Missili
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Dalla Katjuša del 1941 all’R-7 di Korolëv che lanciò lo Sputnik, dai missili di Cuba agli SS-20 che spaventarono l’Europa e agli SS-18 «Satana» con dieci testate: i missili furono l’arma sovietica per eccellenza, la risposta di un paese senza portaerei e senza basi vicine all’America. Le forze missilistiche strategiche, create nel 1959, erano la prima arma dell’Unione; il disastro di Nedelin del 1960 e il trattato INF del 1987 ne segnano gli estremi.
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Le origini
I lanciarazzi Katjuša, i camion con le rampe che nel luglio 1941 spararono le prime salve sui tedeschi, furono l’arma segreta della guerra e il segno di una tradizione che l’URSS coltivava dagli anni Trenta; le V-2 tedesche catturate nel 1945 e gli ingegneri di Peenemünde deportati diedero ai sovietici la tecnologia, e Sergej Korolëv, uscito dal Gulag, la usò per costruire l’R-1, copia della V-2, e l’R-5, il primo missile nucleare a medio raggio del 1956. Nel 1957 l’R-7, il primo missile intercontinentale, mise in orbita lo Sputnik prima ancora di essere un’arma.
Le forze strategiche
Nel dicembre 1959 Chruščëv creò le forze missilistiche strategiche come arma autonoma, la prima per importanza, che negli anni Ottanta schierava oltre 1.400 missili intercontinentali nei silos e sui lanciatori mobili: gli R-16 di Jangel’, il primo missile a propellente stoccabile, il cui prototipo esplose sulla rampa di Baikonur il 24 ottobre 1960 uccidendo il maresciallo Nedelin e un centinaio di persone, gli SS-9 e gli SS-18 «Satana» di Dnepropetrovsk con dieci testate, gli SS-19 di Čelomej, gli SS-25 Topol mobili del 1985. Il comando, con i codici e i bunker, era la parte più segreta dello Stato.
I missili e le crisi
Nel 1962 furono i missili a medio raggio R-12 e R-14 installati a Cuba a portare il mondo sull’orlo della guerra; nel 1976 gli SS-20, mobili e con tre testate, puntati sull’Europa occidentale provocarono la crisi degli euromissili e la risposta americana dei Pershing e dei Cruise del 1983; il trattato INF del dicembre 1987 tra Reagan e Gorbačëv eliminò tutti i missili terrestri a raggio intermedio, con la distruzione di 1.846 missili sovietici e 846 americani, il primo disarmo vero. Gli Scud tattici, esportati a decine di paesi, sono i missili delle guerre del Golfo, dello Yemen e ancora oggi.
La difesa antiaerea
L’URSS costruì anche la più vasta rete di missili antiaerei del mondo: l’S-75, che abbatté l’U-2 di Powers nel 1960 e migliaia di aerei americani in Vietnam, l’S-125, l’S-200 e dal 1978 l’S-300, l’antenato dei sistemi che oggi la Russia esporta e usa; e i missili anticarro dagli AT-3 Sagger che sorpresero gli israeliani nel 1973 ai Kornet di oggi. I progettisti, da Korolëv a Jangel’ a Čelomej, si contendevano i favori del Politburo in una rivalità che decise anche la corsa alla Luna.
Dopo il 1991
L’Ucraina, che con Južmaš a Dnepropetrovsk costruiva gli SS-18 e ospitava 176 missili intercontinentali, li smantellò o li restituì alla Russia entro il 1996 con il memorandum di Budapest; la Russia ha mantenuto le forze strategiche con i Topol, gli Jars e i Sarmat, e nel 2019 gli Stati Uniti sono usciti dal trattato INF accusandola di violarlo con i nuovi missili da crociera. I missili sovietici e i loro eredi, dagli Iskander ai Kalibr, colpiscono le città ucraine dal 2022; le difese antiaeree S-300 ucraine, dello stesso sistema, cercano di fermarli.
Curiosità
- Il 24 ottobre 1960 a Baikonur l’R-16 esplose sulla rampa durante i preparativi, uccidendo il maresciallo Nedelin e circa cento persone: il disastro fu segreto fino al 1989 e la data è ancora considerata di cattivo augurio per i lanci.
- L’SS-18 «Satana», costruito a Dnepropetrovsk in Ucraina, portava dieci testate da 750 chilotoni: la Russia ne ha mantenuti alcuni in servizio fino agli anni Duemila con il supporto tecnico ucraino, interrotto nel 2014.
- I Katjuša del 1941 erano così segreti che gli equipaggi avevano l’ordine di farli saltare piuttosto che farli catturare; i soldati li chiamarono con il nome di una canzone popolare.
- Il trattato INF del 1987 fu il primo a eliminare un’intera categoria di armi nucleari: 1.846 missili sovietici e 846 americani furono distrutti sotto ispezione reciproca entro il 1991.
Valutazione critica
I missili furono la risposta sovietica alla propria geografia e alla propria povertà: senza basi vicine all’America e senza portaerei, l’URSS puntò sulle rampe e sui silos, e vi mise il meglio dell’ingegneria di Korolëv e dei suoi rivali, con i disastri nascosti come quello di Nedelin. Le forze strategiche furono l’arma che garantì la parità e che nessuno usò.
Che gli SS-18 fossero costruiti in Ucraina, e che gli eredi dei missili sovietici colpiscano oggi Kiev, dice quanto la deterrenza dell’Unione fosse un prodotto comune diventato arma di una parte contro l’altra.
FAQ – Domande frequenti
Quando nacquero le forze missilistiche sovietiche? Nel dicembre 1959, come arma autonoma e prima per importanza; negli anni Ottanta schieravano oltre 1.400 missili intercontinentali, tra silos e lanciatori mobili.
Che cosa fu il disastro di Nedelin? L’esplosione del missile R-16 sulla rampa di Baikonur il 24 ottobre 1960, che uccise il maresciallo Nedelin, comandante delle forze missilistiche, e circa cento tecnici: fu tenuta segreta fino al 1989.
Che cosa stabilì il trattato INF? L’eliminazione di tutti i missili terrestri a raggio intermedio, tra 500 e 5.500 chilometri, con la distruzione di 1.846 missili sovietici e 846 americani; gli Stati Uniti ne sono usciti nel 2019.
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