Muro di Berlino
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Il Muro di Berlino, costruito dalla Germania Est a partire dal 13 agosto 1961 con l’approvazione sovietica, divise la città per ventotto anni. Fu il simbolo più visibile della Guerra fredda e la prova che un sistema doveva chiudere i propri cittadini per sopravvivere: almeno 140 persone morirono cercando di superarlo. Cadde la notte del 9 novembre 1989.
In questa pagina
Perché fu costruito
Tra il 1949 e il 1961 circa tre milioni di cittadini della Repubblica democratica tedesca, in gran parte giovani e qualificati, lasciarono il paese, e Berlino, con i suoi settori occidentali raggiungibili in metropolitana, era la via di fuga principale. Il regime di Ulbricht chiese ripetutamente a Mosca il permesso di chiudere il confine; Chruščëv lo concesse nell’estate del 1961, dopo il fallimento del vertice di Vienna con Kennedy. Il 15 giugno Ulbricht dichiarò che «nessuno ha intenzione di costruire un muro»; nella notte tra il 12 e il 13 agosto, sotto la direzione di Erich Honecker, soldati e operai srotolarono il filo spinato e sbarrarono le strade.
Il Muro
Il filo spinato fu sostituito da mattoni, poi da lastre di cemento; la versione definitiva degli anni Settanta era alta 3,6 metri, con un tubo in cima per impedire la presa. La barriera lunga 155 chilometri circondava tutta Berlino Ovest: 43 chilometri attraversavano la città. Dietro il muro esterno correva la «striscia della morte», con un secondo muro, sabbia rastrellata, fossati anticarro, recinzioni con allarmi, oltre trecento torri di guardia, cani e l’ordine di sparare a chi tentava di fuggire. Ufficialmente si chiamava «barriera di protezione antifascista».
Vivere con il Muro
Il Muro separò famiglie, tagliò le linee della metropolitana, chiuse le chiese e i cimiteri finiti nella striscia. Nell’ottobre 1961 al Checkpoint Charlie carri armati americani e sovietici si fronteggiarono per sedici ore. Le fughe furono migliaia: tunnel scavati da studenti, come quello del 1964 da cui passarono 57 persone, automobili modificate, una mongolfiera nel 1979, nuotate nella Sprea. Peter Fechter, diciotto anni, fu colpito il 17 agosto 1962 e lasciato morire dissanguato ai piedi del muro sotto gli occhi dei berlinesi dell’Ovest. Kennedy nel 1963 e Reagan nel 1987 pronunciarono davanti al Muro i discorsi rimasti celebri.
La caduta
Nel 1989 la crisi del regime tedesco-orientale precipitò: l’Ungheria aprì il confine con l’Austria, decine di migliaia di cittadini fuggirono attraverso Praga e Budapest, le manifestazioni del lunedì a Lipsia crebbero fino a centinaia di migliaia di persone e Gorbačëv fece sapere che i carri armati sovietici non sarebbero intervenuti. Honecker fu sostituito il 18 ottobre. La sera del 9 novembre il portavoce Günter Schabowski annunciò per errore che le nuove regole di viaggio entravano in vigore «immediatamente»: decine di migliaia di berlinesi si riversarono ai valichi e i comandanti, senza ordini, li aprirono, per primo quello di Bornholmer Straße intorno alle 23.30. La demolizione ufficiale cominciò nel giugno 1990; la Germania si riunificò il 3 ottobre 1990.
Il Muro oggi
Restano pochi tratti: l’East Side Gallery, 1,3 chilometri dipinti da artisti nel 1990, il memoriale di Bernauer Straße che conserva un pezzo di striscia della morte, frammenti sparsi in tutto il mondo. Una linea di pietre segna nel suolo di Berlino il percorso del Muro; la differenza tra le due parti della città, e del paese, si vede ancora nei redditi e nei voti.
Curiosità
- Chi riuscì a superare il Muro fu circa 5.000 persone in ventotto anni; l’ultima vittima delle guardie, Chris Gueffroy, fu uccisa nel febbraio 1989, nove mesi prima della caduta.
- Schabowski lesse alla stampa un foglio che non aveva studiato: alla domanda «da quando?» rispose «per quanto ne so, da subito», e fece la storia per sbaglio.
- La Porta di Brandeburgo rimase per ventotto anni dentro la striscia della morte, irraggiungibile da entrambe le parti.
- I «picchi del Muro» che nel 1989-90 staccavano frammenti a colpi di martello alimentarono un commercio mondiale di pezzi di cemento, in parte falsi.
Valutazione critica
Il Muro fu costruito dalla Germania Est ma deciso a Mosca: senza il consenso sovietico non sarebbe esistito, e senza il ritiro del consenso sovietico non sarebbe caduto. È la dimostrazione più semplice di che cosa fosse il blocco orientale: un sistema che non poteva tollerare la libertà di andarsene.
La caduta del 1989 non fu un dono dei governi ma il risultato della pressione di cittadini che avevano smesso di avere paura, resa possibile dalla scelta di Gorbačëv di non sparare. Che la stessa scelta non sia stata fatta a Pechino, cinque mesi prima, ricorda quanto sia stata rara.
FAQ – Domande frequenti
Quanto durò il Muro? Ventotto anni, dal 13 agosto 1961 al 9 novembre 1989; la demolizione fu completata nel 1991, tranne i tratti conservati come memoriale.
Quante persone morirono? Le ricerche più accurate contano almeno 140 vittime al Muro di Berlino, tra fuggitivi uccisi, incidenti e guardie; lungo l’intero confine interno tedesco i morti furono diverse centinaia.
Chi decise di costruirlo? Il governo della Germania Est, guidato da Ulbricht, con l’autorizzazione esplicita di Chruščëv nell’estate del 1961.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.