I giornali sovietici
Approfondimento storico in una prospettiva critica
La Pravda del partito, le Izvestija del governo, il Trud dei sindacati con ventuno milioni di copie, la Komsomol’skaja pravda dei giovani, la Stella rossa dell’esercito, la Literaturnaja gazeta dell’intellighenzia con la pagina satirica: i giornali sovietici avevano ciascuno un padrone, un pubblico e un ruolo, costavano tre copechi, non avevano pubblicità e dicevano le stesse cose con toni diversi. Questa pagina li presenta uno per uno, dal 1917 alla glasnost.
In questa pagina
I quotidiani centrali
La Pravda, dal 1912, era l’organo del Comitato centrale e la voce ufficiale, con undici milioni di copie negli anni Settanta; le Izvestija, dal 1917, l’organo del governo e del Soviet supremo, più giornalistico, con l’edizione serale; il Trud, dal 1921, il giornale dei sindacati, che con le sue rubriche pratiche e le lettere arrivò a ventuno milioni di copie nel 1990, il quotidiano più diffuso del mondo; la Komsomol’skaja pravda, dal 1925, per i giovani, con un tono più vivace e i reportage; la Sovetskaja Rossija, la Sel’skaja žizn’ per le campagne, la Krasnaja zvezda dell’esercito dal 1924, il Sovetskij sport.
I settimanali
La Literaturnaja gazeta, rifondata nel 1947 come organo dell’Unione degli scrittori, era il giornale dell’intellighenzia, con i dibattiti, la sociologia e l’ultima pagina, il «Club delle dodici sedie», l’unica satira ammessa; gli Argumenty i fakty, nati nel 1978 come bollettino per i propagandisti, divennero con la glasnost il giornale più venduto della storia con 33 milioni di copie; la Nedelja delle Izvestija, il settimanale illustrato Ogonëk, la Moskovskie novosti che con Jakovlev fu la voce della perestrojka. Ogni repubblica aveva i propri quotidiani nella lingua nazionale, con la Pravda locale in russo.
Come erano fatti
Quattro o sei pagine di grande formato, senza colori, con la testata e le decorazioni, l’editoriale in prima, le fotografie dei dirigenti e dei lavoratori modello, i rapporti di produzione, i «feuilleton» satirici sui difetti locali, la pagina estera in fondo, il programma televisivo e il meteo; il prezzo, tra due e quattro copechi, era simbolico, la carta pessima, la tiratura decisa dal piano e non dalle vendite. Non c’erano pubblicità né cronaca nera, e i necrologi dei dirigenti, con l’ordine delle firme, erano documenti politici.
I giornali e la glasnost
Dal 1987 i giornali si divisero: la Ogonëk di Korotič, la Moskovskie novosti, la Komsomol’skaja pravda, gli Argumenty i fakty e la Literaturnaja gazeta pubblicarono la storia proibita, i sondaggi, le inchieste, con le tirature che esplodevano; la Pravda e la Sovetskaja Rossija, che nel marzo 1988 ospitò la lettera di Nina Andreeva, difesero il passato. Nel 1990 la legge sulla stampa liberò i giornali dai padroni, e le redazioni si trasformarono in cooperative di giornalisti; nel 1991 la Pravda fu sospesa dopo il golpe.
Dopo il 1991
I grandi giornali sovietici sono sopravvissuti quasi tutti con altri padroni: la Komsomol’skaja pravda è diventata un tabloid filogovernativo tra i più letti della Russia, le Izvestija e il Trud sono passati a gruppi vicini al Cremlino, gli Argumenty i fakty al comune di Mosca, la Pravda al partito comunista con poche copie, la Literaturnaja gazeta a una linea nazionalista; la Novaja gazeta, fondata nel 1993 con i soldi del Nobel di Gorbačëv, è stata chiusa nel 2022. I nomi sono gli stessi del 1985; le tirature un decimo.
Curiosità
- Il Trud, il giornale dei sindacati, con 21,5 milioni di copie nel 1990, fu iscritto nel Guinness come il quotidiano più diffuso del mondo; oggi ne stampa poche decine di migliaia.
- Il «Club delle dodici sedie» della Literaturnaja gazeta, dal 1967, era l’unica pagina di umorismo ammessa nella stampa seria: i lettori la leggevano per prima, partendo dall’ultima pagina.
- La Krasnaja zvezda, la «Stella rossa», è il giornale dell’esercito dal 1924 e fu il primo a stampare le fotografie dei campi nazisti liberati; è ancora l’organo del ministero della difesa russo.
- I giornali sovietici uscivano anche a Capodanno e il 7 novembre, ma non il giorno dopo la morte di un dirigente, quando la prima pagina era listata a lutto e le notizie sospese.
Valutazione critica
I giornali sovietici erano molti, e una sola voce declinata per pubblico: il sistema aveva capito che i giovani, i militari, gli intellettuali e i contadini volevano toni diversi, e li accontentava con la stessa sostanza. La loro ricchezza era nei margini, nella satira, nelle lettere e negli spazi che la glasnost mostrò essere pronti a riempirsi.
La sopravvivenza dei nomi dopo il 1991 e la loro ricaduta sotto il controllo del potere raccontano che in Russia i giornali sono tornati a essere ciò che erano: voci di un padrone, con la libertà del 1990 come parentesi.
FAQ – Domande frequenti
Quali erano i principali giornali sovietici? La Pravda del partito, le Izvestija del governo, il Trud dei sindacati, la Komsomol’skaja pravda dei giovani, la Krasnaja zvezda dell’esercito, la Literaturnaja gazeta degli scrittori e gli Argumenty i fakty della glasnost.
Quanto costava un giornale? Tra due e quattro copechi, un prezzo simbolico; le tirature, decise dal piano, arrivavano a decine di milioni di copie con gli abbonamenti obbligatori sul lavoro.
Esistono ancora quei giornali? Quasi tutti, con padroni diversi e tirature molto ridotte: la Komsomol’skaja pravda è un tabloid filogovernativo, la Pravda l’organo del partito comunista, le Izvestija e il Trud appartengono a gruppi vicini al Cremlino.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.