronunciate dai propri collegi senza tribunale, la fucilazione nei sotterranei, i campi. Anche le perquisizioni a tappeto, i blocchi ferroviari, la lotta al mercato nero e la persecuzione della Chiesa furono suoi compiti. Le sezioni speciali nell’esercito sorvegliavano gli ufficiali; la sezione estera, dal 1920, avviò lo spionaggio.

Da Čeka a GPU

Nel febbraio 1922, con la fine della guerra civile e la NEP, la Čeka fu sciolta e sostituita dalla Direzione politica statale, GPU, dentro il commissariato dell’interno, con poteri formalmente più limitati: nella pratica cambiò il nome, non la funzione, e nel 1923 la OGPU divenne un organo dell’Unione con diritto di condannare per via amministrativa. Dzeržinskij ne restò a capo fino alla morte, nel 1926, cumulando la carica con la presidenza del Consiglio supremo dell’economia.

Il mito del cekista

La propaganda fece di Dzeržinskij il «cavaliere della rivoluzione» e del cekista l’eroe di un genere: romanzi, film e monumenti celebrarono per settant’anni la polizia politica come scudo del popolo. Il termine «cekista» rimase in uso per gli agenti del KGB e lo è ancora per quelli dell’FSB, che celebra il 20 dicembre come festa professionale; la statua di Dzeržinskij davanti alla Lubjanka, eretta nel 1958 e abbattuta nell’agosto 1991, è periodicamente candidata al ritorno.

Curiosità

  • Dzeržinskij dormiva in ufficio alla Lubjanka e viveva in modo austero: l’immagine dell’asceta rivoluzionario servì a legittimare il terrore come sacrificio.
  • Nel gennaio 1919 la Čeka fucilò a Pietrogrado quattro granduchi Romanov come ostaggi, in risposta all’uccisione di comunisti in Germania.
  • Il primo campo di concentramento sovietico, alle isole Solovki, fu affidato alla OGPU nel 1923: da lì nacque il sistema del Gulag.
  • «Cekista» è ancora il termine con cui i dirigenti russi provenienti dai servizi definiscono se stessi, con orgoglio.

Valutazione critica

La Čeka non fu un eccesso della guerra civile ma la fondazione del potere sovietico: nacque prima della guerra, con Lenin, e le sue pratiche, dall’ostaggio di classe al campo, furono trasmesse intatte ai successori. Il numero delle vittime resta incerto perché non teneva registri; la certezza è che nessuno le chiese mai conto.

La glorificazione del cekista, sopravvissuta all’URSS, è il segno che la Russia non ha mai rotto con questa eredità: un paese che festeggia la propria polizia politica il giorno della sua fondazione dice quale storia ha scelto di raccontare.

FAQ – Domande frequenti

Che cosa significa Čeka? È la sigla di «Črezvyčajnaja komissija», Commissione straordinaria: il nome completo era Commissione straordinaria panrussa per la lotta alla controrivoluzione e al sabotaggio.

Quante persone uccise? Non esistono registri completi: le stime per il 1918-22 vanno da alcune decine di migliaia a oltre centomila fucilati, oltre alle vittime delle operazioni militari contro le rivolte.

Quando fu sciolta? Nel febbraio 1922, sostituita dalla GPU: cambiò il nome e la collocazione, non la funzione, che passò poi all’OGPU, all’NKVD e al KGB.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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