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Energia

Approfondimento storico in una prospettiva critica

«Il comunismo è il potere sovietico più l’elettrificazione di tutto il paese»: dal piano GOELRO del 1920 alle dighe del Volga e della Siberia, dal carbone al petrolio e al gas, dal primo reattore civile del 1954 a Chernobyl, l’URSS divenne il più grande produttore di energia del mondo e il più sprecone, con un consumo per unità di prodotto doppio dell’Occidente e i prezzi politici che rendevano inutile risparmiare. L’energia pagò la stagnazione e fece la Russia di oggi; le città sovietiche si scaldano ancora con le tubature di allora.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Energia
Giacimento petrolifero siberiano: pompe e torce di gas in una pianura innevata, di notte.

Il GOELRO e le dighe

Nel dicembre 1920 Lenin presentò il piano di elettrificazione GOELRO, trenta centrali in dieci anni, con la frase sul comunismo e la «lampadina di Il’ič» nei villaggi: il primo piano quinquennale costruì la diga del Dnepr, la Dneproges del 1932, la più grande d’Europa, con gli ingegneri americani, e il dopoguerra la cascata del Volga, con le centrali di Kujbyšev e di Volgograd che allagarono città e villaggi, e le giganti siberiane, Bratsk sull’Angara nel 1961-67, Krasnojarsk sull’Enisej nel 1972 e Sajano-Šušenskaja nel 1978, allora la più potente del mondo. L’idroelettrico alimentò l’alluminio siberiano; il carbone e il gas il resto.

Dal carbone al gas

L’URSS passò in trent’anni dal carbone del Donbass al petrolio del Volga e poi al gas della Siberia: nel 1988 produceva 624 milioni di tonnellate di petrolio e 770 miliardi di metri cubi di gas, prima al mondo in entrambi, e 1.700 miliardi di chilowattora di elettricità, seconda dopo gli Stati Uniti, con la rete unificata «Mir» che collegava le repubbliche e i satelliti, gli oleodotti e i gasdotti dalla Siberia all’Europa, il riscaldamento centralizzato che scaldava le città intere con le tubature dalle centrali. L’energia era un diritto e un dono del piano; gli utenti non pagavano quasi nulla e non spegnevano mai.

Il nucleare

La centrale di Obninsk del 1954 fu il primo reattore civile del mondo, e negli anni Settanta e Ottanta l’URSS costruì i reattori RBMK, derivati da quelli per il plutonio, e i VVER ad acqua pressurizzata in tutta l’Unione e nell’Est, con 45 reattori nel 1986 per il 12 per cento dell’elettricità; il disastro di Chernobyl dell’aprile 1986, con il reattore RBMK progettato senza contenimento, fermò i cantieri e mostrò il prezzo della fretta e del segreto. Rosatom ha ereditato l’industria e vende oggi i VVER dall’Egitto alla Turchia, mentre Zaporižžja, la centrale più grande d’Europa, è occupata dall’esercito russo dal 2022.

Lo spreco

L’economia sovietica consumava per ogni unità di prodotto il doppio dell’energia di quelle occidentali, e la Russia di oggi ancora una volta e mezza: i prezzi politici del gas e dell’elettricità, l’industria pesante, le tubature del riscaldamento che perdevano un terzo del calore lungo le strade, le finestre aperte d’inverno per regolare il termosifone senza valvola, le fabbriche che tenevano le luci accese per la norma. Il petrolio e il gas esportati pagavano il grano e la tecnologia, e in patria erano regalati: l’energia più abbondante del mondo era usata come se non finisse mai.

Dopo il 1991

L’energia fu il bottino delle privatizzazioni, dalla Gazprom di Černomyrdin ai giacimenti di Chodorkovskij e di Abramovič, e poi lo strumento dello Stato con Putin, con la rinazionalizzazione e i gasdotti verso l’Europa usati come arma dal 2006 con l’Ucraina fino al 2022; le tariffe interne sono cresciute e la rete è invecchiata, con i blackout e le esplosioni delle tubature negli inverni. L’URSS aveva costruito il sistema energetico più grande del mondo per dare energia gratis a chi non la risparmiava; la Russia lo usa per pagare la guerra e per ricattare i vicini.

Curiosità

  • Lenin pronunciò la formula «il comunismo è il potere sovietico più l’elettrificazione di tutto il paese» al congresso dei soviet del dicembre 1920 presentando il piano GOELRO, con le mappe illuminate che assorbivano tanta corrente da spegnere le luci di Mosca.
  • La diga di Sajano-Šušenskaja, la più potente dell’URSS con 6.400 megawatt, subì il 17 agosto 2009 la rottura di una turbina che allagò la sala macchine e uccise 75 operai: il più grave incidente idroelettrico russo.
  • Le città sovietiche erano scaldate dal teleriscaldamento, con l’acqua calda pompata dalle centrali attraverso chilometri di tubature: il riscaldamento si accendeva e si spegneva per decreto in date fisse, e la temperatura si regolava aprendo le finestre.
  • Nel 1990 l’URSS produceva più energia di qualsiasi paese e il suo consumo per unità di prodotto era il doppio di quello americano e il triplo di quello giapponese: l’energia gratuita era la più sprecata.

Valutazione critica

L’energia fu il successo più concreto del sistema sovietico, con le dighe, i gasdotti e il primo reattore civile, e la prova più chiara del suo difetto: senza prezzi, il paese più ricco di energia la sprecava come nessuno, e con le esportazioni pagava ciò che il piano non sapeva produrre. Chernobyl e le tubature che perdono sono i due volti della stessa fretta.

La Russia che ha ereditato il sistema lo usa come arma e non lo rinnova: la dipendenza dell’Europa dal gas fino al 2022 e i blackout degli inverni russi sono le due eredità, e la seconda durerà di più.

FAQ – Domande frequenti

Che cos’era il piano GOELRO? Il piano di elettrificazione dell’intero paese presentato da Lenin nel dicembre 1920, con trenta centrali in dieci anni: il primo piano economico sovietico e l’origine della formula sul comunismo come potere sovietico più elettrificazione.

Quanta energia produceva l’URSS? Nel 1988 era il primo produttore mondiale di petrolio con 624 milioni di tonnellate e di gas con 770 miliardi di metri cubi, e il secondo di elettricità con 1.700 miliardi di chilowattora; 45 reattori nucleari fornivano il 12 per cento della corrente.

Perché l’URSS sprecava tanta energia? Perché i prezzi erano politici e quasi nulli, l’industria pesante era energivora e il teleriscaldamento senza regolazione disperdeva il calore: il consumo per unità di prodotto era il doppio di quello occidentale.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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