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Marina

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Da flotta costiera a marina oceanica in trent’anni: sotto l’ammiraglio Gorškov, dal 1956 al 1985, l’URSS costruì la più grande flotta di sommergibili del mondo, gli incrociatori nucleari Kirov e le portaerei Kiev, con le basi a Cuba, in Vietnam e in Siria, per sfidare la US Navy su tutti gli oceani. La marina sovietica non combatté mai una battaglia navale, perse i suoi uomini negli incidenti dei sommergibili e nel 2022 l’incrociatore Moskva è affondato davanti a Odessa.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Marina
Colonna di mezzi corazzati e fanteria su una strada fangosa durante un’esercitazione autunnale.

Le origini

La flotta zarista, ammutinata nel 1917 e distrutta nella guerra civile, fu ricostruita negli anni Trenta con navi leggere e sommergibili per la difesa costiera; nella seconda guerra mondiale le quattro flotte, del Nord, del Baltico, del Mar Nero e del Pacifico, combatterono in appoggio all’esercito, con i marinai sbarcati come fanteria e i sommergibili che affondarono, con il «Wilhelm Gustloff» nel gennaio 1945, la nave con più vittime della storia. Stalin sognava le corazzate; Chruščëv le rottamò per i missili.

Gorškov e la flotta oceanica

Sergej Gorškov, comandante in capo per ventinove anni, trasformò la marina dopo la crisi di Cuba, quando l’URSS non poté sfidare il blocco americano: sommergibili nucleari a centinaia, incrociatori lanciamissili, la prima portaerei Kiev nel 1975 con gli aerei a decollo verticale, gli incrociatori atomici Kirov dal 1980, i più grandi navi da guerra dopo le portaerei, e nel 1990 la Kuznecov, l’unica portaerei convenzionale mai completata. La flotta si mostrò nel Mediterraneo, nell’Indiano, in Angola e in Vietnam, con le basi di Tartus, Cam Ranh e Cienfuegos; le grandi esercitazioni «Okean» del 1970 e del 1975 furono il segnale al mondo.

I marinai

La leva in marina durava tre anni, sui sommergibili in condizioni di isolamento e di pericolo che il segreto nascondeva: il K-19 nel 1961, con il reattore fuso e i marinai morti per riparare, il K-129 perso nel 1968 e recuperato in parte dalla CIA, il Komsomolec nel 1989, e decine di incidenti mai annunciati. Nel novembre 1975 il commissario politico Sablin ammutinò la fregata «Storoževoj» nel Baltico per lanciare un appello alla rivoluzione; fu fucilato, e la storia ispirò «Caccia a Ottobre Rosso». La marina era anche la casa della «fanteria di marina» e dei marinai in telnjaška, la maglia a righe.

Le basi

Sebastopoli per il Mar Nero, Severomorsk e la penisola di Kola per la flotta del Nord con i sommergibili strategici, Kronštadt e Baltijsk per il Baltico, Vladivostok e la Kamčatka per il Pacifico: città chiuse, con i cantieri, i depositi nucleari e le famiglie dei marinai. La spartizione del 1991 lasciò Sebastopoli in Ucraina, con la flotta divisa nel 1997 e la base russa in affitto; l’annessione della Crimea del 2014 nacque anche da questo.

Dopo il 1991

La marina russa ereditò una flotta che non poteva mantenere: i sommergibili nucleari furono demoliti a centinaia con i fondi occidentali, le navi arrugginirono nei porti, il Kursk affondò nel 2000 con 118 uomini e la Kuznecov passò più tempo in riparazione che in mare. Il 14 aprile 2022 l’incrociatore Moskva, ammiraglia del Mar Nero costruita a Nikolaev negli anni Settanta, fu affondato dai missili ucraini: la prima grande nave sovietica persa in combattimento, contro un paese senza marina.

Curiosità

  • L’affondamento del «Wilhelm Gustloff» da parte del sommergibile S-13 di Marinesko, il 30 gennaio 1945, causò oltre 9.000 morti tra i profughi tedeschi: il più grande disastro navale della storia.
  • Il K-129 affondato nel 1968 nel Pacifico fu in parte recuperato dalla CIA nel 1974 con la nave Glomar Explorer, nel progetto Azorian: l’URSS lo seppe dai giornali.
  • L’ammutinamento della «Storoževoj» del 1975, guidato dal commissario politico Valerij Sablin, fu tenuto segreto: Sablin fu fucilato nel 1976 e riabilitato parzialmente nel 1994.
  • L’incrociatore Moskva, affondato nel 2022, era stato costruito a Nikolaev, in Ucraina, come «Slava» nel 1979: l’ammiraglia russa era una nave ucraina.

Valutazione critica

La marina sovietica fu la più costosa e la meno usata delle forze armate: costruita per sfidare gli americani sugli oceani, non combatté mai una battaglia, e i suoi morti furono i marinai dei reattori fusi, taciuti per decenni. Fu lo strumento della proiezione mondiale e il suo prezzo, con centinaia di scafi nucleari lasciati a marcire nell’Artico.

Il Kursk e la Moskva sono i due simboli dell’eredità: una flotta che non poteva permettersi, e che ha perso la sua ammiraglia contro un paese che aveva costruito le sue navi.

FAQ – Domande frequenti

Quanto era grande la marina sovietica? Negli anni Ottanta la più grande flotta di sommergibili del mondo, oltre trecento, con incrociatori nucleari, portaerei e quattro flotte: seconda solo alla US Navy per tonnellaggio.

Chi era Gorškov? L’ammiraglio Sergej Gorškov, comandante in capo dal 1956 al 1985, che trasformò la marina costiera in una flotta oceanica capace di operare su tutti i mari.

Che cosa accadde alla Moskva? L’incrociatore ammiraglia della flotta del Mar Nero, costruito in Ucraina nel 1979, fu affondato dai missili ucraini il 14 aprile 2022: la maggiore nave da guerra russa persa dal 1945.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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