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Carri armati

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Il T-34, il carro che vinse la guerra con oltre 80.000 esemplari, il T-54/55 costruito in centomila copie, il più diffuso della storia, il T-72 esportato a mezzo mondo: l’Unione Sovietica pensava la guerra con i carri e ne aveva 53.000 negli anni Ottanta, più di tutta la NATO, pronti a puntare sul Reno. Uralvagonzavod, Char’kov e Omsk li sfornavano a migliaia; nel 2022 i loro eredi sono bruciati a migliaia in Ucraina.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Carri Armati
Colonna di mezzi corazzati e fanteria su una strada fangosa durante un’esercitazione autunnale.

Gli anni Trenta e il T-34

Negli anni Trenta l’URSS costruì più carri di tutto il mondo insieme, i T-26 e i BT veloci derivati dai progetti dell’americano Christie, e li perse quasi tutti nel 1941; ma a Char’kov il progettista Michail Koškin, morto nel 1940, aveva creato il T-34, con la corazza inclinata, il cannone da 76 e poi da 85 millimetri, il motore diesel e la semplicità di produzione: le fabbriche evacuate a Nižnij Tagil, Čeljabinsk e Gor’kij ne costruirono oltre 80.000 con le donne e i ragazzi alle catene, e il carro «migliore del mondo» secondo i generali tedeschi decise Kursk e arrivò a Berlino. I pesanti KV e IS, con il cannone da 122, completarono la forza.

Il dopoguerra

Il T-54 del 1947 e il T-55 del 1958, con il cannone da 100 e la sagoma bassa, furono prodotti in circa centomila esemplari, il carro più costruito della storia, e armarono l’intero blocco e mezzo Terzo mondo: sono i carri di Budapest nel 1956, di Praga nel 1968, del Medio Oriente e ancora oggi di decine di eserciti. Il T-62 del 1961 introdusse il cannone a canna liscia; il T-64 del 1964, di Char’kov, il caricatore automatico e la corazza composita, con equipaggio ridotto a tre.

Il T-72 e il T-80

Il T-72 del 1973, la versione semplificata e più affidabile del T-64 prodotta a Nižnij Tagil, divenne il carro sovietico per eccellenza con oltre 25.000 esemplari e le licenze in Polonia, Cecoslovacchia, Jugoslavia, India e Iraq; il T-80 del 1976, con la turbina a gas, fu il carro d’élite dei gruppi di forze in Germania. La dottrina prevedeva l’attacco in massa attraverso la Germania con migliaia di carri in ondate successive, e l’URSS ne teneva 53.000 nel 1985, con la NATO che contava sulla tecnologia e sulle armi anticarro per fermarli.

Le fabbriche e il costo

La Uralvagonzavod di Nižnij Tagil, la fabbrica di Malyšev a Char’kov e gli stabilimenti di Omsk e di Leningrado produssero negli anni Settanta e Ottanta migliaia di carri l’anno, con una spesa che nessuna economia avrebbe sostenuto e con i carri parcheggiati a migliaia nei depositi degli Urali; il carro sovietico era semplice, basso, con l’equipaggio stipato e le munizioni intorno alla torretta, un difetto che nel 1991 in Iraq e nel 2022 in Ucraina ha fatto saltare le torrette in aria con i «jack-in-the-box» che i video hanno reso celebri.

Dopo il 1991

La Russia ereditò decine di migliaia di carri, ne demolì una parte con i trattati e ne tenne migliaia nei depositi; il T-90 del 1992 e l’Armata del 2015, mai prodotto in serie, sono gli eredi. In Ucraina dal 2022 la Russia ha perso, secondo i conteggi visivi, oltre tremila carri, e ha riportato in servizio i T-62 e i T-55 dei depositi; l’Ucraina combatte con i T-64 di Char’kov e con i carri occidentali. Il carro sovietico, che doveva arrivare al Reno, brucia nel Donbass.

Curiosità

  • Il T-34 fu costruito in oltre 80.000 esemplari, con il T-34-85; a Nižnij Tagil le catene di montaggio della Uralvagonzavod ne producevano uno ogni trenta minuti nel 1944.
  • Il T-54/55, con circa centomila esemplari tra URSS, Cecoslovacchia, Polonia e Cina, è il carro armato più prodotto della storia ed è ancora in servizio in decine di paesi.
  • Nel 1985 l’URSS aveva circa 53.000 carri armati, contro i 20.000 della NATO: per la dottrina sovietica la superiorità di tre a uno era la condizione dell’attacco.
  • Le torrette dei T-72 che saltano in aria in Ucraina, il «jack-in-the-box», dipendono dal caricatore automatico che tiene le munizioni sotto l’equipaggio: un difetto noto dal 1991.

Valutazione critica

I carri armati furono la fede dell’esercito sovietico: il T-34 la giustificò, vincendo la guerra con la semplicità e i numeri, e i cinquant’anni successivi la trasformarono in ossessione, con decine di migliaia di mezzi costruiti per una guerra che non venne e pagati da un’economia che non poteva. Il carro sovietico era una macchina da esportazione perfetta, economica e brutale, con l’equipaggio come parte sacrificabile.

Le torrette in aria in Ucraina sono la conclusione di quella logica: un progetto che non ha mai messo i tre uomini dentro tra le priorità.

FAQ – Domande frequenti

Quanti carri armati aveva l’URSS? Circa 53.000 negli anni Ottanta, più di tutti gli eserciti della NATO insieme, in gran parte T-55, T-62, T-64, T-72 e T-80.

Qual è il carro sovietico più famoso? Il T-34 della seconda guerra mondiale, prodotto in oltre 80.000 esemplari e considerato il miglior carro del conflitto; il T-54/55 del dopoguerra è il più prodotto della storia.

Perché i carri russi esplodono in Ucraina? Perché il caricatore automatico dei T-72 e dei T-80 tiene le munizioni sotto la torretta: un colpo che le raggiunge fa saltare la torretta con l’equipaggio, come già in Iraq nel 1991.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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