Stasi
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Il Ministero per la sicurezza di Stato della Germania Est ebbe alla fine 91.000 dipendenti e quasi 190.000 informatori per sedici milioni di abitanti, uno ogni sessanta cittadini, con 111 chilometri di fascicoli, i barattoli con gli odori dei sospetti, la prigione di Hohenschönhausen e la «decomposizione» psicologica dei dissidenti al posto degli arresti: la Stasi fu la polizia segreta più fitta della storia. Il 15 gennaio 1990 i berlinesi ne occuparono la sede; i fascicoli, aperti ai cittadini dal 1991, hanno rivelato i mariti, gli amici e i pastori che spiavano.
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La fondazione
Fondata l’8 febbraio 1950 sul modello del KGB, con il motto «scudo e spada del partito», la Stasi ebbe dal 1957 al 1989 un solo ministro, Erich Mielke, comunista dal 1925, condannato in contumacia per l’omicidio di due poliziotti a Berlino nel 1931, rifugiato in URSS, e dal 1957 il padrone della sicurezza con il grado di generale d’armata; dopo la rivolta del 1953 il ministero crebbe senza sosta, con la direzione a Berlino-Lichtenberg su ettari di uffici, le sedi distrettuali, le scuole, le officine e i settantamila collaboratori a tempo pieno degli anni Ottanta.
Gli informatori
La forza della Stasi erano gli «IM», i collaboratori non ufficiali: quasi 190.000 nel 1989, reclutati con la persuasione, il ricatto e la vanità, nelle fabbriche, nelle chiese, nelle università, negli ospedali, tra i dissidenti stessi, con un informatore ogni sessanta abitanti, contro uno ogni seicento del KGB; i fascicoli riempivano 111 chilometri di scaffali, con le fotografie, le intercettazioni, le lettere aperte a vapore, i «campioni di odore» conservati in barattoli per i cani, le relazioni sui pastori, gli scrittori e i vicini. Dopo il 1990 i cittadini hanno letto nei propri fascicoli i nomi dei mariti, dei fratelli e degli amici.
I metodi
Dagli anni Settanta, per non nuocere all’immagine internazionale, la Stasi sostituì gli arresti con la «Zersetzung», la decomposizione: la distruzione psicologica del dissidente con le voci calunniose, le lettere anonime, i licenziamenti, gli oggetti spostati in casa, i matrimoni rovinati, i figli isolati, le auto sabotate, fino al crollo o all’emigrazione, senza un processo; chi finiva a Hohenschönhausen, la prigione segreta senza nome sulle mappe, subiva l’isolamento, la privazione del sonno e le celle senza finestre. La direzione estera di Markus Wolf infiltrò la Germania Ovest fino all’ufficio del cancelliere, con la spia Guillaume che fece cadere Brandt nel 1974.
La fine
Nell’autunno 1989 la Stasi filmò le manifestazioni di Lipsia e non sparò; a novembre cominciò a distruggere i fascicoli, con le macchine tritacarta e a mano, e il 15 gennaio 1990 la folla occupò la sede di Lichtenberg fermando la distruzione; i comitati civici presero gli archivi. Nel 1991 la legge affidò i fascicoli a un’autorità federale guidata dal pastore Gauck, con il diritto di ogni cittadino di leggere il proprio: oltre tre milioni di richieste, e i sacchi con i documenti strappati ricomposti ancora oggi. Mielke fu condannato nel 1993 per gli omicidi del 1931, Wolf per tradimento con pena sospesa.
L’eredità
La Stasi è il modello di ogni polizia segreta nell’immaginario, con il film «Le vite degli altri» del 2006, il museo nella sede di Lichtenberg con l’ufficio di Mielke intatto e il memoriale di Hohenschönhausen guidato dagli ex detenuti; l’apertura degli archivi, unica nell’Est, ha permesso alla Germania di guardare in faccia i propri delatori, con le carriere di politici e di intellettuali finite e i matrimoni disfatti. La Russia ha conservato gli archivi del KGB chiusi; la differenza si vede.
Curiosità
- La Stasi conservava in barattoli di vetro i «campioni di odore» dei sospetti, panni tenuti sotto il sedile durante gli interrogatori, per farli annusare ai cani nelle manifestazioni: migliaia di barattoli furono trovati nel 1990.
- Erich Mielke, ministro per trentadue anni, fu condannato nel 1993 non per la Stasi ma per l’omicidio di due poliziotti nel 1931, con gli atti del processo nazista ritrovati nella sua cassaforte; morì nel 2000.
- I sacchi con i fascicoli strappati a mano nell’autunno 1989 sono oltre quindicimila: un progetto di ricostruzione digitale li ricompone dal 2007, e ne restano ancora migliaia.
- La spia Günter Guillaume, agente della Stasi dal 1956, arrivò nel 1972 a fare l’assistente personale del cancelliere Brandt: il suo arresto nel 1974 costrinse Brandt alle dimissioni.
Valutazione critica
La Stasi fu il KGB perfezionato dalla precisione tedesca: non un terrore di massa ma una sorveglianza totale, con la delazione come rapporto sociale e la distruzione delle persone come tecnica, in un paese che si presentava come normale. Il suo archivio è la prova documentaria più completa di come una società può essere spiata da se stessa.
L’apertura dei fascicoli è la lezione che la Germania ha dato all’Est e che la Russia non ha voluto imparare: senza leggere i nomi dei delatori, un paese non si libera della polizia che li reclutò.
FAQ – Domande frequenti
Quanto era grande la Stasi? Nel 1989 aveva 91.000 dipendenti e quasi 190.000 informatori non ufficiali per sedici milioni di abitanti, uno ogni sessanta cittadini, con 111 chilometri di fascicoli: la polizia segreta più fitta della storia.
Che cos’era la Zersetzung? La «decomposizione», il metodo della Stasi dagli anni Settanta per distruggere psicologicamente i dissidenti senza arrestarli: calunnie, isolamento, licenziamenti, sabotaggi e intrusioni in casa fino al crollo o all’emigrazione.
Che fine hanno fatto i fascicoli? Salvati dall’occupazione della sede del 15 gennaio 1990, sono stati aperti ai cittadini dal 1991 dall’autorità federale di Gauck: oltre tre milioni di persone hanno letto il proprio, e i sacchi strappati sono in ricostruzione.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.