Bandiera sovietica
UNIONESOVIETICA.COM
Storia critica dell’URSS: potere, società e conseguenze
Tutte le macro-categorie
Storia dell’Unione Sovietica Repubbliche sovietiche Demografia dell’URSS Politica e istituzioni Gulag, repressioni e dissenso Società e vita quotidiana Case, quartieri e architettura Religioni e rapporto con le Chiese Economia, risorse minerarie, lavoro e rublo Industria, fabbriche e marchi Treni, ferrovie e trasporti Forze armate, armamenti e deterrenza nucleare Guerre, conflitti e Guerra fredda Spazio, scienza e tecnologia Stampa, giornali, televisione e radio Cultura, spettacolo e sport Leader e personaggi Patto di Varsavia e paesi del blocco orientale Comunismo in Europa e rapporti con il PCI URSS nel mondo: Cuba, Africa e Asia Energia, ambiente e disastri Simboli, oggetti, primati e curiosità Indice completo

Polizia politica

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Čeka, GPU, OGPU, NKVD, MGB, KGB: sotto sigle diverse la polizia politica fu, dal dicembre 1917 al dicembre 1991, la spina dorsale del potere sovietico. Arrestò, deportò e fucilò milioni di persone, amministrò il Gulag, sorvegliò la vita quotidiana e spiò il mondo. Questa pagina ne ricostruisce l’evoluzione, i metodi e l’eredità.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Polizia politica
Notte a Mosca: una Volga nera ferma davanti a un portone, due uomini in cappotto scuro.

Le sigle

La Commissione straordinaria panrussa, Čeka, fu creata il 20 dicembre 1917 sotto la direzione di Feliks Dzeržinskij per combattere «controrivoluzione e sabotaggio»; dal 1922 si chiamò GPU e dal 1923 OGPU. Nel 1934 fu assorbita nel Commissariato del popolo per gli affari interni, NKVD, che gestì il Grande terrore e il Gulag. Dopo varie riorganizzazioni negli anni della guerra, nel 1946 divenne il Ministero della sicurezza di Stato, MGB. Il 13 marzo 1954, un anno dopo la morte di Stalin, nacque il Comitato per la sicurezza dello Stato, KGB, che durò fino allo scioglimento dell’URSS.

Le funzioni

La polizia politica non fu mai un semplice servizio di sicurezza. Reprimeva gli oppositori veri e presunti, sorvegliava la popolazione attraverso una rete di informatori che contava milioni di persone, amministrava i campi di lavoro dal 1930 al 1953, controllava i confini con proprie truppe, conduceva lo spionaggio all’estero, vegliava sull’esercito con i reparti speciali (lo SMERŠ durante la guerra), proteggeva i dirigenti e, negli ultimi decenni, monitorava chiese, intellettuali, minoranze e stranieri. Il KGB arrivò ad avere centinaia di migliaia di dipendenti, truppe di frontiera comprese.

I metodi

Sotto Stalin: arresti notturni, interrogatori alla Lubjanka, l’articolo 58 del codice penale che puniva qualsiasi «attività controrivoluzionaria», torture autorizzate per iscritto dal Comitato centrale nel 1937 e ribadite da Stalin nel 1939, tribunali speciali senza imputato, quote di fucilazione, deportazioni di popoli interi. Dopo il 1953 la violenza di massa cessò e i metodi divennero «profilattici»: colloqui di avvertimento, perdita del lavoro, internamento negli ospedali psichiatrici, processi per «propaganda antisovietica» in base agli articoli 70 e 190-1, confino, espulsione all’estero. All’estero il servizio uccise Trockij in Messico nel 1940 e il nazionalista ucraino Bandera a Monaco nel 1959.

I capi

Dzeržinskij, morto nel 1926, resta il santo patrono dell’istituzione. I suoi successori staliniani finirono quasi tutti fucilati: Jagoda nel 1938, Ežov nel 1940, Berija nel 1953, Abakumov nel 1954. Il KGB fu guidato tra gli altri da Šelepin e Semičastnyj, registi della caduta di Chruščëv, e dal 1967 al 1982 da Jurij Andropov, che dal Comitato passò alla guida del partito. L’ultimo presidente, Vladimir Krjučkov, fu tra gli organizzatori del colpo di Stato dell’agosto 1991 e fu arrestato al suo fallimento.

L’eredità

Il KGB fu sciolto nel dicembre 1991 e diviso tra servizi diversi; in Russia il suo erede interno è dal 1995 l’FSB, in cui hanno fatto carriera molti dirigenti dell’attuale Stato, a cominciare da Vladimir Putin. Nessuna epurazione o «lustrazione» del personale ha avuto luogo, a differenza di quanto avvenuto nei paesi baltici, in Germania e in parte dell’Europa orientale. Gli archivi restano in gran parte chiusi in Russia e aperti in Ucraina, Lituania, Lettonia ed Estonia.

Curiosità

  • La Lubjanka, sede della polizia politica dal 1918, era il palazzo della compagnia di assicurazioni «Rossija», con negozi al pianterreno.
  • La statua di Dzeržinskij davanti alla Lubjanka fu abbattuta dalla folla il 22 agosto 1991; le proposte di rimetterla al suo posto tornano periodicamente.
  • Il 20 dicembre, anniversario della Čeka, è ancora oggi in Russia la «giornata dei lavoratori degli organi di sicurezza».
  • L’emblema del KGB, spada e scudo, è stato ereditato dall’FSB quasi senza modifiche.

Valutazione critica

La continuità è il dato che conta: dal 1917 al 1991 la polizia politica cambiò nome, metodi e dimensione della violenza, ma non la funzione, che era proteggere il partito dai cittadini. Non fu mai sottoposta alla legge, a un parlamento, a un giudice; i suoi crimini non furono mai processati, e i suoi archivi restano nelle mani dei successori.

Il passaggio dal KGB all’FSB senza discontinuità spiega molto della Russia successiva al 1991. La memoria delle vittime, custodita da Memorial fino al suo scioglimento nel 2021, è rimasta un affare dei privati.

FAQ – Domande frequenti

Che differenza c’è tra NKVD e KGB? L’NKVD (1934-1946) fu il ministero dell’interno che comprendeva polizia ordinaria, polizia politica e Gulag nell’epoca del terrore di massa. Il KGB (1954-1991) fu un organismo distinto, dedicato a sicurezza interna, controspionaggio, frontiere e intelligence estera, con metodi meno sanguinari ma capillari.

Quante vittime fece? Tra il 1921 e il 1953 la polizia politica emise circa 800.000 condanne a morte per reati politici e inviò milioni di persone nei campi e nelle deportazioni. Il numero complessivo delle vittime dirette e indirette si conta in milioni.

Il KGB aveva agenti in Occidente? Sì, tra i più efficaci della storia dello spionaggio: dai «cinque di Cambridge» ai fisici del progetto Manhattan, fino ad Aldrich Ames alla CIA e Robert Hanssen all’FBI negli ultimi anni.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

Altri articoli della stessa sottosezione