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Crisi dei missili di Cuba

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Tredici giorni, dal 16 al 28 ottobre 1962, in cui il mondo fu più vicino che mai alla guerra nucleare: Chruščëv aveva mandato in segreto a Cuba 42.000 soldati e i missili con le testate, l’U-2 li fotografò, Kennedy impose il blocco navale, un aereo fu abbattuto e un sottomarino sovietico con un siluro atomico fu bombardato a profondità con le cariche di segnalazione mentre un ufficiale, Archipov, rifiutava di lanciare. Chruščëv ritirò i missili in cambio dell’impegno americano a non invadere Cuba e della promessa segreta sui missili in Turchia; Castro non fu consultato e voleva il primo colpo.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Crisi dei Missili di Cuba
Il Malecón dell’Avana con le auto americane anni Cinquanta e una nave sovietica al largo.

La decisione

Nel maggio 1962 Chruščëv decise l’operazione «Anadyr»: piazzare a Cuba i missili a medio raggio R-12 e R-14 con le testate, i bombardieri, i missili antiaerei e 42.000 soldati, per proteggere Castro da una seconda invasione, per compensare l’inferiorità strategica rivelata dagli americani e per rispondere ai missili Jupiter in Turchia. Il trasporto avvenne in segreto con 85 navi tra luglio e ottobre, con i soldati stipati sotto coperta e i missili travestiti da macchine agricole; gli americani, avvertiti dagli esuli, non credettero fino alle fotografie.

Le fotografie e il blocco

Il 14 ottobre un U-2 fotografò le rampe in costruzione a San Cristóbal e il 16 Kennedy riunì il comitato esecutivo, l’ExComm, che discusse per una settimana tra l’attacco aereo, l’invasione e il blocco: il 22 ottobre il presidente annunciò alla televisione la «quarantena» navale e chiese il ritiro dei missili, e le forze americane passarono al DEFCON 2, l’unica volta nella storia. Le navi sovietiche si fermarono davanti alla linea il 24, i missili a Cuba erano quasi pronti e il Cremlino discuteva; Castro scrisse il 26 a Chruščëv di colpire per primo in caso di invasione.

Il sabato nero

Il 27 ottobre un U-2 fu abbattuto su Cuba da un missile sovietico sparato senza l’ordine di Mosca, con la morte del maggiore Anderson, un altro U-2 sconfinò per errore in Siberia, e nell’Atlantico i cacciatorpediniere americani costrinsero a emergere con le cariche di segnalazione il sottomarino B-59, che aveva a bordo un siluro nucleare e nessun contatto con Mosca: il comandante voleva lanciarlo e il capitano di vascello Vasilij Archipov, che aveva il potere di veto, rifiutò. La sera Robert Kennedy incontrò l’ambasciatore Dobrynin e offrì l’impegno a non invadere Cuba e, in segreto, il ritiro dei Jupiter dalla Turchia.

Il ritiro

La mattina del 28 ottobre Radio Mosca trasmise la lettera di Chruščëv che annunciava lo smantellamento dei missili in cambio della garanzia americana: la crisi era finita, con Castro furioso perché non era stato consultato e Mikojan mandato all’Avana per convincerlo a restituire anche le testate tattiche, che gli americani non sapevano fossero sull’isola, con l’autonomia iniziale ai comandanti locali di usarle. I Jupiter furono ritirati in silenzio nell’aprile 1963, la linea diretta e il trattato sui test seguirono, e Chruščëv fu deposto due anni dopo anche per l’«avventura».

Le lezioni

Le conferenze del 1989-92 tra i protagonisti, con gli archivi, hanno rivelato ciò che i due governi non sapevano: le testate tattiche a Cuba, l’ordine mancato per l’U-2, il sottomarino di Archipov, la lettera di Castro; la crisi divenne il caso di scuola della deterrenza, con il segreto sui Jupiter che fece credere a una vittoria americana pura e diede alla Russia la lezione del bluff. Sessant’anni dopo le minacce nucleari russe in Ucraina hanno riportato il 1962 nei discorsi, con la differenza che nessun Archipov è garantito.

Curiosità

  • Vasilij Archipov, il capitano di vascello che il 27 ottobre 1962 impedì il lancio del siluro nucleare dal sottomarino B-59, era il sopravvissuto del K-19 dell’anno prima; la sua storia è emersa nel 2002 e nel 2017 gli è stato conferito postumo un premio per aver «salvato il mondo».
  • Le forze strategiche americane passarono al DEFCON 2 il 24 ottobre 1962, il livello più alto mai raggiunto, con i bombardieri in volo continuo e i missili pronti; il comandante dello SAC lo annunciò in chiaro perché i sovietici lo sentissero.
  • Castro scrisse a Chruščëv il 26 ottobre che in caso di invasione l’URSS avrebbe dovuto colpire per prima gli Stati Uniti con le armi nucleari; Chruščëv gli rispose che era «una follia» e lo tenne fuori dai negoziati.
  • I soldati sovietici viaggiarono verso Cuba stipati nelle stive delle navi mercantili per settimane, con gli abiti invernali per depistare: il nome dell’operazione, Anadyr, è quello di un fiume artico.

Valutazione critica

La crisi di Cuba fu il momento in cui il sistema sovietico rischiò il mondo per un bluff: Chruščëv mandò i missili in segreto per compensare un’inferiorità e per proteggere un alleato, e il ritiro fu la sconfitta che gli costò il posto, con la promessa segreta sulla Turchia a salvare la faccia. La guerra fu evitata da Kennedy che scelse il blocco, da Chruščëv che scelse il ritiro, e da un ufficiale in un sottomarino senza radio.

La lezione russa, che l’America cede se si tratta in segreto, è stata imparata meglio di quella americana, e le minacce nucleari di oggi ne sono la ripetizione senza il ritiro.

FAQ – Domande frequenti

Perché Chruščëv mandò i missili a Cuba? Per proteggere Castro da un’invasione americana, per compensare l’inferiorità strategica sovietica rivelata da Kennedy e per rispondere ai missili Jupiter schierati in Turchia: l’operazione Anadyr, decisa nel maggio 1962, portò a Cuba in segreto 42.000 soldati e i missili.

Come finì la crisi? Il 28 ottobre 1962 Chruščëv annunciò il ritiro dei missili in cambio dell’impegno americano a non invadere Cuba e della promessa segreta di ritirare i Jupiter dalla Turchia, mantenuta nell’aprile 1963; Castro non fu consultato.

Chi era Vasilij Archipov? L’ufficiale sovietico che il 27 ottobre 1962, sul sottomarino B-59 bombardato dagli americani con cariche di segnalazione, rifiutò di autorizzare il lancio del siluro nucleare: la sua decisione è considerata quella che evitò la guerra.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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