Artek
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Fondato nel 1925 sulla costa della Crimea come campo per bambini malati di tubercolosi, Artek divenne il campo dei pionieri più famoso del mondo: il premio per i migliori scolari dell’Unione, la vetrina per le delegazioni straniere, il luogo dove nel 1983 arrivò la piccola americana Samantha Smith. Passato all’Ucraina e quasi fallito, è tornato con l’annessione del 2014 il centro dell’educazione patriottica russa, e ospita bambini dei territori ucraini occupati.
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Le origini
Il campo aprì il 16 giugno 1925 sulla spiaggia di Gurzuf, ai piedi del monte Aju-Dag, per iniziativa di Zinovij Solov’ëv, dirigente della Croce rossa sovietica, con ottanta bambini in tende e un programma di cure per la tubercolosi: sole, mare, latte e riposo. Negli anni Trenta le tende diventarono padiglioni, il campo passò al Comitato centrale del Komsomol e i bambini furono scelti tra i pionieri più meritevoli; durante la guerra fu evacuato nell’Altaj, e nel dopoguerra ricostruito e ampliato fino a dieci campi con oltre tremila posti per turno.
Il campo modello
Artek era il vertice della piramide dei campi: vi si arrivava per aver vinto un’olimpiade, salvato una vita o raccolto più carta straccia di tutti, oppure con una raccomandazione; i turni ospitavano delegazioni di bambini dai paesi socialisti e dai partiti amici, e le visite di cosmonauti, campioni, scrittori e dirigenti erano continue. La vita seguiva il rito dei pionieri con mezzi migliori: divise proprie, un palazzo dello sport, una scuola per i turni scolastici, la spiaggia sotto la Roccia dei pini. L’«artekovec» tornava a casa con un distintivo e una reputazione.
Samantha Smith
Nel luglio 1983 Samantha Smith, dieci anni, del Maine, fu invitata da Andropov in URSS dopo avergli scritto una lettera sulla pace: il suo soggiorno ad Artek, con la divisa dei pionieri e i bambini sovietici, fu trasmesso in tutto il mondo e usato dalla propaganda dei due paesi nel momento più teso della Guerra fredda. Morì in un incidente aereo nel 1985; ad Artek le fu dedicato un viale, e in URSS un francobollo.
Da Ucraina a Russia
Con il 1991 Artek passò all’Ucraina, che ne fece un centro internazionale per l’infanzia con turni a pagamento; nel 2009 il campo fallì e chiuse per mesi. Dopo l’annessione della Crimea nel 2014 la Russia lo ha ricostruito con centinaia di milioni di rubli, riportandolo a oltre tremila posti per turno e facendone il centro dell’educazione patriottica, con visite di Putin, programmi militari e turni per i bambini «meritevoli» di tutta la Russia; dal 2022 vi arrivano gruppi di bambini dai territori ucraini occupati, e il direttore è sotto sanzioni europee.
Il mito
Per generazioni di sovietici Artek è rimasto il sogno dell’infanzia, il luogo in cui tutto funzionava e il mare era di tutti; per gli ospiti stranieri, la dimostrazione che il socialismo amava i bambini. Il mito era vero e costruito insieme: Artek funzionava perché era la vetrina, e la vetrina serviva a non guardare i campi delle fabbriche. La sua parabola, da campo per malati a strumento di propaganda a campo di guerra, è quella del paese.
Curiosità
- Il nome viene dal fiume Artek, che scende dall’Aju-Dag; la leggenda popolare lo faceva derivare dalle quaglie, «artyki» in tataro, che si fermavano sulla spiaggia.
- Tra gli ospiti di Artek ci furono Gagarin, che vi tornò più volte, Indira Gandhi, Ho Chi Minh, Jean-Paul Belmondo e Fidel Castro.
- Nei suoi cento anni Artek ha ospitato oltre un milione e mezzo di bambini; il record annuale, nel 1985, fu di 27.000 ospiti.
- La lettera di Samantha Smith ad Andropov chiedeva se l’URSS volesse la guerra: la risposta del segretario generale fu pubblicata sulla Pravda.
Valutazione critica
Artek fu la migliore versione dell’infanzia sovietica e la prova che il sistema sapeva fare bene le cose che potevano essere mostrate: ai bambini scelti dava mare, amicizia e orgoglio, al mondo l’immagine di uno Stato che amava i bambini, mentre la gerarchia dell’accesso ripeteva quella di tutto il resto.
Il suo uso attuale, con l’educazione patriottica e i bambini ucraini portati in Crimea, mostra che la vetrina è tornata a servire a ciò per cui era stata costruita, in una versione che nessun mito riesce a coprire.
FAQ – Domande frequenti
Dove si trova Artek? Sulla costa meridionale della Crimea, presso Gurzuf, tra Jalta e Alušta, ai piedi del monte Aju-Dag.
Chi poteva andarci? I pionieri premiati per meriti scolastici, sportivi o civici, i figli di dirigenti raccomandati e le delegazioni di bambini stranieri; il campo ospitava oltre tremila bambini per turno.
Che cos’è oggi? Un centro internazionale per l’infanzia gestito dalla Russia dopo l’annessione della Crimea, usato per l’educazione patriottica e per ospitare bambini dai territori ucraini occupati; il suo direttore è sotto sanzioni dell’Unione europea.
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