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Centrali nucleari

Approfondimento storico in una prospettiva critica

L’URSS accese nel 1954 a Obninsk il primo reattore civile del mondo e nel 1986 aveva oltre quaranta reattori per il 12 per cento dell’elettricità, con due famiglie: i VVER ad acqua pressurizzata, esportati a tutto il blocco, e i RBMK derivati dai reattori militari, senza contenimento, uno dei quali esplose a Chernobyl. L’eredità è divisa tra quindici Stati, con l’Ucraina che ha la più grande centrale d’Europa occupata dall’esercito russo dal 2022 e la Russia che con Rosatom vende i reattori dall’Egitto all’Ungheria.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Centrali Nucleari
Giacimento petrolifero siberiano: pompe e torce di gas in una pianura innevata, di notte.

Obninsk e i primi reattori

Il 27 giugno 1954 la centrale di Obninsk, a cento chilometri da Mosca, immise in rete i primi cinque megawatt della storia prodotti da un reattore, un impianto sperimentale nato dal programma militare di Kurčatov; seguirono negli anni Sessanta i primi VVER di Novovoronež, con l’acqua pressurizzata come i reattori occidentali, i reattori veloci di Belojarsk e di Ševčenko sul Caspio, che dissalava l’acqua, e nel 1973 la centrale di Leningrado con il primo RBMK, il reattore a grafite e acqua bollente derivato da quelli per il plutonio, grande, economico e senza il contenimento in cemento che i reattori occidentali avevano.

Le due famiglie

Negli anni Settanta e Ottanta l’URSS costruì in serie i due tipi: i RBMK da mille megawatt a Leningrado, Kursk, Chernobyl dal 1977, Smolensk e Ignalina in Lituania, con i reattori più potenti del mondo nel 1983, e i VVER, più sicuri, in Russia, in Ucraina con Zaporižžja e Rovno, in Armenia a Metsamor, e all’estero in Germania Est, Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria e Finlandia, dove Loviisa fu completata con la strumentazione occidentale; nel 1986 erano in funzione oltre quaranta reattori per il 12 per cento dell’elettricità, con decine in costruzione e il piano che ne prevedeva il raddoppio entro il 1990. La fretta era la norma, e il segreto sugli incidenti anche.

Chernobyl

Il 26 aprile 1986 il quarto reattore RBMK di Chernobyl esplose durante un test, con il difetto di progetto delle barre di controllo e l’assenza di contenimento che il regime conosceva dal 1983 e non aveva corretto: il nucleare sovietico si fermò, con i RBMK modificati, i cantieri sospesi e le centrali in progetto in Crimea, a Rostov e in Bielorussia cancellate dalle proteste della glasnost, mentre Metsamor fu chiusa nel 1989 dopo il terremoto armeno e riaperta nel 1995 per il blocco energetico. Il segreto sugli incidenti precedenti, dal 1975 a Leningrado al 1982 a Chernobyl stesso, emerse dopo.

L’eredità divisa

Il 1991 lasciò i reattori a quattro Stati: la Russia con la maggior parte e gli RBMK ancora in funzione a Leningrado, Kursk e Smolensk fino agli anni Venti, l’Ucraina con quindici reattori per metà dell’elettricità e Chernobyl chiusa nel 2000 sotto pressione occidentale, la Lituania con Ignalina chiusa nel 2009 per entrare nell’Unione europea, l’Armenia con Metsamor; l’Europa orientale ha chiuso i VVER più vecchi con le adesioni e tenuto gli altri. Nel marzo 2022 l’esercito russo ha occupato Zaporižžja, sei reattori e la più grande centrale d’Europa, spenta e usata come base, con l’AIEA sul posto e il rischio permanente.

Rosatom

La Russia ha riunito nel 2007 in Rosatom le bombe, le centrali, il combustibile e i rompighiaccio, e vende i VVER-1200 in Turchia ad Akkuyu, in Egitto a El Dabaa, in Bangladesh, in Ungheria con Paks II finanziato da Mosca, e arricchisce l’uranio di metà del mondo, con le sanzioni che l’hanno risparmiata; costruisce in patria i nuovi reattori e progetta le centrali galleggianti come l’Akademik Lomonosov dell’Artico. L’industria nata a Obninsk e caduta a Chernobyl è oggi il maggior esportatore nucleare del mondo, e il suo argomento più forte in Africa e in Asia.

Curiosità

  • La centrale di Obninsk produsse cinque megawatt dal 1954 e fu spenta nel 2002 dopo quarantotto anni: è oggi un museo, con il reattore visitabile nella città della scienza nucleare.
  • Ignalina, in Lituania, aveva nel 1983 i due RBMK più potenti del mondo, da 1.500 megawatt; l’Unione europea ne impose la chiusura nel 2004 e nel 2009 come condizione d’ingresso, e lo smantellamento durerà fino al 2038.
  • La centrale di Zaporižžja, con sei reattori VVER-1000 per 6.000 megawatt, è la più grande d’Europa: occupata dai russi il 4 marzo 2022 dopo uno scontro a fuoco tra gli impianti, è ferma e presidiata dall’AIEA dal settembre 2022.
  • L’Akademik Lomonosov, la prima centrale nucleare galleggiante del mondo, con due reattori derivati dai rompighiaccio, alimenta dal 2020 la città di Pevek in Čukotka: l’erede delle idee sovietiche sul nucleare artico.

Valutazione critica

Il nucleare sovietico fu pionieristico e temerario: primo al mondo con Obninsk, costruì i reattori più grandi senza il contenimento che avrebbe reso Chernobyl un incidente e non una catastrofe, e nascose gli incidenti finché uno non fu nascondibile. La scelta dei RBMK, economici e derivati dalle bombe, è l’esempio della logica del piano applicata all’atomo.

Zaporižžja occupata e Rosatom che vende i reattori al mondo sono le due facce dell’eredità: una tecnologia che la Russia ha migliorato e che usa, insieme, come ostaggio e come strumento diplomatico.

FAQ – Domande frequenti

Quando fu costruita la prima centrale nucleare? A Obninsk, presso Mosca, con la prima immissione in rete il 27 giugno 1954: cinque megawatt da un reattore sperimentale, la prima centrale civile del mondo, spenta nel 2002 e oggi museo.

Che differenza c’è tra RBMK e VVER? Il RBMK è il reattore a grafite e acqua bollente derivato da quelli militari, grande ed economico ma senza contenimento e con difetti di progetto: quello di Chernobyl; il VVER ad acqua pressurizzata è simile ai reattori occidentali, più sicuro, ed è quello esportato da Rosatom.

Che cosa accade a Zaporižžja? La centrale ucraina, la più grande d’Europa con sei reattori, è occupata dall’esercito russo dal marzo 2022, con i reattori spenti, il personale ucraino sotto controllo russo e gli ispettori dell’AIEA presenti per il rischio di incidente.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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