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Solidarność

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Nato dallo sciopero dei cantieri di Danzica nell’agosto 1980, con un elettricista licenziato che scavalcò il muro, Solidarność fu il primo sindacato libero del blocco sovietico e in un anno riunì dieci milioni di polacchi, un terzo degli adulti: la classe operaia del socialismo reale organizzata contro il socialismo reale. La legge marziale del dicembre 1981 lo sciolse e lo mandò in clandestinità, il Nobel a Wałęsa nel 1983 lo tenne vivo, la tavola rotonda del 1989 lo portò al governo: il blocco cominciò a cadere a Danzica.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Solidarnosc
Praga, 1968: un carro armato sovietico circondato da giovani civili, un tram.

L’agosto 1980

Il 14 agosto 1980 gli operai del cantiere Lenin di Danzica scioperarono per il licenziamento della gruista Anna Walentynowicz e per gli aumenti dei prezzi, e Lech Wałęsa, elettricista licenziato nel 1976, scavalcò il muro e prese la guida; in tre giorni lo sciopero divenne interaziendale, con i «ventuno punti» affissi sul cancello, dal sindacato libero al diritto di sciopero alla liberazione dei prigionieri, e con le messe nel cantiere e le fotografie del papa. Il 31 agosto il vice primo ministro Jagielski firmò gli accordi di Danzica, e Wałęsa firmò con una penna gigante con l’effigie di Giovanni Paolo II.

I dieci milioni

Il 17 settembre a Danzica i comitati fondarono il sindacato «Solidarietà», registrato dal tribunale il 10 novembre 1980 dopo un braccio di ferro: in un anno gli iscritti furono dieci milioni, con un milione di comunisti, e nacquero la Solidarność rurale dei contadini, quella degli studenti, la stampa libera, le università volanti, con i consiglieri Geremek, Mazowiecki, Kuroń e Michnik accanto agli operai. Il congresso del settembre-ottobre 1981 lanciò un appello ai lavoratori dell’Est, che Mosca considerò una dichiarazione di guerra; il partito perdeva gli iscritti e Mosca minacciava con le manovre.

La legge marziale

Il 13 dicembre 1981 Jaruzelskij proclamò lo stato di guerra: i dirigenti di Solidarność arrestati nella notte, Wałęsa internato per undici mesi, diecimila internati, il sindacato sospeso e nell’ottobre 1982 sciolto, i carri nelle strade, il coprifuoco, i nove minatori di Wujek uccisi il 16 dicembre; il generale disse di aver evitato l’invasione sovietica, e i documenti hanno mostrato che Mosca non voleva invadere ma esigeva la repressione. Solidarność passò in clandestinità con la commissione provvisoria di Bujak, le tipografie, le radio e i soldi dell’AFL-CIO e della CIA; Reagan impose le sanzioni, e la Chiesa fu il rifugio.

Gli anni Ottanta

Il Nobel per la pace del 1983 a Wałęsa, ritirato dalla moglie per timore che non lo lasciassero rientrare, l’assassinio di padre Popiełuszko nel 1984, l’amnistia del 1986, le visite del papa nel 1983 e nel 1987, e nel 1988 gli scioperi di maggio e agosto dei giovani operai che i vecchi dirigenti dovettero seguire: il regime, con l’economia fallita e Gorbačëv a Mosca, accettò di trattare. Kiszczak e Wałęsa si incontrarono in settembre, e la Chiesa fece da garante.

Il 1989 e dopo

La tavola rotonda del 6 febbraio-5 aprile 1989 legalizzò Solidarność e concesse elezioni con un terzo della Dieta libera e il Senato tutto eletto: il 4 giugno il sindacato vinse 160 seggi su 161 e 99 senatori su 100, i comunisti persero anche i candidati unici, e il 24 agosto Mazowiecki formò il primo governo non comunista dell’Est. Wałęsa fu presidente dal 1990 al 1995, il sindacato si divise in partiti e tornò un sindacato con un milione di iscritti; il cantiere di Danzica è un museo, i fascicoli della sicurezza hanno rivelato che Wałęsa fu negli anni Settanta l’informatore «Bolek», e la Polonia ne discute ancora.

Curiosità

  • Wałęsa firmò gli accordi di Danzica del 31 agosto 1980 con una penna gigante da souvenir con il ritratto di Giovanni Paolo II: la fotografia fece il giro del mondo e la penna è nel museo del sindacato.
  • I «ventuno punti» dell’agosto 1980, scritti su due pannelli di legno appesi al cancello del cantiere, sono dal 2003 nel registro della memoria del mondo dell’UNESCO.
  • Il Nobel per la pace del 1983 fu ritirato a Oslo dalla moglie di Wałęsa, Danuta, e dal figlio, perché il sindacalista temeva di non poter rientrare in Polonia se fosse uscito.
  • Nel 2016 l’Istituto della memoria nazionale polacco ha pubblicato i documenti dell’informatore «Bolek» degli anni 1970-76, attribuiti a Wałęsa, che li ha definiti falsi; la disputa divide ancora la Polonia.

Valutazione critica

Solidarność fu la smentita più semplice del sistema sovietico: gli operai, in nome dei quali il partito governava, si organizzarono contro il partito, con la Chiesa e gli intellettuali, e in un anno furono dieci milioni. La legge marziale li fermò per otto anni e non li sconfisse, e nel 1989 il primo governo non comunista dell’Est nacque dal loro sindacato.

La divisione successiva in partiti rivali e il caso «Bolek» sono la storia di ogni movimento vittorioso; la lezione di Danzica, che un impero cade dove i suoi operai scioperano, resta.

FAQ – Domande frequenti

Come nacque Solidarność? Dallo sciopero del cantiere Lenin di Danzica dell’agosto 1980, guidato da Lech Wałęsa, e dagli accordi del 31 agosto che concessero il primo sindacato libero del blocco; fu fondato il 17 settembre e registrato il 10 novembre 1980.

Quanti iscritti aveva? Circa dieci milioni nel 1981, un terzo degli adulti polacchi, compreso un milione di membri del partito comunista: il più grande sindacato della storia europea.

Che cosa accadde con la legge marziale? Il 13 dicembre 1981 il generale Jaruzelskij sospese e poi sciolse il sindacato, internò i dirigenti e Wałęsa e usò l’esercito; Solidarność sopravvisse in clandestinità fino alla legalizzazione del 1989.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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