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Kuzbass

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Il Kuzbass, il bacino del Kuzneck in Siberia occidentale, fu aperto dal primo piano quinquennale come seconda base carbonifera dell’Unione, legato a Magnitogorsk da duemila chilometri di ferrovia e scavato anche dai detenuti del Siblag; nel luglio 1989 i suoi minatori iniziarono il primo sciopero di massa dell’URSS. Oggi fornisce quasi due terzi del carbone russo dalle miniere a cielo aperto, con la neve nera di Kemerovo e le città che ne respirano la polvere.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Kuzbass
Città mineraria del Donbass: torri dei pozzi, cumuli di scorie, minatori che tornano a casa al tramonto.

La seconda base carbonifera

Il carbone del Kuzneck era noto dal Settecento e sfruttato dall’Ottocento, ma la sua storia sovietica cominciò nel 1930 con il Combinato Ural-Kuzneck, il progetto che univa il ferro degli Urali al carbone siberiano con treni che viaggiavano carichi in entrambe le direzioni, e con l’acciaieria di Kuzneck, inaugurata nel 1932 a Stalinsk, oggi Novokuzneck, celebrata da Majakovskij. Negli anni Venti la regione aveva ospitato la Colonia industriale autonoma, l’esperimento di operai stranieri, americani e olandesi, guidati dall’ingegnere Rutgers, chiuso nel 1927.

Il carbone e il Gulag

Il Siblag, con decine di migliaia di detenuti, e i deportati degli anni Trenta e Quaranta scavarono una parte delle miniere e costruirono le città; durante la guerra il Kuzbass sostituì il Donbass occupato come principale fonte di carbone e di acciaio, con le fabbriche evacuate e i turni infiniti. Nel dopoguerra la regione di Kemerovo crebbe fino a tre milioni di abitanti, con Novokuzneck, Kemerovo, Prokop’evsk e Meždurečensk e una produzione che superò i 150 milioni di tonnellate negli anni Ottanta.

Il luglio 1989

Il 10 luglio 1989 i minatori della miniera Ševiakova di Meždurečensk rifiutarono di scendere per le condizioni di lavoro e la mancanza di sapone e di cibo; in una settimana l’intero Kuzbass era fermo, con i comitati di sciopero nelle piazze, l’ordine mantenuto dai minatori stessi e la vodka vietata dai comitati. Lo sciopero si estese al Donbass e a Vorkuta, Gorbačëv accettò le rivendicazioni, e il Kuzbass divenne il centro del movimento operaio indipendente che nel 1991 sostenne El’cin e chiese le dimissioni del presidente sovietico.

Dopo il 1991

Le miniere sotterranee furono chiuse a decine negli anni Novanta, con i minatori senza salario che bloccavano la Transiberiana nel 1998; poi il carbone ripartì con le miniere a cielo aperto e l’esportazione, e il Kuzbass è diventato il cuore carbonifero della Russia, con oltre duecento milioni di tonnellate l’anno. Il governatore Tuleev, dal 1997 al 2018, governò la regione come un feudo, fino all’incendio del centro commerciale di Kemerovo del 2018, con sessanta morti, che lo costrinse alle dimissioni.

Il prezzo

Le miniere a cielo aperto hanno divorato i villaggi e i boschi, la polvere di carbone copre le città e nel 2019 la neve nera di Kemerovo e di Prokop’evsk ha fatto il giro del mondo; le esplosioni nelle miniere sotterranee continuano, con i 91 morti di Raspadskaja nel 2010 e i 51 di Listvjažnaja nel 2021. Il Kuzbass vive di un carbone che il mondo compra sempre meno, e le sanzioni e le ferrovie sature verso l’Asia ne minacciano il futuro.

Curiosità

  • Il Combinato Ural-Kuzneck del 1930 faceva viaggiare i treni per duemila chilometri con il ferro degli Urali verso il Kuzbass e il carbone del Kuzbass verso Magnitogorsk: l’economia pianificata in movimento.
  • La Colonia industriale autonoma del Kuzbass, dal 1922 al 1927, riunì centinaia di operai americani, olandesi e tedeschi venuti a costruire il socialismo: molti furono poi arrestati nel Grande terrore.
  • Nel luglio 1989 i comitati di sciopero del Kuzbass vietarono la vendita di alcolici e organizzarono pattuglie: per due settimane le città minerarie furono governate dai minatori.
  • Nel febbraio 2019 le fotografie della neve nera di Kemerovo, coperta dalla polvere delle miniere a cielo aperto, fecero il giro del mondo: le autorità la ridipinsero di bianco in un cortile.

Valutazione critica

Il Kuzbass fu costruito dal piano, dal Gulag e dalla guerra, e fu la regione che nel 1989 mostrò al sistema che la classe operaia non gli apparteneva: lo sciopero per il sapone fu il momento in cui l’URSS scoprì di non avere più il consenso dei suoi minatori. Trent’anni dopo la regione vive dello stesso carbone, con gli stessi morti e una polvere in più.

Il feudo di Tuleev e le miniere a cielo aperto sono la versione post-sovietica del Combinato Ural-Kuzneck: la stessa logica della quantità, senza nemmeno il piano.

FAQ – Domande frequenti

Dove si trova il Kuzbass? Nella Siberia occidentale, nella regione di Kemerovo, tra Novosibirsk e l’Altaj: il bacino del Kuzneck, la principale regione carbonifera della Russia.

Che cosa accadde nel luglio 1989? Il primo sciopero di massa dell’URSS: iniziato il 10 luglio a Meždurečensk per il sapone e le condizioni di lavoro, coinvolse in due settimane tutto il Kuzbass e poi il Donbass e Vorkuta.

Quanto carbone produce oggi? Oltre duecento milioni di tonnellate l’anno, quasi due terzi del carbone russo, in gran parte da miniere a cielo aperto, con gravi conseguenze ambientali.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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