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Chiesa ortodossa

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Nel 1917 la Chiesa ortodossa russa aveva cinquantaquattromila chiese e centomila religiosi; nel 1939 le chiese aperte erano poche centinaia e i vescovi in libertà quattro. Perseguitata, decimata, poi riabilitata da Stalin nel 1943 come strumento di guerra e controllata dal KGB fino al 1991, la Chiesa risorse con la glasnost e divenne nella Russia post-sovietica il pilastro ideologico dello Stato, fino alla benedizione della guerra contro l’Ucraina. Questa pagina ne racconta la parabola.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Chiesa Ortodossa
Chiesa ortodossa trasformata in magazzino: affreschi sbiaditi, casse e sacchi.

La rivoluzione e il terrore

Il concilio del 1917-18 restaurò il patriarcato, abolito da Pietro il Grande, ed elesse Tichon; nel gennaio 1918 il decreto sulla separazione della Chiesa dallo Stato la privò della personalità giuridica e dei beni. La guerra civile e il terrore rosso uccisero migliaia di preti e vescovi; nel 1922, con il pretesto della carestia, Lenin ordinò la confisca dei tesori delle chiese e la fucilazione dei sacerdoti resistenti, «quanti più possibile», e il regime sostenne lo scisma «rinnovatore» per dividere il clero. Tichon, arrestato, morì nel 1925; nel 1927 il metropolita Sergij dichiarò la lealtà della Chiesa allo Stato sovietico, spaccando i fedeli.

La distruzione

La legge del 1929 sulle associazioni religiose e la collettivizzazione chiusero le chiese a decine di migliaia, trasformate in magazzini, club e cinema, o demolite come la cattedrale di Cristo Salvatore nel 1931; i «senza Dio militanti» facevano propaganda, i preti perdevano i diritti civili. Il Grande terrore del 1937-38 fu la persecuzione più sanguinosa della storia del cristianesimo: decine di migliaia di religiosi fucilati, sepolti a Butovo e nelle fosse di tutta l’Unione. Nel 1939 restavano aperte poche centinaia di chiese e quattro vescovi in libertà; il censimento del 1937 aveva però registrato il 57 per cento di credenti.

Il concordato di Stalin

La guerra cambiò il calcolo: nei territori occupati i tedeschi riaprivano le chiese, la popolazione tornava a pregare e gli alleati chiedevano libertà religiosa. Il 4 settembre 1943 Stalin ricevette al Cremlino i tre metropoliti superstiti e concesse in una notte l’elezione del patriarca, la riapertura di chiese, seminari e monasteri, una rivista: nacque la Chiesa del dopoguerra, sotto il Consiglio per gli affari della Chiesa ortodossa e con i vescovi controllati dalla polizia politica. Nel 1946 la stessa Chiesa assorbì con la forza i greco-cattolici dell’Ucraina occidentale, con il pseudo-sinodo di Leopoli.

Chruščëv e Brežnev

Chruščëv riprese la persecuzione senza il sangue: tra il 1959 e il 1964 la campagna antireligiosa chiuse la metà delle chiese riaperte, da circa quattordicimila a poco più di settemila, e la maggior parte dei monasteri e dei seminari. Con Brežnev la Chiesa visse in un equilibrio sorvegliato: i vescovi, in gran parte in rapporto con il KGB, rappresentavano l’URSS nei forum per la pace, i fedeli erano schedati, il battesimo poteva costare la carriera, i dissidenti religiosi come padre Gleb Jakunin finivano nei campi. La fede sopravvisse nelle campagne, tra le donne anziane e in una parte dell’intellighenzia che vi cercava un’alternativa.

La rinascita e lo Stato

Nel 1988 il millennio del battesimo della Rus’ fu celebrato con il permesso di Gorbačëv e fu la svolta: chiese e monasteri restituiti, la legge sulla libertà di coscienza del 1990, Aleksij II patriarca. Negli anni Novanta la Chiesa ricostruì Cristo Salvatore e il proprio potere; con Putin è diventata la religione di Stato di fatto, con il patriarca Kirill, dal 2009, che benedice la «operazione speciale» in Ucraina come guerra santa. L’Ucraina ha ottenuto nel 2019 una Chiesa autocefala riconosciuta da Costantinopoli, e la Chiesa russa ha perso metà delle parrocchie del suo antico spazio.

Curiosità

  • La lettera di Lenin del marzo 1922 sulla confisca dei tesori delle chiese chiedeva di fucilare «quanti più rappresentanti del clero reazionario possibile»: fu pubblicata solo nel 1990.
  • A Butovo, alle porte di Mosca, tra il 1937 e il 1938 furono fucilate oltre ventimila persone, tra cui quasi mille religiosi; è oggi il principale luogo di memoria dei «nuovi martiri» della Chiesa russa.
  • L’incontro notturno di Stalin con i metropoliti, il 4 settembre 1943, durò due ore: il dittatore, ex seminarista, chiese perché mancassero i sacerdoti, e il metropolita Sergij si trattenne dal rispondere «perché li avete fucilati».
  • Il patriarca Kirill, secondo documenti degli archivi federali svizzeri resi noti nel 2023, lavorò negli anni Settanta a Ginevra per il KGB con il nome in codice «Michajlov».

Valutazione critica

La Chiesa ortodossa russa fu la vittima più numerosa della persecuzione sovietica e, dal 1943, la sua complice più utile: sopravvisse accettando la sottomissione allo Stato ateo e ai suoi servizi, e ne uscì nel 1991 con vescovi formati in quella scuola. Il matrimonio con il potere russo di oggi non è un tradimento della tradizione ma la sua continuazione, da Sergij nel 1927 a Kirill nel 2022.

I nuovi martiri di Butovo e i preti che benedicono i missili appartengono alla stessa Chiesa: tenere insieme le due cose è il compito di chi ne racconta la storia.

FAQ – Domande frequenti

Quante chiese furono chiuse in URSS? Dalle circa 54.000 del 1917 a poche centinaia aperte nel 1939; riaperte a migliaia con la guerra, furono di nuovo dimezzate da Chruščëv, fino a circa 7.000 negli anni Sessanta.

Perché Stalin riabilitò la Chiesa nel 1943? Per la guerra: per mobilitare il patriottismo, rispondere alle riaperture tedesche nei territori occupati e rassicurare gli alleati occidentali. La Chiesa fu ricostituita sotto il controllo dello Stato e della polizia politica.

Qual è il rapporto tra la Chiesa e il potere oggi? Di alleanza: la Chiesa russa è di fatto religione di Stato, il patriarca Kirill sostiene il regime e la guerra in Ucraina, e l’Ucraina ha creato nel 2019 una propria Chiesa autocefala.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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