Bandiera sovietica
UNIONESOVIETICA.COM
Storia critica dell’URSS: potere, società e conseguenze
Tutte le macro-categorie
Storia dell’Unione Sovietica Repubbliche sovietiche Demografia dell’URSS Politica e istituzioni Gulag, repressioni e dissenso Società e vita quotidiana Case, quartieri e architettura Religioni e rapporto con le Chiese Economia, risorse minerarie, lavoro e rublo Industria, fabbriche e marchi Treni, ferrovie e trasporti Forze armate, armamenti e deterrenza nucleare Guerre, conflitti e Guerra fredda Spazio, scienza e tecnologia Stampa, giornali, televisione e radio Cultura, spettacolo e sport Leader e personaggi Patto di Varsavia e paesi del blocco orientale Comunismo in Europa e rapporti con il PCI URSS nel mondo: Cuba, Africa e Asia Energia, ambiente e disastri Simboli, oggetti, primati e curiosità Indice completo

Cuba in Africa

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Tra il 1975 e il 1991 oltre 300.000 cubani combatterono in Africa, con 36.000 soldati mandati in Angola in due mesi nel 1975 per fermare i sudafricani, 17.000 in Etiopia nel 1978 per l’Ogaden, e i medici, i maestri e i consiglieri da Algeri a Maputo: l’intervento militare più grande di un paese latinoamericano fuori dal continente, deciso da Castro e sostenuto dalla logistica sovietica, con 2.000 caduti e la battaglia di Cuito Cuanavale del 1988 che portò all’indipendenza della Namibia. Mandela ringraziò l’Avana; Mosca pagò e non decise.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Cuba in Africa
Il Malecón dell’Avana con le auto americane anni Cinquanta e una nave sovietica al largo.

Le origini

Cuba scelse l’Africa prima di Mosca: nel 1963 mandò un battaglione in Algeria contro il Marocco, nel 1965 Che Guevara passò sette mesi nel Congo con i ribelli di Lumumba e ne uscì sconfitto, e negli anni Sessanta i cubani addestrarono i guerriglieri della Guinea-Bissau, del Congo-Brazzaville e dell’Angola; Castro vedeva nell’Africa la rivoluzione che l’America Latina non faceva, con il legame delle origini afrocubane e il rifiuto di essere il satellite che si limitava allo zucchero. L’URSS forniva le armi ai movimenti; i cubani le insegnavano a usare.

Angola 1975

Con l’indipendenza angolana fissata per l’11 novembre 1975 e l’MPLA di Neto assediato dalle colonne sudafricane da sud e dallo Zaire da nord, Castro decise da solo l’operazione «Carlota», dal nome di una schiava ribelle: dal 5 novembre le forze speciali e poi 36.000 soldati arrivarono in due mesi con i voli della Cubana e le navi, e fermarono i sudafricani a Ebo e i nordisti a Quifangondo, con Luanda salvata e l’MPLA al potere. Mosca, sorpresa, fornì poi i ponti aerei, le armi e i consiglieri; gli americani, dopo il Vietnam, videro il Congresso vietare gli aiuti alla CIA con l’emendamento Clark.

Etiopia 1978

Nell’autunno 1977, quando l’URSS abbandonò la Somalia per l’Etiopia di Mengistu invasa nell’Ogaden, Castro mandò 17.000 soldati con i carri, guidati dal generale Ochoa, che nel febbraio-marzo 1978 con i generali sovietici e il ponte aereo di Mosca cacciarono i somali da Jijiga e dall’Ogaden; rifiutò invece di combattere gli eritrei, che i cubani avevano aiutato negli anni Sessanta. L’Etiopia fu l’intervento in cui la direzione fu sovietica e la carne cubana, e in cui il regime di Mengistu, con il Terrore rosso, imbarazzò anche L’Avana.

Cuito Cuanavale e la Namibia

La guerra angolana durò con il Sudafrica e l’UNITA di Savimbi, e tra il novembre 1987 e il marzo 1988 la battaglia di Cuito Cuanavale, con 55.000 cubani sul terreno, i MiG-23 e l’avanzata cubana verso la Namibia, fermò l’offensiva sudafricana e portò ai negoziati: gli accordi di New York del dicembre 1988 tra Angola, Cuba e Sudafrica fissarono il ritiro cubano entro il 1991 e l’indipendenza della Namibia, avvenuta nel marzo 1990, con la fine dell’apartheid sudafricano che seguì. Cuba contò ufficialmente 2.077 caduti in Angola; l’ultimo soldato rientrò nel maggio 1991.

L’eredità

Mandela, liberato nel 1990, andò all’Avana nel 1991 a ringraziare Castro per Cuito Cuanavale; il generale Ochoa, l’eroe dell’Angola, fu fucilato nel 1989 con un processo per traffico di droga che molti lessero come una purga. I medici cubani in Africa, decine di migliaia, continuano l’«internazionalismo» in forma civile e pagata; l’intervento militare, sostenuto con i mezzi sovietici e deciso dall’Avana, fu l’unica guerra vinta dal blocco sovietico nel Terzo mondo, e l’URSS ne raccolse i frutti fino a quando esistette.

Curiosità

  • L’operazione «Carlota» del 1975 prese il nome da una schiava che aveva guidato una rivolta a Cuba nel 1843; i primi soldati partirono per Luanda sui Britannia della Cubana de Aviación con gli scali in Barbados e a Bissau.
  • Che Guevara fu nel Congo dall’aprile al novembre 1965 con un centinaio di cubani: nel diario scrisse che era «la storia di un fallimento» e che i ribelli congolesi non volevano combattere.
  • Il generale Arnaldo Ochoa, comandante in Angola e in Etiopia ed Eroe della Repubblica di Cuba, fu processato nel giugno 1989 per narcotraffico e fucilato il 13 luglio con altri tre ufficiali: la «causa numero 1» tolse a Castro il rivale più popolare.
  • Nelson Mandela disse nel 1991 all’Avana che Cuito Cuanavale era stata «il punto di svolta per la liberazione del nostro continente»: il ruolo cubano nella fine dell’apartheid è riconosciuto dall’ANC e negato dall’Occidente.

Valutazione critica

L’intervento cubano in Africa fu l’unico successo militare del campo sovietico nel Terzo mondo e non fu deciso da Mosca: Castro usò le armi dell’URSS per una politica propria, con un prezzo in vite che il regime celebrò e non contò, e con risultati, la Namibia e la fine dell’apartheid, che l’Occidente ha faticato a riconoscere. L’URSS pagò, fornì e seguì; la storia la scrissero i cubani, e l’Etiopia di Mengistu ne è la pagina scura.

La fucilazione di Ochoa e i medici in affitto di oggi sono la fine dell’internazionalismo: un regime che aveva mandato i soldati in Africa liquidò il suo generale e vende i suoi dottori.

FAQ – Domande frequenti

Quanti cubani combatterono in Africa? Oltre 300.000 tra il 1975 e il 1991, con 36.000 soldati in Angola nel 1975-76, 55.000 al culmine nel 1988 e 17.000 in Etiopia nel 1978; i caduti ufficiali in Angola furono 2.077.

Fu l’URSS a mandare i cubani? No: la decisione dell’operazione Carlota del 1975 fu di Castro, che informò Mosca a cose fatte; l’URSS fornì poi le armi, i ponti aerei e i consiglieri, e in Etiopia diresse le operazioni.

Che cosa fu Cuito Cuanavale? La battaglia del 1987-88 in Angola tra cubani, angolani e sudafricani, che fermò l’offensiva del Sudafrica e portò agli accordi di New York del 1988 con il ritiro cubano e l’indipendenza della Namibia nel 1990.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

Altri articoli della stessa sottosezione